Morte di Raffaele Casale, assolti i due imputati

La sentenza dopo nove anni. Per il Gup «il fatto non sussiste»

mercoledì 7 ottobre 2026 19.00
A cura di Alessandra Vacca
Si chiude con due assoluzioni il procedimento giudiziario nato dopo la morte di Raffaele Casale, il giovane chef deceduto a Trani nella notte del 16 agosto 2017, dopo un incidente in moto. Il gup del Tribunale di Trani Domenico Zeno, al termine del giudizio abbreviato, ha stabilito che il fatto non sussiste, assolvendo entrambi gli imputati: Francesco Patruno, funzionario comunale coinvolto nella gestione del contratto di servizio con Amiu, e Alessandro Guadagnolo, ex amministratore unico della società.
Il processo puntava a fare chiarezza sull'eventuale esistenza di omissioni o negligenze che potessero aver avuto un ruolo nella dinamica dell'incidente, avvenuto in via Martiri di Palermo. Per conoscere nel dettaglio le ragioni alla base della decisione bisognerà attendere il deposito della sentenza, previsto entro 90 giorni. Solo dopo sarà possibile valutare gli eventuali sviluppi del procedimento, compresa la possibilità per la famiglia Casale di presentare appello. I familiari di Raffaele, con il padre Felice in prima linea, avevano infatti chiesto che la vicenda venisse approfondita in sede giudiziaria per accertare ogni possibile responsabilità legata alle condizioni e alle circostanze che precedettero quella tragica notte.