Editoriale. Scusate il disturbo | Ci stanno pensando davvero!! Indennità mensile ai consiglieri comunali e... riguarda anche Trani

La proposta non è ancora legge, ma rilanciata da organi di stampa autorevoli è ora all’esame della Camera dei Deputati

martedì 22 settembre 2026 6.20
A cura di Tonino Lacalamita
C'è un tema che, ciclicamente, torna a interrogare la politica italiana: quanto vale il lavoro di un consigliere comunale? La domanda torna d'attualità con l'emendamento presentato alla Camera da quattro deputati del Partito Democratico nell'ambito dell'esame del decreto sulla Pubblica amministrazione e gli enti territoriali. La proposta punta a superare l'attuale sistema dei gettoni di presenza per introdurre una indennità mensile di funzione, parametrata a quella del sindaco. È importante chiarire un punto: non si tratta di una norma già approvata. È una proposta parlamentare, il cui iter è ancora in corso. Ma il suo contenuto è sufficiente per aprire una discussione destinata a coinvolgere direttamente anche i Comuni pugliesi.
Oggi il sistema prevede che i consiglieri comunali percepiscano un gettone per la partecipazione alle sedute del Consiglio e delle commissioni, con un tetto mensile collegato all'indennità del sindaco. È un meccanismo che lega quindi una parte del riconoscimento economico alla presenza fisica e alla partecipazione alle singole riunioni. La proposta in discussione cambierebbe la prospettiva: il consigliere verrebbe remunerato non più per la singola seduta, ma per la funzione istituzionale esercitata nell'arco del mese. Le percentuali indicate nell'emendamento sono differenziate in base alla popolazione: 4% dell'indennità del sindaco nei Comuni fino a mille abitanti, 8% fino a 15 mila, 18% fino a 50 mila, 22% fino a 250 mila e 25% oltre questa soglia. Per ogni assenza ingiustificata sarebbe inoltre prevista una decurtazione pari a un ventesimo dell'indennità mensile. È proprio qui che si apre la questione politica.

Il sistema dei gettoni è stato pensato per collegare il compenso alla partecipazione, ma proprio questo legame, secondo i promotori della proposta, può produrre distorsioni quando il numero delle sedute o delle commissioni diventa il parametro intorno al quale costruire il compenso. Il caso è nato nell'ambito delle Municipalità di Napoli che ha riportato il problema sotto i riflettori. Lì è successo che le verifiche della Corte dei conti e della Guardia di Finanza hanno riguardato, tra l'altro, modalità di convocazione e partecipazione alle commissioni e il riconoscimento dei relativi gettoni. La vicenda ha riacceso il confronto sull'opportunità di modificare il sistema. (Fonte "La Repubblica" dd.15.09.2026 ), ma sarebbe riduttivo leggere la proposta soltanto attraverso la lente degli abusi o delle anomalie. Nel ragionamento virtuoso c'è un'altra questione da considerare, forse la più importante: il riconoscimento del lavoro politico che si svolge fuori dall'aula. Un consigliere studia gli atti, ascolta cittadini e associazioni, partecipa alle riunioni delle commissioni, approfondisce bilanci, regolamenti e provvedimenti amministrativi. Una parte significativa di questa attività non coincide necessariamente con il momento della seduta per la quale oggi viene riconosciuto il gettone. Da questo punto di vista, l'indennità mensile rappresenterebbe un cambio di paradigma: dal pagamento della presenza al riconoscimento della funzione.

E la BAT? È qui che una discussione apparentemente nazionale diventa molto concreta. Trani, Barletta e Andria, per la loro dimensione demografica, rientrerebbero nella fascia del 22% prevista dalla proposta, per i loro consigli comunali, dunque, l'eventuale approvazione della norma produrrebbe un cambiamento rispetto all'attuale sistema. Non sarebbe soltanto una questione economica. Cambierebbe il rapporto tra consigliere e istituzione. Una indennità fissa potrebbe rendere meno centrale il numero delle convocazioni e più importante la qualità dell'attività svolta. Potrebbe inoltre rendere più facilmente prevedibile la spesa relativa agli organi consiliari. Ma anche qui occorre evitare facili entusiasmi: un sistema a indennità fissa non garantisce automaticamente una politica locale migliore, così come il sistema dei gettoni non determina, da solo, comportamenti virtuosi o distorsivi. A fare la differenza restano la trasparenza, il controllo, la partecipazione effettiva e la responsabilità personale degli eletti.

La proposta introduce infatti anche un meccanismo di penalizzazione: l'assenza ingiustificata comporterebbe una decurtazione dell'indennità. Il principio è chiaro: se il compenso viene sganciato dalla singola seduta, non può essere sganciato anche dalla partecipazione ai lavori istituzionali, ed è forse proprio questo il punto sul quale dovrebbe concentrarsi il dibattito. Non tanto quanto guadagneranno i consiglieri, domanda inevitabilmente destinata a suscitare reazioni, ma che cosa chiediamo a chi ricopre quel ruolo. La politica locale non è soltanto il momento della votazione in Consiglio. È anche studio, confronto, controllo, ascolto e assunzione di responsabilità. Se si decide di riconoscere economicamente questa funzione, allora diventa altrettanto necessario pretendere trasparenza sull'attività svolta, effettiva partecipazione ai lavori e piena rendicontabilità del ruolo.

La proposta parlamentare di "Emendamento per la Conversione in legge del DECRETO-LEGGE 7 agosto 2026, n. 144 Disposizioni urgenti per la funzionalità della pubblica amministrazione e degli enti territoriali" dunque, non dovrebbe essere ridotta alla formula provocatoria dell'"addio al gettone" o al più popolare riferimento allo "stipendio" dei consiglieri perchè tecnicamente, si parla di una indennità di funzione, e la differenza non è soltanto terminologica. È una discussione sul valore della rappresentanza e per città come Trani, Barletta e Andria significa interrogarsi anche sul futuro dei propri consigli comunali: come renderli più partecipati, più responsabili e più trasparenti, indipendentemente dal sistema con cui vengono remunerati i loro componenti. In definitiva il punto centrale del dibattito ed il confronto potrebbe essere sintetizzato in due domande contrapposte: Per una realtà come Trani, la questione è particolarmente interessante perché permette di spostare il dibattito dal semplice tema del "quanto prendono i consiglieri" a quello, più sostanziale, di come deve essere riconosciuto, controllato e responsabilizzato il lavoro degli eletti nei consigli comunali. La proposta è ancora al vaglio del Parlamento. Il suo destino è quindi tutto da verificare, ma il tema che pone è destinato a restare sul tavolo: quanto vale la politica locale e, soprattutto, come vogliamo che venga esercitata? A Voi la risposta... scusate il disturbo!!