Editoriale | Dimensionamento scolastico, slitta la Giunta ufficiale: pre-vertice oggi, decisione domani sul nuovo IC "De Amicis - Rocca" di Trani

Fase interlocutoria a Palazzo di Città: dopo un vertice preliminare, l’adozione della delibera viene aggiornata a venerdì pomeriggio. Sullo sfondo, i numeri allarmanti del calo demografico in Puglia e i dossier aperti dell'amministrazione

giovedì 24 settembre 2026 15.02
A cura di Tonino Lacalamita
Una giornata formalmente interlocutoria a Palazzo di Città, ma densa di nodi politici e amministrativi da sciogliere. Contrariamente a quanto previsto alla vigilia, la Giunta comunale non si è riunita in seduta ufficiale: in mattinata si è tenuto un vertice preliminare tra gli assessori dell'esecutivo guidato dal sindaco Marco Galiano, conclusosi con la decisione di aggiornare a domani pomeriggio la seduta formale per il varo della delibera sul dimensionamento scolastico. Uno slittamento di sole ventiquattr'ore che non modifica però la sostanza della partita: la nascita del nuovo Istituto Comprensivo «De Amicis - Rocca» non rappresenta una mera opzione sul tavolo, ma un atto dovuto e non più differibile, imposto con la forza dei numeri.
A chiarire come il tempo delle proroghe sia ormai scaduto sono i dati incontrovertibili diffusi dal Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) e dall'Ufficio Scolastico Regionale: la Puglia sta vivendo la più severa erosione di popolazione scolastica su scala nazionale. In un solo anno la regione ha perso 11.870 alunni, crollando da 506.326 a 494.456 iscritti totali. La voragine colpisce soprattutto la base: sono 3.080 gli iscritti in meno nelle prime classi a livello regionale, con la provincia di Barletta-Andria-Trani ferma a 49.828 studenti e un trend demografico in picchiata costante. Le proiezioni Svimez al 2035 completano un quadro allarmante: la Puglia è destinata a perdere il 23,3% degli alunni della scuola primaria, con oltre tremila piccoli comuni italiani a rischio totale di desertificazione scolastica. L'impatto sul sistema è già realtà quotidiana: per l'anno scolastico 2025/2026 la Puglia ha subito il taglio netto di 600 cattedre.

Di fronte a un simile collasso demografico, la domanda politica si impone con chiarezza: a cosa serve rinviare una decisione strutturale quando la denatalità sta già cancellando classi e presidi? Governare il dimensionamento oggi significa proteggere l'offerta formativa cittadina ed evitare che, nel giro di pochissimi anni, siano i parametri regionali a imporre tagli traumatici e calati dall'alto. In questo scenario, il rinvio a domani pomeriggio suona come una vera e propria verifica politica per la maggioranza consiliare. La coalizione tutta a sostegno di Galiano è chiamata ad assumersi una precisa responsabilità istituzionale su una materia che il sindaco conosce nel dettaglio, forte del proprio lungo percorso da dirigente scolastico. La partita della scuola non è peraltro isolata, ma si innesta in una fase amministrativa importante, a poco più di tre mesi dall'insediamento, segnata da una serie di dossier caldi e simultanei: dall'imminente chiusura del passaggio a livello di via De Robertis (fissata per il 28 settembre) con le ripercussioni viarie sul quartiere Stadio, all'emergenza degli alloggi Arca Puglia — stretti tra sequestri preventivi della Procura e la necessità di riformulare una graduatoria finora rimasta al palo —, sino agli equilibri delle partecipate AMET e STP. Il rinvio a domani rappresenta dunque l'ultimo miglio di riflessione: la Giunta è chiamata a rompere gli indugi e a prendere atto che, dinanzi all'emergenza demografica della città, la razionalizzazione scolastica è una scelta obbligata che non ammette ulteriori passi indietro. Scusate il disturbo!!

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