Nando dalla Chiesa presenta “La ragazza di Vicolo Pandolfini” ai Dialoghi di Trani
Il ricordo di Emilia Cestelli tra amore, memoria e resistenza civile
domenica 20 settembre 2026
Nell'ambito dei Dialoghi di Trani, il 19 settembre presso la Sala Ronchi della Biblioteca comunale "G. Bovio" si è tenuto un intenso incontro con lo scrittore, sociologo e politico Nando dalla Chiesa che, in dialogo con la giornalista Anna Puricella, ha presentato il suo memoir "La ragazza di Vicolo Pandolfini".
Il libro rappresenta un omaggio commosso ed emozionante a sua moglie Emilia Cestelli, scomparsa nel maggio del 2021 dopo aver vissuto insieme per cinquant'anni. Attivista politica e sociale dal forte rigore morale e dall'orgoglio profondamente siciliano, Emilia ha attraversato in prima fila la storia civile d'Italia, dai fermenti della contestazione giovanile fino agli anni del matrimonio vissuto sotto scorta e dell'impegno costante contro le mafie e la corruzione.
Il racconto della loro vita prende le mosse da un luogo chiave e fortemente simbolico della giovinezza, ovvero Vicolo Pandolfini a Palermo. È proprio in quel vicolo che Nando ed Emilia si incontravano da ragazzi, ed è da lì che l'autore ha scelto di far ripartire il filo della memoria. «Ho pensato che quel vicolo fosse un gancio per dare un ordine a cinquant'anni di vita insieme. Aprire quel cassetto e dire: OK, partiamo da lì. È stato il vero punto di inizio della nostra storia», ha sottolineato lo scrittore durante l'evento.
Nonostante la figura di spicco del generale Carlo Alberto dalla Chiesa e la forte sovraesposizione pubblica della famiglia, Emilia ha sempre scelto di vivere la storia con la "S" maiuscola da una prospettiva defilata, lavorando dietro le quinte per proteggere i figli e mantenere saldi gli affetti domestici. Come ha ricordato l'autore: «È stata una persona che ha fatto un passo indietro per essere presente nelle nostre vite. Ha deciso di proteggere i figli, tenendo insieme la famiglia con estrema generosità».
Anche dopo il trasferimento al Nord, Emilia ha custodito fino all'ultimo un profondo legame con la sua terra d'origine, una Sicilia descritta dall'autore come «un'isola bellissima e terribile», capace di formare personalità fiere e mai disposte a piegarsi di fronte alle avversità.
Tra i passaggi più significativi dell'incontro emerge il racconto di un celebre episodio di resistenza cittadina, divenuto noto come "Il Comitato delle sedie". L'iniziativa nata a Milano nel quartiere tra la Bocconi e Porta Romana, fu ideata da Emilia Cestelli per contrastare in modo pacifico il degrado, lo spaccio e la prostituzione che affliggevano quel luogo. Di fronte alla criminalità locale, Emilia non si arrese alla paura, al contrario come dalla Chiesa racconta: «Lei s'inventò di portare le sedie sul marciapiede, invitando i vicini a sedersi fuori per riappropriarsi del quartiere, e senza alcuna forma di violenza dopo un po' di tempo, le strade di quella zona furono libere da ogni sopruso». Un gesto semplice, ispirato alla tradizione del Sud di vivere la strada come prolungamento della propria casa, trasformato in un'efficace azione comunitaria di riappropriazione dello spazio pubblico.
Nando dalla Chiesa ha inoltre offerto una toccante riflessione sul significato profondo della memoria e sull'impronta che ogni individuo lascia nel mondo. Oltre alle grandi figure della storia ufficiale, esistono infatti storie quotidiane capaci di trasformare nel profondo chiunque ne venga a contatto. L'autore ha concluso dicendo: «Esistono le grandi immortalità, ma ci sono anche tante "piccole immortalità" ed Emilia è una di queste. La sua vita ha cambiato la mia, quella dei nostri figli e potrà cambiare il modo di essere di chi la conoscerà attraverso le pagine di questo libro».
Il libro rappresenta un omaggio commosso ed emozionante a sua moglie Emilia Cestelli, scomparsa nel maggio del 2021 dopo aver vissuto insieme per cinquant'anni. Attivista politica e sociale dal forte rigore morale e dall'orgoglio profondamente siciliano, Emilia ha attraversato in prima fila la storia civile d'Italia, dai fermenti della contestazione giovanile fino agli anni del matrimonio vissuto sotto scorta e dell'impegno costante contro le mafie e la corruzione.
Il racconto della loro vita prende le mosse da un luogo chiave e fortemente simbolico della giovinezza, ovvero Vicolo Pandolfini a Palermo. È proprio in quel vicolo che Nando ed Emilia si incontravano da ragazzi, ed è da lì che l'autore ha scelto di far ripartire il filo della memoria. «Ho pensato che quel vicolo fosse un gancio per dare un ordine a cinquant'anni di vita insieme. Aprire quel cassetto e dire: OK, partiamo da lì. È stato il vero punto di inizio della nostra storia», ha sottolineato lo scrittore durante l'evento.
Nonostante la figura di spicco del generale Carlo Alberto dalla Chiesa e la forte sovraesposizione pubblica della famiglia, Emilia ha sempre scelto di vivere la storia con la "S" maiuscola da una prospettiva defilata, lavorando dietro le quinte per proteggere i figli e mantenere saldi gli affetti domestici. Come ha ricordato l'autore: «È stata una persona che ha fatto un passo indietro per essere presente nelle nostre vite. Ha deciso di proteggere i figli, tenendo insieme la famiglia con estrema generosità».
Anche dopo il trasferimento al Nord, Emilia ha custodito fino all'ultimo un profondo legame con la sua terra d'origine, una Sicilia descritta dall'autore come «un'isola bellissima e terribile», capace di formare personalità fiere e mai disposte a piegarsi di fronte alle avversità.
Tra i passaggi più significativi dell'incontro emerge il racconto di un celebre episodio di resistenza cittadina, divenuto noto come "Il Comitato delle sedie". L'iniziativa nata a Milano nel quartiere tra la Bocconi e Porta Romana, fu ideata da Emilia Cestelli per contrastare in modo pacifico il degrado, lo spaccio e la prostituzione che affliggevano quel luogo. Di fronte alla criminalità locale, Emilia non si arrese alla paura, al contrario come dalla Chiesa racconta: «Lei s'inventò di portare le sedie sul marciapiede, invitando i vicini a sedersi fuori per riappropriarsi del quartiere, e senza alcuna forma di violenza dopo un po' di tempo, le strade di quella zona furono libere da ogni sopruso». Un gesto semplice, ispirato alla tradizione del Sud di vivere la strada come prolungamento della propria casa, trasformato in un'efficace azione comunitaria di riappropriazione dello spazio pubblico.
Nando dalla Chiesa ha inoltre offerto una toccante riflessione sul significato profondo della memoria e sull'impronta che ogni individuo lascia nel mondo. Oltre alle grandi figure della storia ufficiale, esistono infatti storie quotidiane capaci di trasformare nel profondo chiunque ne venga a contatto. L'autore ha concluso dicendo: «Esistono le grandi immortalità, ma ci sono anche tante "piccole immortalità" ed Emilia è una di queste. La sua vita ha cambiato la mia, quella dei nostri figli e potrà cambiare il modo di essere di chi la conoscerà attraverso le pagine di questo libro».