Agorà
Penne e cervelli del nostro territorio
Agorà è il termine con il quale nella Grecia antica si indicava la piazza principale della polis. Era il luogo della democrazia per antonomasia, era sede delle assemblee dei cittadini che vi si riunivano per discutere i problemi della comunità e decidere collegialmente sulle leggi. Il nostro portale si riconosce il merito di aver trasformato ed in modo significativo il modo di comunicare della nostra comunità locale trasformando spesso le sue pagine in una piazza virtuale in cui a tutti è stata concessa la possibilità di esprimere opinioni, di denunciare, di proporre. Agorà adesso diventa il nome di un nuovo city-blog: in questo spazio ospiteremo riflessioni e contributi di penne e cervelli del nostro territorio, per instaurare un confronto, generare uno scambio di idee, avviare un dialogo, per essere sempre il cuore pulsante della città.
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Lavoro e crisi, dal suicidio alla speranza Intervento a difesa del dolore e la riservatezza della famiglia
Dopo la morte di un proprio familiare, una cara amica mi chiede di intervenire pubblicamente per difendere il dolore e la riservatezza della famiglia, di chi rimane ad affrontare i tanti problemi che il disperato lascia da gestire. Nella gestione di questi momenti difficili della propria famiglia e dei figli (anche minori) che non sono in grado di capire le varie facce dell'intera tragica situazione, è necessario una nuova etica da far nascere. Non è economica, politica, professionale. E' cristiana. Sta nella comprensione, nella solidarietà.
Il richiamo è indirizzato verso ognuno di noi per osservare - meglio per rispettare - la sofferenza ed il dolore portato dalla crisi, dal prezzo che si scarica sulle famiglie e nelle piccole aziende. Non ci sono soltanto gli imprenditori debitori in crisi, i lavoratori debitori in crisi, ma il problema riguarda tutti. Anche gli imprenditori creditori in crisi, i lavoratori creditori di somme che non riescono ad incassare ed il cui mancato arrivo può far crollare. Siamo tutti sulla stessa barca.
Molto spesso per i piccoli imprenditori la...
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Superiamo il bipolarismo Per una nuova stagione politica
Tre situazioni diverse, in ambiti diversi, che mi sono capitate queste settimana, mi danno lo spunto di questo articolo. La prima: andando alla stazione (cosa che non faccio spesso) per prendere un treno, un amico mi diceva che hanno soppresso molti treni e che viaggiare non risulta più agevole come una volta. Causa delle soppresssioni: il contenimento dei costi. La seconda: nella riunione del consiglio di istituto (di cui faccio parte, per la componente genitori) della scuola media che frequenta mio figlio, si è approvata una decisione relativa alla problematica del ridimensionamento della rete scolastica. La decisione assunta (che io stesso ho votato) è stata considerata il male minore. Causa del tutto: il contenimento dei costi. La terza: nella nostra città si sta ridimensionando l'ospedale cittadino riducendolo a modesto e piccolo ambulatorio. Causa del tutto: il contenimento dei costi. Non faccio cenno a ciò che succede nel mio mondo lavorativo (la banca) perchè a qualcuno potrebbe venire la pella d'oca. Causa delle cause dei problemi: il conteniemtno dei costi, anche in un ambito...
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L'economia è malata nella terra dell'illegalità C'è bisogno che i diritti siano controbilanciati dai doveri
Da sempre, la democrazia ha un costo, che può talora apparire oneroso, ma che la sobrietà aiuta indubbiamente ad accettare. Alcune correnti politiche antidemocratiche ancora oggi (così come nel passato, anche remoto sino ad arrivare ad Atene) possono influenzare il nostro sereno giudizio e portarci alla convinzione che bisogna tagliare i costi della politica. Certo, ridurre, sino alla paga ragionevole di uno stipendio medio normale, dovrebbe essere oggi la linea di condotta di chi dall'alto deve dare l'esempio, soprattutto a chi non ce la fa. Diversamente si rischia che la politica attiva sia riservata a chi è abbastanza ricco da non aver bisogno di lavorare e può così dedicarsi al servizio pubblico. Questo vale in ogni ambito della vita pubblica ed ad ogni livello: dall'Europa al consigliere cittadino. Ovviamente l'onestà di rimanere con le mani pulite è data per scontata. Diversamente si rischia che, stranamente, diventino benestanti i politici (anche consiglieri comunali o sindaci) che magari prima del mandato popolare non sapevano come sbarcare il lunario o non possedavano alcun...
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Chi fa politica capisce i problemi di chi non la fa? Nuovo intervento politico di Mauro Spallucci
Di recente ho avuto la fortuna di trascorrere una giornata in compagnia di Giulio De Rita, figlio di Giuseppe De Rita, presidente del Censis. Giulio oltre ad occuparsi di sociologia, collabora con l'Istituto Censis ed opera nel mondo dell'impresa nell'ambito della responsabilità d'impresa per il bene comune. In Italia molte aziende stanno ottenendo questo riconoscimento di qualità, applicando metodi innovativi che mirano soprattutto a creare nel mondo del lavoro comunità di uomini capaci di crescere insieme, condividendo scelte e progetti di impresa che permettono crescita e futuro uscendo così da crisi strutturali. Tra l'altro, con Giulio, ci si confrontava sulla situazione generale, sulla necessità di un cambio di rotta, anche politica, sulle caratteristiche della classe dirigente di un Paese. A lui aprivo il mio cuore dicendo che una vera classe dirigente deve evitare che i poveri diventino delinquenti. Una vera classe dirigente deve essere capace di costruire scenari e contesti favorevoli, anche cittadini, offrendo speranze per un possibile mondo migliore. Giulio mi preannunciava...
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La politica riacquisti dignità La città guarda con fiducia e speranza
La città guarda con tanta fiducia e speranza a tutti i politici impegnati in città. E la gente chiede soprattutto uno stile senza le solite indulgenze, chiede di non rassegnarsi a bassi compromessi. Nell'avere la stima e la fiducia di molta gente ai cattolici tranesi in politica vengono chiesti comportamenti lontani da logiche utilitaristiche. Vengono richiesti, a chi si spende per tutti, di avere a cuore il bene della nostra città, riconquistando così anche credito in quella parte dei cittadini che non crede più nella politica e nei politici. Vengono chiesti semi gettati su una terra che aspetta la pioggia. Soprattutto i giovani che non conoscono la storia, perché non sanno che la vita di un paese si può costruire con l'amore alle cose, alla gente, al lavoro. Non hanno visto che la politica si può fare con il rispetto dell'altro, che la vita pubblica va vissuta come un servizio, che ha bisogno di fedeltà, di passione, di una strada onesta perché sotto gli occhi di tutti, perché deve essere esempio. E allora come fare? Il fatto è che, per comunicare tutto ciò, c'è bisogno di tempo e...
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Sabato 19 Maggio 2012 





