Trani, dopo le dimissioni del Sindaco Galiano, Ferrante convoca d’urgenza la Conferenza dei Capigruppo

In bilico le assise del 30 settembre e 1° ottobre: ipotesi di rinvio, ma le opposizioni puntano a far sentire la propria voce prima del 15 ottobre

domenica 27 settembre 2026 20.10
A cura di Tonino Lacalamita
Le scosse di assestamento dopo il terremoto politico provocato dalle dimissioni del sindaco Marco Galiano investono in pieno l'attività istituzionale della Città di Trani. Il Presidente del Consiglio Comunale, Avv. Fabrizio Ferrante, ha inteso prendere l'iniziativa di convocare con urgenza la Conferenza dei Capigruppo per lunedì 28 settembre 2026, alle ore 12:30, presso Sala Europa, formalmente per discutere l'aggiornamento della programmazione delle sedute consiliari. Dietro la formula di rito, tuttavia, la motivazione principale del vertice appare tuttavia strettamente legata alla delicata e contingente fase politica apertasi a Palazzo di Città, sul tavolo, infatti, vi è il destino delle due assise consiliari già in calendario per il 30 settembre e il 1° ottobre.
Con le dimissioni del primo cittadino, la preoccupazione che serpeggia negli ambienti di presidenza è che molte delle questioni e delle mozioni iscritte all'ordine del giorno rischino di restare prive di un interlocutore istituzionale nel pieno delle proprie funzioni politiche con cui confrontarsi, da qui l'ipotesi di far slittare i lavori: un rinvio motivato sia dall'opportunità di attendere una definizione dell'assetto amministrativo, sia da ragioni di risparmio per le casse comunali, evitando i costi legati allo svolgimento di sedute che potrebbero rivelarsi interlocutorie o svuotate di efficacia.

Dinanzi a tale quadro procedurale, tuttavia, si profila la ferma determinazione delle forze di opposizione, concordi nel richiedere l'ordinario svolgimento delle adunanze consiliari già calendarizzate, l'impostazione sostenuta dai gruppi di minoranza poggia su un impianto motivazionale che coniuga il profilo strettamente normativo con il ruolo di vigilanza politica dell'assemblea cittadina. In prima istanza, viene invocato il principio della continuità amministrativa perchè la pendenza del termine perentorio dei venti giorni fissato dalla legge per l'eventuale revoca delle dimissioni del primo cittadino circoscrive, sì, l'attività dell'ente agli affari indifferibili e urgenti, ma non priva i componenti della Giunta della titolarità delle rispettive deleghe, in sostanza rispondere alle interrogazioni consiliari e relazionare sugli atti programmatici già istruiti o in corso di esecuzione resta pertanto, secondo i banchi di opposizione, un preciso dovere funzionale a garanzia della trasparenza dell'azione pubblica.
Sul piano dell'agibilità democratica, inoltre, l'assise consiliare costituisce la sede d'elezione per ricondurre il confronto sulla crisi di governo nell'alveo delle istituzioni rappresentative, l'eventuale svolgimento delle sedute consentirebbe alle minoranze di formalizzare a verbale le proprie valutazioni sullo stallo dell'amministrazione e sulle fratture interne alla compagine di maggioranza, un passaggio che assume un rilievo politico decisivo, profilandosi come l'ultima occasione di dialettica in aula prima della scadenza perentoria del prossimo 15 ottobre: data spartiacque che, in caso di mancato ritiro dell'atto da parte del sindaco Marco Galiano, determinerebbe l'avvio delle procedure per lo scioglimento dell'assemblea e l'affidamento dell'ente a una gestione commissariale prefettizia.

La nota di convocazione (Prot. n. 0068402/2026 del 26 settembre) chiama dunque al confronto tutti i capigruppo consiliari: Federica Cuna (Partito Democratico), Felice Corraro (Italia Viva), Francesca Lestingi (Popolari), Giovanni di Leo (Per Trani), Francesca Zitoli (Alleanza Verdi e Sinistra), Roberto Gargiuolo (Fratelli d'Italia), Pasquale de Toma (Forza Italia), Raffaella Merra (Lista Guarriello), Michele Centrone (Trani Libera), Antonio Loconte (Giacomino Sindaco / Marinaro Sindaco) e Carlo Ruggiero (Prossimamente Trani). L'esito del vertice di lunedì a Sala Europa sarà decisivo per capire se la linea della prudenza e del rinvio prevarrà o se l'aula si trasformerà immediatamente nel primo terreno di incontro/scontro della crisi tranese.