Scusate il disturbo | Il "Fattore Etico" scuote il centrosinistra: Galiano tra l’incudine di Branà e il martello di Rossi e Ferreri

Non è più tempo di silenzi tattici: intercettare ogni segnale di dissenso interno è l'unico modo per evitare che il "Campo Largo" si trasformi in un castello di carte prima ancora del voto

giovedì 2 aprile 2026 8.30
A cura di Tonino Lacalamita
"In assenza di chiarezza, coerenza e rispetto del metodo condiviso, le condizioni politiche di questo percorso vacillano". Basterebbe questa frase, scolpita nel marmo di un post social, pubblicato ieri, da Anna Rossi e Vincenzo Ferreri (candidati indipendenti per Alleanza Verdi e Sinistra), per fotografare lo stato di salute — tutt'altro che ottimale — della coalizione a sostegno di Marco Galiano. Non è una semplice nota di colore, crediamo sia un avvertimento politico in piena regola che mette pressione al candidato sindaco del centrosinistra e che arriva a stretto giro dopo le barricate alzate dal Movimento 5 Stelle.

Scusate il disturbo, verrebbe da dire al prof. Galiano, che domenica scorsa aveva provato a derubricare la questione a "polemica", rivendicando con il suo riconosciuto pragmatismo la "forza attrattiva" della sua candidatura verso esponenti provenienti da altri lidi. Ma la politica, a Trani, ha la memoria lunga e la pelle sensibile. Quello che il candidato sindaco definisce "coraggio dell'apertura", per una fetta della sua stessa squadra somiglia pericolosamente a un'operazione di trasformismo elettorale pronta a svuotare di senso anni di battaglie.

La miccia, lo ricordiamo, era stata accesa da Vito Branà. Il capogruppo dei pentastellati, forte di undici anni di opposizione coerente e mai incline ai saldi di fine stagione, aveva chiesto un Codice Etico chiaro: una barriera architettonica contro chi, fino a ieri, sedeva dall'altra parte della barricata e oggi cerca un posto al sole nel "Campo Largo". Branà non cerca poltrone — lo dicono i fatti e la sua storia — ma garanzie affinché Trani non si ritrovi governata da un "Campo Affollato" dove l'identità svanisce in nome di un consenso numerico fine a sé stesso.

Galiano aveva risposto piccato, parlando di un progetto capace di unire le energie migliori oltre le vecchie divisioni. Ma lo strano silenzio politico calato dopo quel comunicato è stato rotto ieri, fragorosamente, da Anna Rossi e Vincenzo Ferreri. I due esponenti del movimento "Tranibenecomune" e candidati da indipendenti nella lista AVS hanno alzato il tiro, chiedendo una convocazione urgente della coalizione. La loro è una "chiamata alle armi" della collegialità: non accettano ingressi di spicco dal centrodestra senza un percorso limpido. Per loro, come per Branà, il centrosinistra o è coerente o semplicemente non esiste.

Il paradosso è tutto qui: se oggi si presentasse una "Coalizione dei Trasformisti", probabilmente vincerebbe al primo turno per distacco, salvo poi frantumarsi il giorno dopo la proclamazione, perché — si sa — a Trani il "vincere insieme per poi dividersi" è diventato quasi uno sport olimpico. Ma Galiano può davvero permettersi di ignorare queste scosse telluriche? Il richiamo a quel codice etico, che lui stesso citò durante la presentazione a Palazzo San Giorgio, oggi gli torna indietro come un boomerang. La pressione politica interna è ormai ai livelli di guardia. Se da un lato il pragmatismo suggerisce di imbarcare portatori di voti, dall'altro la base "dura e pura" minaccia di far vacillare l'intero impianto.

In attesa di sviluppi, resta una certezza: intercettare questi segnali, leggerli senza filtri e fare chiarezza definitiva non è più un optional. Il rischio per Galiano è trovarsi a capo di una corazzata potentissima sulla carta, ma con l'equipaggio pronto all'ammutinamento prima ancora di uscire dal porto. Scusate il disturbo, ma la coerenza — in questa Trani che brucia di passione politica — non è una polemica. È la base di tutto.