Caos a Palazzo Palmieri sul dimensionamento scolastico. La minoranza ritira la proposta e blocca il blitz del PD. Marinaro: «Un emendamento per far tornare Galiano»
Scontro acceso in Consiglio Comunale a Trani: l’opposizione, promotrice del punto all'ordine del giorno, disinnesca sul filo di lana l’emendamento a sorpresa presentato da Nicola Ventura ritirando l’atto. In aula la protesta delle famiglie.
martedì 6 ottobre 2026
Doveva essere il momento del confronto partecipato sulla riorganizzazione degli istituti cittadini, con una nutrita delegazione di genitori e famiglie presente sugli scranni del pubblico, ma il primo punto all'ordine del giorno dell'assise consiliare di oggi, lunedì 5 ottobre — dedicato al dimensionamento della rete scolastica della Città di Trani — si è trasformato in un'infuocata partita a scacchi politica, conclusasi con un clamoroso colpo di scena procedurale.
«Un emendamento? Più che un emendamento, sembrava una richiesta d'aiuto o un "torna a casa, per piacere". L'emendamento era chiaramente questo: una richiesta al sindaco dimissionario Galiano di rivedere le proprie posizioni. Su Repubblica il sindaco è stato precisissimo e pesante contro la sua maggioranza che osteggiava questo piano; oggi invece, improvvisamente, si sono trovati sulla via di Damasco con un'illuminazione».
Secondo Marinaro, il testo presentato da Ventura ricalcava di fatto la delibera originaria che Galiano intendeva approvare in Giunta prima dello strappo e delle dimissioni: un passaggio politico studiato per blindare il dimensionamento e offrire al primo cittadino la garanzia richiesta per ritirare l'addio entro il 15 ottobre. «Perché presentarlo proprio oggi in aula e non 48 ore fa, come prevede la prassi ordinaria per gli emendamenti? Farlo all'ultimo minuto serviva solo a questo. Ed è per questo che io stesso sarei uscito dall'aula: è assolutamente assurdo consentire che l'aula consiliare venga usata e strumentalizzata per meri fini politici. Qui parliamo di scuole, di bambini e di plessi come la Collodi, San Paolo o Papa Giovanni, sui quali non abbiamo ricevuto alcuna risposta nel merito! Il giorno prima bocciano le interrogazioni e oggi usano l'aula per i propri equilibri interni: noi un attimino abbiamo capito come funziona e non è corretto».
© Riproduzione vietata (tl@)
L'istanza dell'opposizione e le diverse sensibilità
La discussione approdata in aula traeva origine dall'istanza formalizzata congiuntamente dai sette consiglieri di minoranza (tre di Fratelli d'Italia, uno di Forza Italia, uno di Trani Libera e due del Movimento Guariello). Una richiesta compatta nelle firme per portare il tema in Consiglio, seppur caratterizzata da riflessioni differenti: cinque contrari al piano e i due esponenti della Lista Guariello favorevoli, come già emerso nella conferenza dei capigruppo e ribadito in aula negli interventi di Ornella Gelso (FdI) e Raffaella Merra (Movimento Guariello), con l'obiettivo dichiarato di trovare la soluzione migliore per tutelare gli alunni e l'offerta formativa tranese. Sulla carta, la proposta condivisa per la riorganizzazione avrebbe avuto numeri solidi grazie all'apporto della maggioranza unito al voto favorevole dei consiglieri del Movimento Guariello. A stravolgere il copione è stata tuttavia la mossa a sorpresa del Partito Democratico: il consigliere Nicola Ventura ha infatti depositato direttamente in corso di seduta un emendamento al provvedimento, interpretato immediatamente dalla minoranza come una vera e propria forzatura di palazzo a fini politici interni.L'affondo di Giacomo Marinaro: «Quell'emendamento è il sigillo di garanzia per il Sindaco»
A chiarire la lettura dell'opposizione e a spiegare le ragioni dello scontro è il capogruppo della lista Prossimamente, Giacomo Marinaro, intervistato a margine dei lavori d'aula da VivaNetwork:«Un emendamento? Più che un emendamento, sembrava una richiesta d'aiuto o un "torna a casa, per piacere". L'emendamento era chiaramente questo: una richiesta al sindaco dimissionario Galiano di rivedere le proprie posizioni. Su Repubblica il sindaco è stato precisissimo e pesante contro la sua maggioranza che osteggiava questo piano; oggi invece, improvvisamente, si sono trovati sulla via di Damasco con un'illuminazione».
Secondo Marinaro, il testo presentato da Ventura ricalcava di fatto la delibera originaria che Galiano intendeva approvare in Giunta prima dello strappo e delle dimissioni: un passaggio politico studiato per blindare il dimensionamento e offrire al primo cittadino la garanzia richiesta per ritirare l'addio entro il 15 ottobre. «Perché presentarlo proprio oggi in aula e non 48 ore fa, come prevede la prassi ordinaria per gli emendamenti? Farlo all'ultimo minuto serviva solo a questo. Ed è per questo che io stesso sarei uscito dall'aula: è assolutamente assurdo consentire che l'aula consiliare venga usata e strumentalizzata per meri fini politici. Qui parliamo di scuole, di bambini e di plessi come la Collodi, San Paolo o Papa Giovanni, sui quali non abbiamo ricevuto alcuna risposta nel merito! Il giorno prima bocciano le interrogazioni e oggi usano l'aula per i propri equilibri interni: noi un attimino abbiamo capito come funziona e non è corretto».
La contromossa: proposta ritirata e maggioranza spiazzata
Consapevoli che, per via dei numeri d'aula, l'emendamento targato PD sarebbe stato approvato lasciando la minoranza senza margini d'azione, i proponenti hanno estratto dal cilindro la mossa regolamentare: avvalendosi delle proprie prerogative, hanno formalmente ritirato il punto 1 all'ordine del giorno, impedendo che l'emendamento e l'intero provvedimento potessero essere messi in votazione.© Riproduzione vietata (tl@)