L'addio di Galiano scuote il web: le prime reazioni a caldo della politica tranese sui social
Consiglieri comunali, ex candidati sindaco e leader di partito intervengono a caldo dopo la conferma: tra solidarietà umana, accuse al Pd e riflessioni sul futuro della città.
martedì 13 ottobre 2026
15.24
L'ufficialità della decisione di Marco Galiano di non revocare le dimissioni ha scatenato una reazione a catena immediata nella politica locale. A pochissime ore dalla diffusione della lettera aperta con cui il primo cittadino ha annunciato la fine anticipata della consiliatura, Palazzo di Città e il dibattito cittadino registrano a caldo prese di posizione nette, riflessioni trasversali sul futuro amministrativo e silenzi carichi di significato.
- Il fronte istituzionale . Sul versante istituzionale la prima replica immediata è quella di Fabrizio Ferrante, Presidente del Consiglio Comunale. Una presa d'atto telegrafica e distaccata: «Prendo atto delle decisioni (via social) del Sindaco. A breve parlerò e farò delle mie considerazioni personali su quanto accaduto a presto». Una reazione a caldo che rinvia a stretto giro l'analisi politica sui retroscena e sulle dinamiche interne alla coalizione.
- L'area civica e il centrodestra moderato: il rispetto per l'uomo. Dagli schieramenti di opposizione e dai movimenti civici, le reazioni arrivate a ridosso dell'annuncio oscillano tra il riconoscimento della statura morale del gesto e la condanna del metodo che ha guidato il centrosinistra.
Riflessioni finali. Mentre le opposizioni e le compagini civiche hanno occupato immediatamente lo spazio del dibattito social, colpisce il silenzio quasi compatto che avvolge in queste ore i partiti e le forze che hanno composto la maggioranza di governo uscita vincitrice dal ballottaggio di giugno. A eccezione della telegrafica presa d'atto di Fabrizio Ferrante, dai corridoi e dai canali ufficiali della coalizione non filtrano prese di posizione individuali: un silenzio denso, figlio crediamo dello smarrimento ma anche della necessità di serrare le fila prima di esporsi pubblicamente. L'attenzione della piazza politica è infatti interamente rivolta a un atteso comunicato congiunto delle segreterie politiche del centrosinistra – a partire dal Partito Democratico –, chiamato a tirare le somme di un'esperienza amministrativa naufragata in appena quattro mesi e a replicare, nel merito o sul piano politico, alle pesanti accuse di logoramento e veti interni messe nero su bianco da Marco Galiano.
Nelle prossime ore si capirà quale sarà la linea, delle due l'una: la prima può essere il tentativo di scaricare le responsabilità sul sindaco "troppo rigido" , la seconda l'avvio formale di una resa dei conti interna tra le varie anime della coalizione. Quel che è certo è che la gestione commissariale è ormai alle porte e per la maggioranza uscente il tempo degli alibi è definitivamente scaduto: prima di pensare alla prossima campagna elettorale, ci sarà da spiegare alla città come sia stato possibile disperdere in così poco tempo un patrimonio di consenso e speranza. A pochissime ore dall'addio di Marco Galiano, la politica cittadina ha già voltato pagina: tra la resa dei conti nel centrosinistra e il centrodestra che affila le armi in attesa del commissario, la partita per il futuro di Trani è già iniziata.
- Il fronte istituzionale . Sul versante istituzionale la prima replica immediata è quella di Fabrizio Ferrante, Presidente del Consiglio Comunale. Una presa d'atto telegrafica e distaccata: «Prendo atto delle decisioni (via social) del Sindaco. A breve parlerò e farò delle mie considerazioni personali su quanto accaduto a presto». Una reazione a caldo che rinvia a stretto giro l'analisi politica sui retroscena e sulle dinamiche interne alla coalizione.
- L'area civica e il centrodestra moderato: il rispetto per l'uomo. Dagli schieramenti di opposizione e dai movimenti civici, le reazioni arrivate a ridosso dell'annuncio oscillano tra il riconoscimento della statura morale del gesto e la condanna del metodo che ha guidato il centrosinistra.
- Angelo Guarriello (Consigliere comunale, Movimento Guarriello): L'ex candidato sindaco del centrodestra tributa a Galiano il merito della coerenza per aver preferito le dimissioni al compromesso. Guarriello punta il dito contro il PD e la coalizione progressista, evidenziando come la crisi nasca dal tentativo di accontentare tutti a scapito della qualità delle decisioni: «La qualità delle decisioni e la responsabilità di governare devono venire prima della convenienza di tenere tutti soddisfatti».
