Dimissioni Galiano | Il Centrodestra unito: «I primi cento giorni dovevano dare un segnale, è arrivata la crisi»

La coalizione di opposizione commenta il passo indietro del sindaco: «Nessuna esultanza, ma grande preoccupazione. L'amministrazione è già paralizzata da veti e divisioni interne: la città non può perdere tempo prezioso dietro alle beghe politiche»

sabato 26 settembre 2026
A poco più di tre mesi dall'avvio della consiliatura, le dimissioni del sindaco Marco Galiano aprono una fase di forte fibrillazione istituzionale a Palazzo di Città. Sull'epilogo anticipato di questo avvio di mandato interviene la coalizione di Centrodestra di Trani: respingendo ogni clima di trionfalismo, le forze di opposizione evidenziano come il gesto estremo del primo cittadino sia il sintomo evidente di una maggioranza logorata dai contrasti interni e incapace di imprimere una direzione chiara all'azione amministrativa, con il rischio concreto di trascinare la città in un prolungato stallo proprio all'avvio del quinquennio.
Di seguito il testo integrale del comunicato stampa diffuso dalla coalizione di Centrodestra: Centrodestra: Se dopo appena tre mesi si arriva a un gesto estremo come le dimissioni, è inevitabile interrogarsi sulla capacità di questa maggioranza di governare la città nei prossimi cinque anni"
"I primi cento giorni di una nuova amministrazione dovrebbero servire a dare alla città un'impronta precisa: stabilire le priorità, mettere in moto la macchina amministrativa, affrontare i problemi più urgenti e indicare la direzione dei cinque anni di mandato. A Trani, invece, questo percorso sembra essersi fermato prima ancora di cominciare". Lo sostiene la coalizione di Centrodestra di Trani, commentando le dimissioni presentate dal sindaco Marco Galiano a poco più di tre mesi dall'insediamento della nuova amministrazione. "Non consideriamo le dimissioni del sindaco un motivo per esultare – sottolineano i partiti di Centrodestra – perché quello che emerge è, prima di tutto, un dato politico che deve preoccuparci. Al di là di quello che accadrà nelle prossime ore e nei prossimi venti giorni, il punto è capire perché si sia arrivati a questo". In questi primi mesi – prosegue la nota – abbiamo visto una macchina amministrativa che non sembra aver ancora trovato il passo necessario e una maggioranza alle prese con equilibri e contrapposizioni che hanno condizionato anche decisioni importanti. Il caso del dimensionamento scolastico è emblematico: mentre le famiglie chiedevano risposte, la maggioranza ha mostrato difficoltà nel trovare una sintesi politica. E il Consiglio comunale è stato convocato per il prossimo 1° ottobre proprio per discutere della riorganizzazione della rete scolastica". "Non ci interessa entrare nelle motivazioni personali o nelle dinamiche interne che hanno portato il sindaco a questa scelta. Ci interessa ciò che questo passaggio racconta della situazione politica della città. Le dimissioni del sindaco rappresentano uno degli strumenti più forti ed estremi quando una maggioranza non riesce più a trovare una sintesi. E se si arriva a questo punto dopo così pochi mesi, è inevitabile chiedersi cosa potrebbe accadere nei prossimi cinque anni". "Trani non può permettersi un'amministrazione che trascorra più tempo a ricomporre le proprie fratture interne che a governare la cittá. Serviranno programmazione, capacità di intercettare finanziamenti, progettualità e decisioni. Soprattutto, servirà una maggioranza capace di assumersi responsabilità e di governare". "Al di là di quello che accadrà nei prossimi venti giorni – concludono– una cosa deve essere chiara: Trani non può permettersi di perdere altri mesi, né tantomeno anni, dietro alle beghe della politica. I primi cento giorni dovevano rappresentare l'inizio di un percorso. Oggi rischiano di diventare il primo capitolo di una crisi. E questo, per la città, non può che essere motivo di forte preoccupazione".
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