Editoriale | Crisi al Comune di Trani: lo strappo di Puglia Popolare è l'anticamera di una maggioranza senza il PD o la spinta finale verso il commissariamento?

Il movimento di Carlo Laurora si smarca dal PD e si prepara all'atto finale prima della scadenza delle dimissioni di Galiano?

mercoledì 7 ottobre 2026 06.00
A cura di Tonino Lacalamita
In una partita a scacchi giunta ormai ai titoli di coda, muovere un pezzo fuori tempo o fingere che la scacchiera sia ancora intatta è il modo più rapido per perdere, nella crisi politica che paralizza Palazzo di Città dopo le dimissioni del sindaco Marco Galiano, l'illusione di una ricucitura indolore orchestrata dal Partito Democratico è probabilmente andata definitivamente in frantumi lunedì scorso. A certificare la possibile rottura non sono state soltanto le assenze, ma una scelta di campo netta: Puglia Popolare ha marcato una distanza siderale e incolmabile dal PD. La seduta di Consiglio comunale del 5 ottobre doveva essere, almeno nelle intenzioni e nei piani della segreteria dem, la faticosa ripartenza del dialogo istituzionale, operazione non riuscita perchè si è trasformata invece in un clamoroso atto d'accusa politico. L'assenza coordinata di tre consiglieri su quattro, dell'assessora Donata Di Meo e dell'assessore Carlo Laurora ha pesato come un macigno sui banchi della maggioranza, la sola presenza in aula della capogruppo Francesca Lestingi — limitatasi a seguire il dibattito sul dimensionamento scolastico prima di abbandonare i lavori proclamando la vicinanza a Galiano e l'autosospensione da ogni attività amministrativa — ha svelato l'amara verità: la coalizione non esiste più. La mossa di Puglia Popolare nel Consiglio Comunale del 5 ottobre 2026 e la sequenza logica/cronologica delle prese di posizione di Carlo Laurora pubblicate sul suo profilo social, compongono un quadro politico estremamente lucido, che va ben oltre la semplice defezione d'aula, non si tratta di una fuga disordinata, ma pensiamo sia un disimpegno calcolato e strategico, orientato a smarcarsi dal Partito Democratico, a blindare un canale privilegiato con Marco Galiano e a preparare il terreno per la conferenza stampa del 9 ottobre.

Proviamo a decodificare i post social, pubblicati dal 17/09 al 06/10, di Carlo Laurora

Rileggendoli a ritroso emergono con chiarezza tre direttrici concettuali:
  1. Lo sgonfiamento della vertenza scolastica (23 e 25 settembre). Mentre il PD e l'assessora regionale Debora Ciliento impostavano lo scontro sul piano politico-istituzionale (fino alle accuse di veti e minacce di bocciatura in Giunta regionale), Laurora compie un'operazione di totale demistificazione: definisce il dimensionamento scolastico non una questione programmatica, ma una "battaglia tra due dirigenti scolastici per ragioni esclusivamente personali (carriera, prestigio, rimanere in sella altri 10 anni)". Denuncia che partiti, consiglieri e genitori sono stati manovrati come pedine. Con questa lettura, Laurora prova a togliere dignità politica allo scontro e accusa implicitamente il PD di aver paralizzato una città per assecondare appetiti corporativi.
  2. La fedeltà a Galiano e l'attacco all'equipaggio (26, 27 e 30 settembre). Laurora rilancia l'intervista di Galiano, rilasciata a Repubblica pubblicandone il testo, scrivendo "questo è esattamente ciò che è accaduto", certificando la veridicità delle denunce del sindaco contro i partiti di coalizione. Ribadisce fedeltà assoluta al sindaco ("resteremo leali e fedeli qualunque cosa accada"), ma introduce la metafora marinara degli Ordinamenta Maris: "Anche se hai un comandante illuminato... è fondamentale che tutto l'equipaggio remi in una sola direzione". Il messaggio è inequivocabile: il sindaco è valido («illuminato»), ma parte della maggioranza (il PD in primis) sta remando contro per affondare la nave.
  3. La delegittimazione dell'assise consiliare (1, 4 e 6 ottobre). Definendo il Consiglio del 5 ottobre un atto di "puro dilettantismo dell'intero consiglio comunale, maggioranza ed opposizione" e una "improduttiva ed insignificante vetrina", Laurora spiega a posteriori l'assenza del suo gruppo: Puglia Popolare rifiuta di partecipare a una seduta-farsa convocata solo per fare passerella sui media, sapendo che l'aula non aveva alcun potere deliberativo concreto per sanare la frattura della Giunta.

