Pista di via Giachetti, scoppia il caso attrezzature: «Nuove e sotto la pioggia in un cantiere incompleto»
La pubblica denuncia dell'allenatore Lorenzo Giusto: «Non si rischi un investimento pubblico per la fretta di inaugurare». La replica: «Nessun abbandono, solo un trasbordo tra furgoni»
domenica 11 ottobre 2026
07.05
L'attesa per la pista di atletica leggera di via Giachetti rischia di trasformarsi nell'ennesimo terreno di scontro su tempi, modalità di consegna e salvaguardia del patrimonio pubblico. A sollevare un polverone sull'impianto in fase di ultimazione è Lorenzo Giusto, storico allenatore di salto con l'asta e talent scout dell'atletica tranese, che attraverso una dura presa di posizione affidata ai social ha denunciato la presenza di attrezzature sportive nuove lasciate all'aperto, esposte alle intemperie all'interno di un cantiere ancora lontano dall'essere fruibile. Al centro del contendere ci sono in particolare i voluminosi materassi destinati al salto con l'asta e al salto in alto, fotografati nell'area dei lavori e finiti al centro di un fitto tam-tam tra addetti ai lavori e appassionati.
Il grido d'allarme di Lorenzo Giusto: «La fretta di tagliare il nastro non comprometta la qualità»
L'intervento del tecnico non usa mezzi termini nel mettere in guardia l'amministrazione e i responsabili dell'opera dai rischi legati a una gestione frettolosa delle forniture: «La voglia di vedere finalmente completato il campo di atletica è tanta, ma la fretta non può mettere a rischio un investimento importante per lo sport e per il futuro dei nostri giovani. Le immagini mostrano una situazione che merita attenzione: il campo non è ancora terminato, l'area presenta ancora macerie e materiali da sistemare e, soprattutto, mancano spazi adeguati per custodire le attrezzature. Materiali nuovi, fondamentali per la pratica sportiva, si trovano all'aperto, esposti alla pioggia e alle intemperie». Per Giusto non si tratta di alimentare sterili polemiche, ma di accendere un faro a tutela delle risorse della collettività: «Non possiamo permettere che la fretta di tagliare un nastro o di annunciare il completamento dei lavori prevalga sulla qualità delle opere e sulla salvaguardia delle attrezzature acquistate. Servono verifiche tecniche immediate per accertare le corrette modalità di stoccaggio. Un impianto sportivo non si realizza soltanto stendendo una pista: servono sicurezza, organizzazione e attenzione a ogni dettaglio. Lo sport merita rispetto, i soldi pubblici meritano attenzione e i nostri atleti meritano una struttura all'altezza delle loro ambizioni».
La replica: «Nessun abbandono, solo un trasbordo temporaneo»
Di fronte al clamore suscitato dalla denuncia una ricostruzione diversa dell'accaduto chiarisce che i materassi non sarebbero mai stati abbandonati all'incuria o lasciati in balia del maltempo all'interno dell'impianto. e che la loro presenza sul piazzale sarebbe stata limitata esclusivamente al tempo tecnico necessario per effettuare il trasbordo del carico da un furgone all'altro: proprio in quel breve frangente le attrezzature sarebbero state immortalate, dando l'impressione di una consegna anticipata e incustodita. Subito dopo le operazioni di trasbordo, il materiale sarebbe stato trasferito in un locale chiuso, asciutto e sicuro, dove resterà custodito fino al collaudo finale e alla formale apertura dell'impianto alle società sportive. Resta tuttavia acceso il dibattito su un'opera strategica per l'intera provincia, la cui consegna definitiva continua a tenere con il fiato sospeso atleti e federazioni, divisi tra l'urgenza di tornare a calcare una corsia e la ferma richiesta che ogni euro speso venga tutelato fino all'inaugurazione.
© Riproduzione Riservata
Il grido d'allarme di Lorenzo Giusto: «La fretta di tagliare il nastro non comprometta la qualità»
L'intervento del tecnico non usa mezzi termini nel mettere in guardia l'amministrazione e i responsabili dell'opera dai rischi legati a una gestione frettolosa delle forniture: «La voglia di vedere finalmente completato il campo di atletica è tanta, ma la fretta non può mettere a rischio un investimento importante per lo sport e per il futuro dei nostri giovani. Le immagini mostrano una situazione che merita attenzione: il campo non è ancora terminato, l'area presenta ancora macerie e materiali da sistemare e, soprattutto, mancano spazi adeguati per custodire le attrezzature. Materiali nuovi, fondamentali per la pratica sportiva, si trovano all'aperto, esposti alla pioggia e alle intemperie». Per Giusto non si tratta di alimentare sterili polemiche, ma di accendere un faro a tutela delle risorse della collettività: «Non possiamo permettere che la fretta di tagliare un nastro o di annunciare il completamento dei lavori prevalga sulla qualità delle opere e sulla salvaguardia delle attrezzature acquistate. Servono verifiche tecniche immediate per accertare le corrette modalità di stoccaggio. Un impianto sportivo non si realizza soltanto stendendo una pista: servono sicurezza, organizzazione e attenzione a ogni dettaglio. Lo sport merita rispetto, i soldi pubblici meritano attenzione e i nostri atleti meritano una struttura all'altezza delle loro ambizioni».
La replica: «Nessun abbandono, solo un trasbordo temporaneo»
Di fronte al clamore suscitato dalla denuncia una ricostruzione diversa dell'accaduto chiarisce che i materassi non sarebbero mai stati abbandonati all'incuria o lasciati in balia del maltempo all'interno dell'impianto. e che la loro presenza sul piazzale sarebbe stata limitata esclusivamente al tempo tecnico necessario per effettuare il trasbordo del carico da un furgone all'altro: proprio in quel breve frangente le attrezzature sarebbero state immortalate, dando l'impressione di una consegna anticipata e incustodita. Subito dopo le operazioni di trasbordo, il materiale sarebbe stato trasferito in un locale chiuso, asciutto e sicuro, dove resterà custodito fino al collaudo finale e alla formale apertura dell'impianto alle società sportive. Resta tuttavia acceso il dibattito su un'opera strategica per l'intera provincia, la cui consegna definitiva continua a tenere con il fiato sospeso atleti e federazioni, divisi tra l'urgenza di tornare a calcare una corsia e la ferma richiesta che ogni euro speso venga tutelato fino all'inaugurazione.
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