Il coraggio del piccolo Marco a Trani: la sedia a rotelle apre alla vita, ora la gara di solidarietà per un'auto attrezzata

A quattro anni combatte contro una rara malattia genetica. L'appello di mamma Antonia e papà Antonio: «La libertà non è un privilegio, aiutateci a non lasciarlo prigioniero in casa»

domenica 4 ottobre 2026 7.45
A cura di Luisa Sgarra
Ci sono storie che ti entrano sottopelle non per la sofferenza che raccontano, ma per la dignità immensa con cui vengono respirate, giorno dopo giorno. La storia di Marco è una di queste. Marco ha solo quattro anni, due occhi che sprizzano una curiosità pulita e una voglia matta di prendersi il mondo. Ha anche una malattia genetica talmente rara che la medicina, a oggi, non è ancora riuscita a darle un nome. Per la sua mamma, Antonia, e per il suo papà Antonio, residenti a Trani, la vita si è capovolta il giorno della sua nascita, quando si sono trovati a fare i conti con una lesione al midollo spinale.
Da quel momento, il vocabolario di questa giovanissima famiglia si è riempito di parole tecniche, fredde, spaventose: tracheotomia, ventilazione notturna, PEG. La loro quotidianità non è fatta di corse spontanee nei parchi o di pomeriggi spensierati, ma di un incastro millimetrico di terapie, camici bianchi e un'assistenza continua, totale, ventiquattro ore su ventiquattro. Un lavoro d'amore invisibile agli occhi del mondo, guidato da una madre che dedica a suo figlio ogni singolo istante, ogni respiro, mentre il papà lavora sodo, unico pilastro economico di un nucleo che deve ridefinire il concetto di "normalità" ogni mattina. Eppure, varcando la soglia della loro casa, non si respira rassegnazione. Si respira vita. Marco è energia pura, è un bambino che vuole esserci, partecipare, esplorare. E proprio in questi mesi, in questo tunnel di sacrifici, si è aperto uno spiraglio di luce meraviglioso. Un traguardo atteso, sognato, finalmente raggiunto.

A raccontarlo, con la voce che trema di emozione, è la mamma Antonia:
«Lo scorso luglio abbiamo vissuto un momento davvero indimenticabile: è arrivata finalmente la sedia! Questo strumento tanto atteso permette a Marco di muoversi in autonomia e di iniziare a conquistare i suoi spazi con nuova libertà. Dopo mesi di attese, burocrazia e speranze, vederla qui è un'emozione immensa. Per noi questa sedia non è solo un ausilio: è un nuovo inizio, un passo fondamentale verso una quotidianità più semplice e quella gioia che Marco merita così tanto. Ma la nostra battaglia e la nostra campagna di solidarietà non si fermano qui. Vogliamo che questa storia diventi un modello e un segnale per tutti: troppi bambini e adulti continuano a vivere ai margini a causa di una disabilità e di un sistema ancora impreparato, spesso rassegnati all'impossibilità di acquistare macchine o ausili adeguati. La dignità e la libertà di movimento non devono essere un privilegio, ma un diritto garantito per chiunque – precisa Antonia - Grazie di cuore a chi continua a sostenerci e a chi crede in un cambiamento che non lasci indietro nessuno».

Per molti, probabilmente, la sedia arrivata potrebbe sembrare solo un ausilio medico, un pezzo di metallo e ruote. Per Marco, invece, quella sedia è una chiave d'accesso alla libertà. È il suo paio di ali per iniziare a camminare alla pari con gli altri bambini. Ma la libertà, purtroppo, ha un costo che questa famiglia da sola non può sostenere. C'è un paradosso doloroso che rischia di spezzare questo sogno sul più bello: senza un'auto attrezzata con una rampa specifica, quella carrozzina rischia di rimanere un oggetto immobile in una stanza. Senza quel mezzo speciale, ogni minimo spostamento, ogni visita medica, ogni uscita per guardare il mare si trasforma in una montagna invalicabile, in un isolamento forzato. La catena di solidarietà per aiutare Marco è partita sulla piattaforma GoFundMe il 24 giugno dello scorso anno. Oggi, a distanza di oltre un anno dall'avvio di quel viaggio, il bilancio racconta la bellezza di 282 cuori che si sono incrociati: sono stati raccolti 10.855 euro oltre alle somme raccolte grazie alla generosità diretta di privati e ad una donazione della Juventus Club di Trani, grazie ad una lotteria di Pasqua e la pizzeria "Le Muraglie". Un risultato straordinario, che testimonia l'affetto profondo di tanti cittadini. Ma la cima della montagna è ancora lontana: per l'acquisto e l'allestimento del mezzo adeguato servono ancora oltre 25 mila euro. Una cifra enorme, che per una famiglia monoreddito, che già affronta le spese vive della disabilità, sembra un miraggio lontano.

Nello sfogo composto di questa coppia c'è una riflessione che fa riflettere ed emoziona. Raccontano come al Nord, dove Marco è in cura al Gaslini di Genova, spesso il tessuto imprenditoriale e le grandi aziende facciano rete, creando una barriera di protezione che non lascia soli i più fragili. Qui, nel nostro territorio, sembra proprio che manchi quella rete strutturata. Si va avanti a strappi, contando sulla generosità dei singoli. Ma la cosa che più stringe la gola, quando si parla con Antonia e suo marito, è la loro totale assenza di egoismo. Nonostante il peso immenso che portano sulle spalle, non chiedono compassione. Non puntano il dito. Il loro pensiero è costantemente rivolto agli altri: vogliono che la storia di Marco serva a "seminare", a generare un cambiamento profondo nello sguardo della gente, ad abbattere le barriere culturali prima ancora di quelle architettoniche. Questo appello non nasce per fare polemica sterile, né per accusare una burocrazia che spesso si muove a vuoto con "buchi nell'acqua" distanti dai bisogni reali. Vuole essere, invece, una carezza e uno sprone. Un invito caloroso, urgente, rivolto a tutti: alla cittadinanza, al cuore del mondo imprenditoriale locale, alle istituzioni. Una comunità matura, civile, si misura da come si prende cura dei suoi bambini più fragili. Non possiamo permettere che Marco resti ai margini, a guardare il mondo da una finestra. Un'auto attrezzata non è un lusso, non è un capriccio: è il diritto fondamentale a una vita dignitosa.

Chiedere aiuto richiede un coraggio immenso, il coraggio di mostrarsi vulnerabili. Ma rispondere a questa richiesta è un dovere morale che ci arricchisce tutti come esseri umani. Ogni singola donazione, ogni singola condivisione di questo articolo è un mattone per costruire la libertà di Marco. Dimostriamo a questo bambino che la sua città è pronta a prenderlo per mano e a farlo correre. La campagna di solidarietà è attiva sulla piattaforma GoFundMe (Raccolta fondi di Antonia garro : Sostieni l'auto per l'autonomia di Marco.): anche il valore di un caffè o un semplice "condividi" sul proprio profilo può rompere il muro dell'isolamento e regalare a Marco il futuro mobile, autonomo e felice che merita. Mettiamoci in cammino con lui.