Diritti, rappresentanza e conflitto di genere: all’Ordine degli Avvocati di Trani un confronto sugli 80 anni del suffragio universale
Un incontro formativo promosso dall’Ordine degli Avvocati di Trani per non dimenticare i progressi fatti e non dare per scontati i risultati attuali
giovedì 1 ottobre 2026
18.52
Ottant'anni di suffragio universale, ma anche ottant'anni di conquiste, trasformazioni e questioni ancora aperte sul terreno della rappresentanza e della parità di genere. È stato questo il filo conduttore dell'incontro "Diritti, rappresentanza e conflitto di genere: gli 80 anni del suffragio universale", ospitato nel pomeriggio di oggi, 30 settembre, nella Biblioteca storica dell'Ordine degli Avvocati di Trani. Un appuntamento promosso dall'Ordine degli Avvocati di Trani, in collaborazione con la Consigliera di Parità della Regione Puglia, l'avvocata Lella Ruccia e con la Consigliera di Parità della Provincia BAT, la dottoressa Rosa D'Alterio, con il patrocinio morale delle rispettive Consigliere di Parità. Un'occasione di riflessione che ha intrecciato il tema dei diritti con quello della presenza delle donne nei luoghi della rappresentanza, del lavoro e delle professioni.
Il confronto ha visto gli interventi dell'avvocata Maria Annunziata, prima presidente di Cassa Forense, della dottoressa Maria Rita Verardo, magistrata e già presidente del Tribunale per i Minorenni di Lecce, e della dottoressa Lorena Saracino, direttrice responsabile del quotidiano L'Edicola. A moderare l'incontro è stato l'avvocato Domenico Facchini, presidente del Comitato Pari Opportunità dell'Ordine degli Avvocati di Trani.
Il tema scelto assume un significato particolare nell'anno in cui ricorre l'ottantesimo anniversario del voto delle donne in Italia. Nel 1946 le italiane furono, infatti, chiamate per la prima volta a partecipare alle elezioni politiche e al referendum istituzionale, entrando a pieno titolo nella vita democratica del Paese. Un passaggio storico che avrebbe aperto una stagione di progressiva affermazione dei diritti politici e civili delle donne. La conquista del diritto di voto rappresentò soltanto l'inizio di un percorso più ampio. Da qui la necessità, ancora oggi, di interrogarsi sulla rappresentanza effettiva, sulle opportunità di accesso ai luoghi decisionali, sulle differenze che persistono nel mondo professionale e lavorativo e sulle dinamiche che possono alimentare forme di conflitto e discriminazione legate al genere.
Il confronto ospitato nella storica biblioteca dell'Ordine degli Avvocati ha dunque offerto uno spazio per guardare al cammino compiuto senza perdere di vista le questioni del presente. Perché il riconoscimento formale dei diritti costituisce una tappa fondamentale, ma la piena partecipazione alla vita sociale, professionale e istituzionale passa anche dalla possibilità concreta di esercitare quei diritti e di essere rappresentati nei luoghi in cui si assumono le decisioni. Tuttavia, come ha affermato l'avvocato Domenico Facchini, Presidente del Comitato Pari Opportunità dell'Ordine degli Avvocati di Trani, "l'evento nasce dal pretesto della ricorrenza del suffragio universale però volessero una riflessione più ampia a 360 ° su quello che è stato l'excursus dell'evoluzione delle pari opportunità, partendo proprio dalla possibilità che tutti possano esercitare il voto." È importante, secondo il presidente, non smettere mai di riflettere e porsi domande perché, come lui stesso ha affermato, "Dietro l'apparente normalità che noi quotidianamente viviamo, molte volte si possono nascondere anche delle sacche di discriminazione e di intolleranza, non soltanto nei confronti delle donne ma, in generale, nei confronti del diverso."
