Trani | Pista di atletica di Sant'Angelo, i costi raddoppiano a 3,47 milioni: la ricostruzione dell'Osservatorio De Feudis

«Come è stato possibile appaltare un impianto da quasi 1,9 milioni per accorgersi dopo che mancavano gli spogliatoi?»: l'analisi dell'organismo civico su delibere, mutui e limiti di omologazione FIDAL dell'opera

giovedì 17 settembre 2026
«Come è stato possibile finanziare, progettare e appaltare un impianto da quasi 1,9 milioni di euro per accorgersi, successivamente, che mancavano proprio gli spogliatoi e i servizi necessari alla piena funzionalità sportiva?» È l'interrogativo attorno a cui ruota il nuovo intervento dell'Osservatorio Giuridico sull'Amministrazione, guidato dall'avv. Sebastiano (Ninni) De Feudis. Analizzando la Delibera di Giunta n. 62 del 29 maggio 2026, il presidio civico ricostruisce la storia amministrativa della pista di atletica di Sant'Angelo: un'opera partita nel 2022 con 1,7 milioni di euro di fondi PNRR (saliti a 1,87 milioni con il Fondo Opere Indifferibili) e lievitata a circa 3,47 milioni di euro. A far raddoppiare la spesa è stata la bocciatura del CONI nel dicembre 2023 per la totale assenza di spogliatoi e servizi nel piano originario. Dopo l'accantonamento di varie ipotesi e di un progetto da oltre 4,6 milioni ritenuto insostenibile, l'Ente ha ripiegato su moduli prefabbricati per 1,6 milioni di euro. Somma che non arriverà dall'Europa, ma richiederà un mutuo con Cassa Depositi e Prestiti a carico della collettività. L'analisi chiarisce inoltre che la scelta di una pista a sole sei corsie (omologabile in "Classe B") precluderà a Trani i grandi Campionati Italiani Assoluti e giovanili su pista, che richiedono almeno otto corsie. L'Osservatorio invita quindi a guardare la realtà dei fatti oltre i trionfalismi: accanto all'opera ci sono stati errori di valutazione, ritardi e costi aggiuntivi per i cittadini.

La pista di atletica di Sant'Angelo non nasce oggi. La sua storia amministrativa comincia nel 2022 e attraversa finanziamenti PNRR, progettazioni, una gara, un primo parere negativo del CONI, nuove progettazioni e, infine, la necessità di reperire altri 1,6 milioni di euro per realizzare spogliatoi e servizi. La Delibera di Giunta comunale n. 62 del 29 maggio 2026 consente di ricostruire quasi interamente la vicenda per sapere come si è passati da un intervento iniziale da 1,7 milioni a uno complesso di circa 3,47 milioni di euro. Nel 2022 il progetto parte da 1,7 milioni. Il 23 marzo 2022 vengono pubblicati gli avvisi PNRR per gli impianti sportivi. Il Comune di Trani candida due interventi uno da 1,7 milioni di euro per il "Polivalente Sant'Angelo" e uno da 800.000 euro per la rigenerazione del palazzetto di via Falcone e Borsellino. Il 24 agosto 2022 entrambi ottengono il finanziamento. Successivamente arriva anche il Fondo Opere Indifferibili pari al 10% per 170.000 euro. Il costo finanziato dell'intervento sale così a € 1.870.000. Nel gennaio 2023 vengono affidati gli incarichi di progettazione e verifica. Il 17 febbraio la Giunta approva il progetto definitivo da 1.870.000 euro con 1.372.884,90 euro per lavori e 25.000 euro per la sicurezza. La gara viene impostata su un importo complessivo di 1.460.041,32 euro tra lavori, progettazione esecutiva e sicurezza. Il 31 marzo 2023 l'appalto viene aggiudicato alla Mastropasqua Costruzioni con un ribasso del 13,637%, per un costo di 1.264.344,74 euro oltre agli oneri indicati nell'atto.

Nel dicembre 2023 il CONI esprime parere non favorevole. Il 14 dicembre 2023 la Commissione Impianti Sportivi esprime parere non favorevole perché, secondo quanto riportato nella delibera, il progetto non risultava rispondente ai criteri di funzionalità sportiva in quanto non erano previsti gli ambienti destinati a spogliatoi e servizi. La stessa delibera precisa inoltre che tali ambienti non rientravano nel finanziamento originario.
Il Comune valuta prima un vecchio capannone, poi ritenuto non idoneo; successivamente alcuni locali al piano terra di un fabbricato su via Parini, soluzione anch'essa abbandonata. Alla fine si decide di costruire ex novo spogliatoi e servizi in un'area adiacente alla pista. Nel maggio 2024 viene affidata una nuova progettazione e il 31 luglio 2024 arriva il parere favorevole del CONI sulla base, anche, del parere FIDAL.

