Emergenza casa a Trani, revocato il sequestro: un’anziana potrà restare nella sua abitazione
Il Movimento Guarriello racconta il caso di una donna malata che rischiava lo sgombero dopo oltre 50 anni nello stesso alloggio ARCA
mercoledì 16 settembre 2026
13.15
Riceviamo e pubblichiamo la nota a firma del movimento Angelo Guarriello, la segretaria Maria Grazia Cinquepalmi, i consiglieri comunali Angelo Guarriello e Raffaella Merra.
Un risultato importante, ma l'emergenza casa richiede un piano straordinario e risposte immediate.
Con il Movimento Guarriello abbiamo subito acceso i riflettori sulla gravissima emergenza abitativa che sta interessando Trani.
Lo diciamo da tempo e a gran voce, di fronte a decine di famiglie a rischio esecuzione coattiva e rilascio degli alloggi ARCA Puglia, non può e non deve bastare la semplice pubblicazione di un bando per la presentazione delle domande ed entrare in graduatoria per una casa popolare.
L'emergenza casa è una piaga sociale complessa, carica di drammi umani che richiedono risposte immediate, presa in carico sociosanitaria e un vero piano d'emergenza da parte del Comune.
Dietro i numeri delle notifiche di sfratto e sequestro ci sono persone, anziani, disabili, minori e morosi incolpevoli che non possono attendere i tempi della burocrazia o la mera pubblicazione di graduatorie.
In questo contesto d'allarme, tuttavia, una recente vicenda giudiziaria e umana dimostra come la collaborazione e la sensibilità istituzionale possano fare la differenza ed evitare tragedie sociali.
La vicenda riguarda una signora anziana e gravemente malata, che rischiava di finire per strada da un giorno all'altro dopo aver vissuto per oltre 50 anni nello stesso immobile ARCA.
Un alloggio che la donna non occupava affatto in maniera abusiva, essendovi subentrata ex lege a seguito della scomparsa del marito, legittimo assegnatario.
L'immobile era stato raggiunto da un provvedimento di sequestro che ne avrebbe determinato l'immediato sgombero.
In qualità di legale mi sono attivata per rappresentare la reale situazione giuridica, clinica e umana della signora.
Grazie a un dialogo istituzionale costante, garbato ed efficace, siamo riusciti a ottenere la revoca del sequestro dell'immobile, permettendo all'anziana signora di rimanere nella propria casa.
Per questo importante risultato desidero rivolgere un sentito ringraziamento alla Procura della Repubblica, per l'attenzione, l'equità e la sensibilità con cui ha vagliato gli aspetti umani e normativi del caso, alla Polizia Giudiziaria, che si è messa a disposizione facendo da prezioso e fondamentale tramite tra le parti, all'Arca Puglia Centrale, per la disponibilità al confronto costruttivo e la celerità alla risoluzione della problematica.
Questa vittoria dimostra che quando la legalità si coniuga con l'umanità è possibile tutelare i più fragili.
Ma resta fermo il nostro monito all'amministrazione comunale, i casi d'emergenza non si risolvono pubblicando un bando, ma con una regia istituzionale forte, concreta e con misure straordinarie di sostegno sociale vere che Trani attende da fin troppo tempo.
Con il Movimento Guarriello abbiamo subito acceso i riflettori sulla gravissima emergenza abitativa che sta interessando Trani.
Lo diciamo da tempo e a gran voce, di fronte a decine di famiglie a rischio esecuzione coattiva e rilascio degli alloggi ARCA Puglia, non può e non deve bastare la semplice pubblicazione di un bando per la presentazione delle domande ed entrare in graduatoria per una casa popolare.
L'emergenza casa è una piaga sociale complessa, carica di drammi umani che richiedono risposte immediate, presa in carico sociosanitaria e un vero piano d'emergenza da parte del Comune.
Dietro i numeri delle notifiche di sfratto e sequestro ci sono persone, anziani, disabili, minori e morosi incolpevoli che non possono attendere i tempi della burocrazia o la mera pubblicazione di graduatorie.
In questo contesto d'allarme, tuttavia, una recente vicenda giudiziaria e umana dimostra come la collaborazione e la sensibilità istituzionale possano fare la differenza ed evitare tragedie sociali.
La vicenda riguarda una signora anziana e gravemente malata, che rischiava di finire per strada da un giorno all'altro dopo aver vissuto per oltre 50 anni nello stesso immobile ARCA.
Un alloggio che la donna non occupava affatto in maniera abusiva, essendovi subentrata ex lege a seguito della scomparsa del marito, legittimo assegnatario.
L'immobile era stato raggiunto da un provvedimento di sequestro che ne avrebbe determinato l'immediato sgombero.
In qualità di legale mi sono attivata per rappresentare la reale situazione giuridica, clinica e umana della signora.
Grazie a un dialogo istituzionale costante, garbato ed efficace, siamo riusciti a ottenere la revoca del sequestro dell'immobile, permettendo all'anziana signora di rimanere nella propria casa.
Per questo importante risultato desidero rivolgere un sentito ringraziamento alla Procura della Repubblica, per l'attenzione, l'equità e la sensibilità con cui ha vagliato gli aspetti umani e normativi del caso, alla Polizia Giudiziaria, che si è messa a disposizione facendo da prezioso e fondamentale tramite tra le parti, all'Arca Puglia Centrale, per la disponibilità al confronto costruttivo e la celerità alla risoluzione della problematica.
Questa vittoria dimostra che quando la legalità si coniuga con l'umanità è possibile tutelare i più fragili.
Ma resta fermo il nostro monito all'amministrazione comunale, i casi d'emergenza non si risolvono pubblicando un bando, ma con una regia istituzionale forte, concreta e con misure straordinarie di sostegno sociale vere che Trani attende da fin troppo tempo.