La solidarietà trasversale delle donne della politica a Debora Ciliento: quando la dignità supera i partiti

Dal centrodestra, centrosinistra e società civile una condanna corale agli insulti: quando il rispetto della persona unisce ciò che la dialettica politica divide

lunedì 5 ottobre 2026 14.26
A cura di Tonino Lacalamita
La politica locale può essere aspra, conflittuale e dividere profondamente sui programmi, ma di fronte alla barbarie dell'odio personale esiste una linea che non può essere oltrepassata. Gli inaccettabili attacchi comparsi sui social network nei confronti dell'Assessora regionale Debora Ciliento – culminati in espressioni di becero sessismo, body shaming e denigrazione fisica – hanno superato ogni confine di legittima critica amministrativa. Di fronte a questa deriva tossica, si è levato un coro unanime e compatto: amministratrici, consigliere ed esponenti di forze politiche hanno scelto di fare fronte comune, dimostrando che la difesa della dignità della persona e della donna nelle istituzioni viene prima di qualsiasi tessera di partito. A dimostrare da subito la propria vicinanza a Debora Ciliento per gli attacchi subiti è stata Pina Tota, attuale Assessore al Welfare: "È una sconfitta per tutte e per tutti - ha dichiarato - dover registrare azioni che ledono la dignità umana, ancor più quando una singola persona, in questo caso donna, diventa il bersaglio di violenza social, con la pubblicazione di commenti deliranti. Il pensiero divergente è un arricchimento nella dialettica interpersonale, a condizione che alla base sia garantito il rispetto reciproco". Di seguito, le dichiarazioni e le testimonianze di solidarietà giunte da diverse rappresentanti del territorio:

Consigliere comunali di maggioranza:

Esponenti di opposizione di centrodestra:

​Rappresentante civica di minoranza:

Esponente politica territoriale / Movimento civico:

Dai commenti raccolti non si può che constatare che fino a quando la politica verrà intesa solo come un potere da occupare a ogni costo, lo spazio del confronto pubblico rischierà di degradare in un tiro al bersaglio contro le donne che amministrano, e lo dico in maniera convinta da uomo. Si è profondamente stanchi di questa deriva: si può e si deve discutere aspramente del futuro della città, ma chi ricorre a epiteti degradanti e al body shaming compie atti che non hanno alcuna cittadinanza civile. La solidarietà a Debora Ciliento è un atto di igiene democratica prima ancora che di vicinanza umana, quando la dialettica degenera nel bullismo da tastiera, a perdere non è una singola fazione, ma l'intera comunità. Questo fronte comune dimostra che le donne non sono disposte ad arretrare di un millimetro: il messaggio che lanciano oggi, insieme e da sponde politiche opposte, è limpido: gli avversari si combattono sulle idee e sugli atti, ma la dignità delle donne e delle istituzioni si difende all'unisono: il rispetto della persona non è negoziabile.