L'addio di Galiano scuote il web: le prime reazioni a caldo della politica tranese sui social

Consiglieri comunali, ex candidati sindaco e leader di partito intervengono a caldo dopo la conferma: tra solidarietà umana, accuse al Pd e riflessioni sul futuro della città.

martedì 13 ottobre 2026 15.24
A cura di Tonino Lacalamita
L'ufficialità della decisione di Marco Galiano di non revocare le dimissioni ha scatenato una reazione a catena immediata nella politica locale. A pochissime ore dalla diffusione della lettera aperta con cui il primo cittadino ha annunciato la fine anticipata della consiliatura, Palazzo di Città e il dibattito cittadino registrano a caldo prese di posizione nette, riflessioni trasversali sul futuro amministrativo e silenzi carichi di significato.

- Il fronte istituzionale . Sul versante istituzionale la prima replica immediata è quella di Fabrizio Ferrante, Presidente del Consiglio Comunale. Una presa d'atto telegrafica e distaccata: «Prendo atto delle decisioni (via social) del Sindaco. A breve parlerò e farò delle mie considerazioni personali su quanto accaduto a presto». Una reazione a caldo che rinvia a stretto giro l'analisi politica sui retroscena e sulle dinamiche interne alla coalizione.
- L'area civica e il centrodestra moderato: il rispetto per l'uomo. Dagli schieramenti di opposizione e dai movimenti civici, le reazioni arrivate a ridosso dell'annuncio oscillano tra il riconoscimento della statura morale del gesto e la condanna del metodo che ha guidato il centrosinistra. - Lo spettro della stasi e il nodo del commissariamento. A caldo emergono anche i timori per le ricadute operative immediate sull'amministrazione comunale in vista dell'imminente arrivo del commissario prefettizio. - La rottura di Fratelli d'Italia: Lima contro il mito del "civismo". In controtendenza rispetto al coro di solidarietà si colloca Raimondo Lima, già consigliere comunale e componente della Direzione Nazionale di Fratelli d'Italia. Lima contesta la narrazione della "persona perbene vittima del palazzo", ritenendo che la provenienza dalla società civile non sia di per sé un attestato di idoneità amministrativa: «La politica richiede studio, disciplina, conoscenza delle istituzioni e capacità di mediare tra interessi diversi. Non si improvvisa dall'oggi al domani». Secondo l'esponente di FdI, governare una città richiede la capacità di gestire il conflitto e comporre sintesi generali, doti che appartengono alla disciplina della politica rappresentativa e non a logiche corporative o aziendali.

Riflessioni finali. Mentre le opposizioni e le compagini civiche hanno occupato immediatamente lo spazio del dibattito social, colpisce il silenzio quasi compatto che avvolge in queste ore i partiti e le forze che hanno composto la maggioranza di governo uscita vincitrice dal ballottaggio di giugno. A eccezione della telegrafica presa d'atto di Fabrizio Ferrante, dai corridoi e dai canali ufficiali della coalizione non filtrano prese di posizione individuali: un silenzio denso, figlio crediamo dello smarrimento ma anche della necessità di serrare le fila prima di esporsi pubblicamente. L'attenzione della piazza politica è infatti interamente rivolta a un atteso comunicato congiunto delle segreterie politiche del centrosinistra – a partire dal Partito Democratico –, chiamato a tirare le somme di un'esperienza amministrativa naufragata in appena quattro mesi e a replicare, nel merito o sul piano politico, alle pesanti accuse di logoramento e veti interni messe nero su bianco da Marco Galiano.
Nelle prossime ore si capirà quale sarà la linea, delle due l'una: la prima può essere il tentativo di scaricare le responsabilità sul sindaco "troppo rigido" , la seconda l'avvio formale di una resa dei conti interna tra le varie anime della coalizione. Quel che è certo è che la gestione commissariale è ormai alle porte e per la maggioranza uscente il tempo degli alibi è definitivamente scaduto: prima di pensare alla prossima campagna elettorale, ci sarà da spiegare alla città come sia stato possibile disperdere in così poco tempo un patrimonio di consenso e speranza. A pochissime ore dall'addio di Marco Galiano, la politica cittadina ha già voltato pagina: tra la resa dei conti nel centrosinistra e il centrodestra che affila le armi in attesa del commissario, la partita per il futuro di Trani è già iniziata.