Ma quale pensiamo sia il significato dell'operazione del 5 ottobre?

L'assenza dei tre consiglieri, dell'assessora Di Meo e dello stesso assessore Laurora, combinata con la presenza solitaria della capogruppo Francesca Lestingi (rimasta solo per il punto sulla scuola prima di abbandonare i lavori), rappresenta un messaggio a doppio binario:

Se così è, quali le ipotesi e scenari in vista della conferenza stampa del 9 ottobre

L'uscita pubblica a sei giorni dal termine ultimo del 15 ottobre (D-Day per le dimissioni) lascia intravedere tre scenari principali, li vogliamo schematizzare per spiegarci meglio:
  1. Scenario A: l'ultimatum al PD per salvare Galiano (Rientro a condizioni durissime). Laurora potrebbe formalizzare ciò che nei post ha seminato: Puglia Popolare chiede l'azzeramento della Giunta, un passo indietro netto dei "manovratori" del PD (inclusa la presidenza del Consiglio) e mano totalmente libera a Galiano sulle partecipate e sulle deleghe. La conferenza stampa servirebbe a mettere il PD con le spalle al muro: o accettate le condizioni di libertà per il Sindaco, o la crisi è irreversibile per colpa vostra.
  2. Scenario B: la presa d'atto della rottura e lo strappo solitario. Laurora potrebbe annunciare il ritiro definitivo della delegazione di Puglia Popolare dalla Giunta comunale (dimissioni di Di Meo e Laurora), certificando la fine dell'esperienza amministrativa. Questo toglierebbe a Galiano ogni residua illusione di ricucitura con l'attuale maggioranza, spingendolo dritto verso la conferma irrevocabile delle dimissioni del 15 ottobre.
  3. Scenario C: Il posizionamento per il "dopo" (Verso le elezioni 2027). Consapevole che il sentiment cittadino è ampiamente favorevole a Galiano e durissimo contro l'apparato del PD (bollato in non pochi commenti social come attaccato alla poltrona), Laurora potrebbe anticipare tutti e posizionare Puglia Popolare come la forza responsabile e non compromessa con l'obiettivo di accreditarsi come il partner naturale di una futura lista civica guidata dallo stesso Galiano (o da un polo civico autonomo) in vista del voto del 2027, lasciando il Partito Democratico isolato nel ruolo di unico colpevole del commissariamento.
Ora il calendario impone il conto alla rovescia finale: venerdì 9 ottobre, alle ore 11:00 in Sala Tamborrino, Puglia Popolare terrà la sua conferenza stampa che segnerà il destino della crisi, a meno di una settimana dalla scadenza perentoria del 15 ottobre. Non sarà una passerella di rito. Mettendosi di traverso rispetto ai giochi del PD, i Popolari avranno scelto di diventare l'ago della bilancia: o ponendo condizioni durissime che esigono l'arretramento totale dei vecchi equilibri di partito, o staccando definitivamente la spina a un'alleanza esaurita prima ancora di cominciare. In entrambi i casi, ipotizziamo che Puglia Popolare abbia scelto di non farsi logorare nella palude del Consiglio comunale del 5 ottobre per intestarsi, il prossimo 9 ottobre, il ruolo di arbitro della crisi, delle due una: o dettando le condizioni irrinunciabili per il ritiro delle dimissioni del sindaco, o staccando per prima la spina a un'alleanza ritenuta ormai irrecuperabile, vedremo intanto, Scusate il disturbo... popolare!!