Trani | «120 giorni di nulla e teatrini di Palazzo»: Giacomo Marinaro e Antonio Loconte demoliscono Marco Galiano dopo la riunione di Giunta

I capigruppo di opposizione mettono a nudo le contraddizioni del sindaco dopo le dimissioni

venerdì 9 ottobre 2026 20.31
A cura di La Redazione
Al termine di un venerdì convulso, segnato dal terremoto dell'uscita di Puglia Popolare, l'opposizione consiliare passa all'attacco frontale con un video a due voci dai toni durissimi e apertamente dissacranti. I consiglieri comunali Giacomo Marinaro (capogruppo della lista Prossimamente) e Antonio Loconte (capogruppo della lista Giacomino Sindaco) affidano ai social una stroncatura senza appello dei primi quattro mesi di governo cittadino. Il video postato sulla pagina social di Marinaro si apre con un botta e risposta serrato che fa il verso alla retorica delle ultime settimane e alle dichiarazioni con cui Galiano aveva motivato lo strappo del 25 settembre con frasi del tipo: «Irrevocabili!», «Deluso dal PD...» , «A questo punto che faccio, il burattino?», «Quelli del mio partito mi hanno messo il bastone tra le ruote...», «Tornerò a fare il preside!», «Pressioni...», una sfilza di parole d'ordine e sfoghi pubblici che i due consiglieri ridicolizzano alla luce della retromarcia finale del primo cittadino, evidenziando il contrasto tra l'intransigenza annunciata e l'accordo di palazzo sottoscritto per ritirare l'atto.

Marinaro: «120 giorni di nulla, piazza danneggiata, aumenti TARI e paralisi»

Entrando nel merito del bilancio amministrativo, nel video Marinaro/Loconte scandiscono le date con precisione chirurgica: «12 giugno 2026 – 9 ottobre 2026: centoventi giorni di nulla. L'amministrazione è iniziata con una pessima gestione di Battiti Live, e abbiamo ancora i danni da riparare in Piazza Quercia. È proseguita con l'aumento della TARI che grava sulle tasche dei cittadini, ed è continuata ad oggi con una totale paralisi burocratica e amministrativa», mettendo poi in discussione il metodo politico adottato da Galiano per imporsi sulla sua maggioranza: «Che cosa farà il sindaco d'ora in avanti? Ogni volta che deve ottenere un provvedimento si dimetterà? Qual è il futuro della nostra città? Trani ha bisogno di essere amministrata e non può restare ostaggio dei giochi di potere che si consumano dentro il Palazzo di Città».
A rincarare la dose sulla maratona di Giunta del 9 ottobre i due hanno puntato l'indice contro la delibera approvata per blindare la ripartenza dell'esecutivo: «Oggi è andato in scena un altro teatrino: ore e ore in Sala Giunta per votare la delibera sul dimensionamento scolastico con l'accorpamento tra De Amicis e Giustina Rocca, esattamente come aveva preteso il sindaco Galiano. Cos'è questo se non l'ennesimo utilizzo delle istituzioni per piegare la situazione e cercare di farlo tornare sui propri passi? E sui social perché nessuno ne parla con trasparenza? Basta con questi giochi di palazzo, serve chiarezza». «Dopo 120 giorni hanno approvato l'unico vero provvedimento a favore della città: la variazione di bilancio sul verde pubblico. Hanno finalmente recepito le nostre istanze. Dal primo novembre avremo un servizio migliore, con i lavoratori tutelati e una gara pubblica superiore rispetto alle loro intenzioni iniziali. Noi siamo al servizio della città. Dignità, trasparenza e libertà: siamo pronti».

Il quadro politico: un'opposizione compatta contro una maggioranza lacerata

L'intervento congiunto di Marinaro e Loconte formalizza un salto di qualità nello scontro politico tranese, mentre la coalizione di centrosinistra perde pezzi da novanta con l'addio di Puglia Popolare e tenta di tenere in piedi un patto di legislatura logorato dalle reciproche diffidenze, le forze civiche di opposizione occupano lo spazio del malcontento popolare. Mettendo l'accento sulle inefficienze concrete – dalla pulizia al decoro, dai tributi locali alla precarietà dei servizi –, Marinaro e Loconte sfilano a Galiano la narrazione del "sindaco vittima dei partiti", trasformando la revoca delle dimissioni nell'ennesima prova di una debolezza politica che lascia Trani in balia della paralisi.
© Riproduzione riservata