Avvocatura comunale, Api contesta le decisioni

«I due incarichi legali violano i criteri di pari opportunità». Ignora ancora una volta la lista di accreditamento

lunedì 6 febbraio 2012 17.02
«Il trasferimento dell'unico avvocato del Comune presso la polizia municipale non è affatto essenziale mentre l'affidamento delle consulenze giuridiche interne viola i criteri di pari opportunità, ignora ancora una volta la lista di accreditamento degli avvocati istituita e disattende il criterio di economicità». Sono queste le critiche mosse da Alessandro Moscatelli (Alleanza per l'Italia) sulla rivoluzione all'interno dell'ufficio legale del Comune di Trani.

Caso Capurso. Per Moscatelli «l'incarico affidato a Capurso non è affatto essenziale potendo benissimo, l'ente, nella maggior parte dei casi, depositare la documentazione inerente i verbali impugnati e le memorie difensive senza la necessità del patrocinio del legale. Infatti l'articolo 7, comma 8, del decreto legislativo n.150 dell'1 settembre 2011 al numero 150, stabilisce che, nel giudizio di opposizione a verbale di accertamento di violazione del codice della strada le parti possono stare in giudizio personalmente e l'amministrazione può avvalersi di funzionari appositamente delegati».

Sui due ex stagisti contrattualizzati per l'ufficio legale «la decisione - spiega Moscatelli - contrasta con quanto disposto dall'art.49 dello Statuto Comunale, viola i criteri di pari opportunità, ignora ancora una volta la lista di accreditamento degli avvocati a suo tempo istituita, disattende il criterio di economicità considerata l'abolizione delle tariffe forensi e la possibilità di interpellare centinaia di avvocati con un pubblico avviso».