NIDI | La Regione Puglia rafforza la misura: stanziati altri 12 milioni per nuove imprese

Di Sciascio: «Strumento strategico per giovani e donne. Con le nuove risorse nasceranno almeno 150 imprese»

sabato 3 ottobre 2026
A cura di la redazione
La Regione Puglia potenzia NIDI, la misura dedicata alla creazione di nuove iniziative imprenditoriali. La Giunta regionale ha approvato un incremento della dotazione finanziaria pari a 12 milioni di euro, portando la disponibilità complessiva da 83,5 a 95,5 milioni di euro. Le nuove risorse, derivanti da economie su altri strumenti finanziari, garantiranno la continuità di uno dei programmi più efficaci per l'autoimpiego e la nascita di microimprese. «Era fondamentale assicurare continuità a una misura strategica per i risultati ottenuti e per la platea cui si rivolge», dichiara l'assessore allo Sviluppo economico e al Lavoro, Eugenio Di Sciascio. «NIDI favorisce l'inclusione lavorativa di chi incontra maggiori difficoltà nell'accesso al mercato del lavoro, in particolare giovani e donne. Grazie a questo strumento, migliaia di persone hanno trasformato un'idea in un'attività economica: oltre 5mila soggetti in condizioni di svantaggio hanno già beneficiato delle agevolazioni». Con l'integrazione finanziaria, la Regione stima di poter sostenere almeno altre 150 nuove imprese, rafforzando l'impatto sociale ed economico della misura. Particolarmente significativo il contributo dell'imprenditoria femminile: il 60,2% delle imprese finanziate è costituito da donne, che hanno ricevuto agevolazioni per 41,9 milioni di euro su un totale di 64,7 milioni. «Questi numeri testimoniano la qualità dei progetti presentati e la capacità dell'imprenditoria femminile di generare valore e occupazione», aggiunge Di Sciascio. NIDI sostiene la nascita di microimprese attraverso contributi a fondo perduto e prestiti a tasso zero destinati agli investimenti iniziali, con ulteriori aiuti per le spese di gestione dei primi mesi. Possono accedere compagini giovanili, imprese femminili, nuove imprese e attività del settore turistico, purché almeno il 50% della compagine sia composta da soggetti con difficoltà di accesso al lavoro.
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