L’Italia nel nome di "Tommaso Assi": il filo invisibile che unisce Trani e Thiene

Certe coincidenze somigliano a sincronie perfette: l’Italia dello sport si è ritrovata a celebrare, contemporaneamente e con la stessa commossa intensità, l’eredità viva di Tommaso Assi

lunedì 12 ottobre 2026 8.55
A cura di Tonino Lacalamita
A Sud, sulle strade bagnate dall'Adriatico, Trani – sua terra d'origine – ha mandato in scena la XVI edizione della Tranincorsa Half Marathon, valida come Campionato Italiano Interforze e impreziosita da oltre 1.300 atleti, più a Nord, nel vicentino, la città di Thiene – dove Assi scelse di stabilirsi nel 1961 – ha abbracciato la sua memoria intitolandogli il nuovo polo sportivo comunale di via San Gaetano. Due piazze lontane sulla mappa, ma saldate da una verità scolpita nelle parole di chi lo ha vissuto: ci sono uomini capaci di vincere medaglie e altri, ben più rari, capaci di cambiare il modo in cui una comunità guarda lo sport.

A Thiene la sfilata dei giganti: «Era esigente, non severo»

Lo scorso 10 ottobre , a Thiene, nel corso di una cerimonia di intitolazione del nuovo polo sportivo si sono incontrate leggende dell'atletica azzurra accorse anche per rendere omaggio a quel maestro scomparso oltre quarant'anni fa, i volti erano quelli di campioni olimpici, mondiali ed europei: Alberto Cova, Francesco Panetta, Gabriella Dorio, Venanzio Ortis, Manuela Levorato, Alessandro Lambruschini, Vittorio Visini, Antonio Ambu e maestri come Luciano Gigliotti e Sandro Damilano, uomini e donne abituati agli allori, tornati allievi per raccontare colui, Tommaso Assi, che fu un vero precursore della metodologia scientifica. «Cultura alta dell'allenamento», «Antesignano della metodologia dell'allenamento», «Straordinario insegnante di educazione fisica»: le definizioni si sono rincorse una dopo l'altra. Ma la sintesi più autentica del suo carisma pedagogico è arrivata da chi ne ha ricordato lo sguardo: «Era esigente, non severo. Quello che tutti dovrebbero fare con i propri studenti: tirava fuori i talenti». Accanto al tecnico meticoloso, formato alla Scuola Centrale dello Sport del CONI – un innovatore che nel calcio un giovane Eraldo Pecci a Bologna definì addirittura «un marziano» per le sue idee futuristiche –, è affiorato l'uomo. Il ritratto tracciato dalla figlia Michela Assi ha svelato le due anime del padre: «Un fulmine, con una forza dirompente», sempre alla ricerca di un miglioramento, ma anche capace di improvvisa leggerezza: «Sembrava ombroso, ma era ironico».

A Trani l'agonismo diventa riscatto: «Lo sport che non lascia indietro nessuno»

Mentre a Thiene la memoria prendeva forma sul nuovo murale dell'artista Osvaldo Casanova e sulle pareti della palestra, a Trani il nome di Tommaso Assi si faceva sudore, asfalto e battito cardiaco. L'ASD Atletica Tommaso Assi ha allestito un'edizione record della Tranincorsa. Ai nastri di partenza di Piazza Marinai d'Italia si sono sfidati atleti d'élite del mezzofondo nazionale – come Pasquale Selvarolo e Nadir Cavagna delle Fiamme Azzurre – e i migliori esponenti di tutte le Forze Armate e di Polizia per il tricolore Interforze. Ma, fedele agli insegnamenti del suo ispiratore, la società guidata da Giovanni Assi ha dimostrato ancora una volta che la missione dell'atletica va oltre il traguardo agonistico.

Il segno che resta

Da Trani a Thiene, la cartolina che questo fine settimana consegna allo sport italiano è limpida e potente. Con il passare dei decenni, le medaglie si ossidano e i primati vengono battuti. Quello che non tramonta è l'impronta umana impressa da chi ha saputo educare alla fatica, all'empatia e al rispetto. Se oggi a Thiene i ragazzi leggeranno il nome di Tommaso Assi entrando in palestra, e a Trani centinaia di podisti corrono per chi lotta, per la prevenzione e per il riscatto sociale, significa che il maestro tranese è ancora lì: a scandire il passo e a insegnare a tutta l'Italia che i limiti esistono soltanto per essere superati.