Il 26 settembre 2024 il progetto degli spogliatoi e dei servizi prevede un costo di € 4.664.536,73. La soluzione progettata per completare funzionalmente la pista superava da sola i 4,6 milioni di euro. Costo ritenuto non sopportabile per le casse comunali. La Giunta, con la delibera n. 77 del 30 settembre 2024, chiede quindi di individuare soluzioni alternative ed economicamente sostenibili. Viene fissata una disponibilità massima di 1,6 milioni di euro ottenuta incrementando di 700.000 euro il precedente stanziamento di 900.000 euro. Nel novembre 2025 i progettisti vengono formalmente invitati a ridimensionare il progetto entro questo tetto. Cambiano così dimensioni e caratteristiche dell'intervento, vengono ridotti il numero degli utenti previsti, le superfici degli spogliatoi, i servizi per il pubblico e gli spazi accessori. Soprattutto si passa a una soluzione basata su moduli prefabbricati assemblati sul posto. Il progetto ridimensionato viene nuovamente trasmesso al CONI. Dopo una richiesta di integrazioni il 22 aprile 2026 arriva il parere favorevole. Il quadro economico allegato alla delibera indica 1.225.000 euro a base dell'intervento di cui circa 520.000 euro di lavori, 690.000 euro di forniture e 15.000 euro per oneri di sicurezza. Altri 375.000 euro sono destinati alle somme a disposizione dell'Amministrazione. Questa volta, però, le risorse non arrivano dal PNRR. La delibera stabilisce che i 1,6 milioni dovranno essere reperiti attraverso un mutuo con Cassa Depositi e Prestiti. Il valore economico dei due interventi collegati al complesso arriva quindi a circa: € 3.470.000

Come è stato possibile finanziare, progettare e appaltare un impianto da quasi 1,9 milioni di euro per accorgersi, successivamente, che mancavano proprio gli spogliatoi e i servizi necessari alla piena funzionalità sportiva. C'è poi un secondo aspetto che merita di essere chiarito. Il progetto di Sant'Angelo prevede una pista da 400 metri a sei corsie. Secondo la classificazione tecnica FIDAL un impianto outdoor completo da 400 metri con sei corsie può rientrare, se possiede tutti gli altri requisiti, nella Classe B. La Classe A riguarda, invece, gli impianti da 400 metri con otto o più corsie. Questo significa che la pista di atletica realizzata può diventare un impianto FIDAL omologato ma la configurazione a sei corsie limita il livello delle manifestazioni ospitabili. Per i Campionati Federali FIDAL 2026, infatti, tra i requisiti minimi della parte agonistica dei principali campionati figura il numero minimo di otto corsie insieme agli altri requisiti organizzativi e infrastrutturali previsti ma non presenti nel polivalente Sant'Angelo. Solo dopo la realizzazione, il collaudo e l'omologazione FIDAL definitiva sarà possibile stabilire con certezza quali attività agonistiche e quali manifestazioni potranno essere ospitate e con quale classificazione. Il parere favorevole del CONI non equivale, infatti, all'omologazione FIDAL della pista.

In linea di massima, comunque, è ragionevole ritenere che si potranno ospitare gare provinciali, gare regionali, campionati regionali, meeting FIDAL e manifestazioni nazionali compatibili con una pista di Classe B. Potranno svolgersi, eventualmente, anche i campionati Italiani Master per i quali possono essere sufficienti 6 corsie ma soltanto a condizione di possedere anche tutti gli altri requisiti organizzativi e infrastrutturali previsti compresa una tribuna adeguata, locali antidoping, zona riscaldamento, illuminazione e attrezzature federali. Non potranno, invece, disputarsi i principali Campionati Italiani su pista che richiedono almeno otto corsie, tra cui Assoluti, U18, U20, U23, Cadetti, Challenge Assoluto e Finale A Oro. Si poteva fare di più. Si poteva fare meglio. Ma l'Osservatorio giudica i fatti: critica ciò che manca e riconosce ciò che c'è. Proprio per questo, però, non sarebbe corretto trasformare quanto fatto finora in un racconto di risultati straordinari. Accanto alle cose realizzate ci sono stati ritardi, scelte discutibili ed errori di valutazione che non possono essere cancellati dalla comunicazione. Né tutto male, né tutto fantastico come avevano raccontato. Semplicemente i fatti per quello che sono.