L'occasione di ieri è stata anche un modo per salutare positivamente l'arrivo ai vertici di Cassa Forense, in qualità di presidente, dell'avvocata Maria Annunziata, prima avvocata a ricoprire questo ruolo in settant'anni di vita dell'istituto. La Cassa Forense è, secondo il presidente del Comitato Pari Opportunità dell'Ordine forense tranese un ente, per certi versi, ancora poco conosciuto. Se da una parte tutti sanno che è un ente previdenziale, ancora poco si conosce, come ha affermato Facchini, su una serie di misure che sono offerte per favorire l'accesso alla professione forense dei più giovani o per le famiglie monogenitoriali o con forme di disabilità al loro interno. Concludendo, il presidente Facchini ha affermato che oggi, intorno alle opportunità offerte dalla Cassa Forense, si può dire che vi sia "un senso di indifferenza" più che di disinformazione, affermando; "Io credo che la Cassa fornisca degli strumenti; il problema è che non ne siamo al corrente, quindi non è un difetto di comunicazione perché forse la comunicazione c'è, ma è una forma di indifferenza o, quasi, di "rigetto" che si ha nei confronti di questo ente."
Il confronto ha visto gli interventi dell'avvocata Maria Annunziata, prima presidente di Cassa Forense, della dottoressa Maria Rita Verardo, magistrata e già presidente del Tribunale per i Minorenni di Lecce, e della dottoressa Lorena Saracino, direttrice responsabile del quotidiano L'Edicola. A moderare l'incontro è stato l'avvocato Domenico Facchini, presidente del Comitato Pari Opportunità dell'Ordine degli Avvocati di Trani.
Il tema scelto assume un significato particolare nell'anno in cui ricorre l'ottantesimo anniversario del voto delle donne in Italia. Nel 1946 le italiane furono, infatti, chiamate per la prima volta a partecipare alle elezioni politiche e al referendum istituzionale, entrando a pieno titolo nella vita democratica del Paese. Un passaggio storico che avrebbe aperto una stagione di progressiva affermazione dei diritti politici e civili delle donne. La conquista del diritto di voto rappresentò soltanto l'inizio di un percorso più ampio. Da qui la necessità, ancora oggi, di interrogarsi sulla rappresentanza effettiva, sulle opportunità di accesso ai luoghi decisionali, sulle differenze che persistono nel mondo professionale e lavorativo e sulle dinamiche che possono alimentare forme di conflitto e discriminazione legate al genere.
Il confronto ospitato nella storica biblioteca dell'Ordine degli Avvocati ha dunque offerto uno spazio per guardare al cammino compiuto senza perdere di vista le questioni del presente. Perché il riconoscimento formale dei diritti costituisce una tappa fondamentale, ma la piena partecipazione alla vita sociale, professionale e istituzionale passa anche dalla possibilità concreta di esercitare quei diritti e di essere rappresentati nei luoghi in cui si assumono le decisioni. Tuttavia, come ha affermato l'avvocato Domenico Facchini, Presidente del Comitato Pari Opportunità dell'Ordine degli Avvocati di Trani, "l'evento nasce dal pretesto della ricorrenza del suffragio universale però volessero una riflessione più ampia a 360 ° su quello che è stato l'excursus dell'evoluzione delle pari opportunità, partendo proprio dalla possibilità che tutti possano esercitare il voto." È importante, secondo il presidente, non smettere mai di riflettere e porsi domande perché, come lui stesso ha affermato, "Dietro l'apparente normalità che noi quotidianamente viviamo, molte volte si possono nascondere anche delle sacche di discriminazione e di intolleranza, non soltanto nei confronti delle donne ma, in generale, nei confronti del diverso."
L'occasione di ieri è stata anche un modo per salutare positivamente l'arrivo ai vertici di Cassa Forense, in qualità di presidente, dell'avvocata Maria Annunziata, prima avvocata a ricoprire questo ruolo in settant'anni di vita dell'istituto. La Cassa Forense è, secondo il presidente del Comitato Pari Opportunità dell'Ordine forense tranese un ente, per certi versi, ancora poco conosciuto. Se da una parte tutti sanno che è un ente previdenziale, ancora poco si conosce, come ha affermato Facchini, su una serie di misure che sono offerte per favorire l'accesso alla professione forense dei più giovani o per le famiglie monogenitoriali o con forme di disabilità al loro interno. Concludendo, il presidente Facchini ha affermato che oggi, intorno alle opportunità offerte dalla Cassa Forense, si può dire che vi sia "un senso di indifferenza" più che di disinformazione, affermando; "Io credo che la Cassa fornisca degli strumenti; il problema è che non ne siamo al corrente, quindi non è un difetto di comunicazione perché forse la comunicazione c'è, ma è una forma di indifferenza o, quasi, di "rigetto" che si ha nei confronti di questo ente."