- Raffaella Merra (Capogruppo Movimento Guarriello): Esprime rispetto per una decisione sofferta ma presa pensando all'interesse generale. Pur ribadendo le distanze sul piano amministrativo, invita a superare le polemiche per tutelare la città: «Il bene di Trani viene prima delle maggioranze e delle opposizioni, prima delle bandiere e del fare il Sindaco a ogni costo».
- Maria Grazia Cinquepalmi (Segretaria Movimento Guarriello): Rivendica dodici anni di opposizione contro un modello di gestione politica considerato opaco e personalistico. Per l'ex consigliera, l'epilogo conferma le criticità denunciate nel tempo: «A Marco Galiano va il merito umano e politico di non aver accettato compromessi al ribasso e di aver preferito la propria dignità di uomo e il rispetto per Trani al riparo di una poltrona».
- Michele Centrone (Capogruppo Lista Trani Libera): Saluta con rispetto il primo cittadino uscente, sottolineando come le tensioni e i veti interni alla maggioranza abbiano finito per danneggiare l'ente. Rivolgendosi alla classe politica locale, conclude: «Trani non ha bisogno di padroni, ma di donne e uomini che sappiano servirla. Il bene della città deve venire prima di ogni appartenenza».
- Angela Mercorio (Movimento 'Rispettiamo Trani'): L'ex candidata sindaco si sofferma sulla parte più introspettiva del comunicato di Galiano, mettendo a fuoco il tema del dialogo autentico: «Convincere e ascoltare sono due cose diverse. Ascoltare significa riconoscere dignità a un pensiero, a un disagio, a un limite».
- Carlo Ruggiero (Capogruppo Lista 'Marinaro Sindaco'): Ricorda che il proprio percorso nacque per scardinare le logiche di partito e mette in guardia dal rischio di otto mesi di paralisi amministrativa: «Riconquistare la libertà di scegliere senza assecondare logiche di partito che troppo spesso non coincidono con le reali esigenze della nostra città».
- Rosa Uva (Consigliere comunale, 'Lista Prossimamente'): Accoglie la notizia con rammarico istituzionale pur rispettando la scelta personale, chiedendo tutele immediate per la gestione dell'ente: «Trani non può permettersi di stare ferma . Ora è inevitabile che l'ente sarà affidato al commissario prefettizio ed auspico che sia garantita la continuità dei servizi essenziali e dei progetti in corso per la città».
Riflessioni finali. Mentre le opposizioni e le compagini civiche hanno occupato immediatamente lo spazio del dibattito social, colpisce il silenzio quasi compatto che avvolge in queste ore i partiti e le forze che hanno composto la maggioranza di governo uscita vincitrice dal ballottaggio di giugno. A eccezione della telegrafica presa d'atto di Fabrizio Ferrante, dai corridoi e dai canali ufficiali della coalizione non filtrano prese di posizione individuali: un silenzio denso, figlio crediamo dello smarrimento ma anche della necessità di serrare le fila prima di esporsi pubblicamente. L'attenzione della piazza politica è infatti interamente rivolta a un atteso comunicato congiunto delle segreterie politiche del centrosinistra – a partire dal Partito Democratico –, chiamato a tirare le somme di un'esperienza amministrativa naufragata in appena quattro mesi e a replicare, nel merito o sul piano politico, alle pesanti accuse di logoramento e veti interni messe nero su bianco da Marco Galiano.
Nelle prossime ore si capirà quale sarà la linea, delle due l'una: la prima può essere il tentativo di scaricare le responsabilità sul sindaco "troppo rigido" , la seconda l'avvio formale di una resa dei conti interna tra le varie anime della coalizione. Quel che è certo è che la gestione commissariale è ormai alle porte e per la maggioranza uscente il tempo degli alibi è definitivamente scaduto: prima di pensare alla prossima campagna elettorale, ci sarà da spiegare alla città come sia stato possibile disperdere in così poco tempo un patrimonio di consenso e speranza. A pochissime ore dall'addio di Marco Galiano, la politica cittadina ha già voltato pagina: tra la resa dei conti nel centrosinistra e il centrodestra che affila le armi in attesa del commissario, la partita per il futuro di Trani è già iniziata.