Trani, il Venerdì Santo negli scatti di Cecilia Di Lernia: quando il bianco e nero racconta il cuore

Annullata la processione notturna, resta tuttavia la potenza della devozione in una galleria fotografica d’autore

venerdì 3 aprile 2026 14.10
A cura di Tonino Lacalamita
C'è un silenzio che urla più di mille passi cadenzati, ed è quello di una Trani che, nel cuore della notte, ha dovuto rinunciare all'abbraccio fisico con la sua Madre Addolorata. Quando la pioggia decide il programma e le strade diventano lastre lucide e pericolose, la fede non si spegne, ma si rifugia nell'interiorità. Quest'anno i portatori non hanno sfidato lo scivolamento del basolato, i piedi nudi non hanno calpestato l'asfalto freddo, ma il "movimento" non si è fermato: è passato dalle gambe al cuore, trasformando una mancata processione in una lunga, intima veglia collettiva.

Le avverse condizioni meteo hanno imposto il fermo, ma non hanno potuto fermare lo sguardo. Sebbene l'itinerario stradale sia stato dichiarato non sicuro per garantire l'incolumità di fedeli e portatori – il cui compito, spesso svolto scalzi, sarebbe stato proibitivo sul basolato reso viscido dalla pioggia – la SS. Addolorata ha trovato un altro modo per camminare tra la sua gente. Lo ha fatto attraverso l'obiettivo sensibile di Cecilia Di Lernia. Anche quest'anno, nonostante il silenzio delle strade, non sono mancate le sue immagini in un rigoroso e magistrale bianco e nero. Per Cecilia, la fotografia non è solo tecnica, ma una forma primaria di devozione: una "competente passione" che trasforma un istante in un'icona.

Le foto concesse gentilmente alla nostra lettura non sono semplici cronache visive, ma frammenti di anima. Attraverso innumerevoli gradazioni di grigio, la Di Lernia isola sguardi carichi di attesa, posture che sanno di antica sofferenza e angoli di ripresa che nobilitano ogni dettaglio. I giochi di luce mettono in risalto la spiritualità dell'evento: non c'è bisogno del movimento dei simulacri quando la fotografia riesce a cogliere i "movimenti del cuore". In quegli scatti, il dolore della Vergine diventa lo specchio della comunità che osserva, prega e attende.

Sfogliando queste immagini, ci si accorge che la processione non è stata annullata, ma solo trasfigurata. Grazie al dono visivo di Cecilia Di Lernia, la SS. Addolorata ha percorso un itinerario diverso, entrando nelle case dei tranesi attraverso lo schermo di uno smartphone o un post video social. Restano quegli sguardi fissi nel grigio, quelle mani giunte che sembrano uscire dal buio della navata per cercare conforto. Anche senza il suono delle marce funebri, queste fotografie "suonano" di fede profonda, ricordandoci che la devozione più vera è quella che sa restare in piedi anche quando tutto il resto è costretto a fermarsi. È la bellezza che salva, è la preghiera che si fa arte. Grazie a Cecilia Di Lernia.
Maria SSAddolorata Fotoset di Cecilia Di Lernia © Cecilia Di Lernia
Maria SSAddolorata Fotoset di Cecilia Di Lernia © Cecilia Di Lernia
Maria SSAddolorata Fotoset di Cecilia Di Lernia © Cecilia Di Lernia
Maria SSAddolorata Fotoset di Cecilia Di Lernia © Cecilia Di Lernia
Maria SSAddolorata Fotoset di Cecilia Di Lernia © Cecilia Di Lernia
Maria SSAddolorata Fotoset di Cecilia Di Lernia © Cecilia Di Lernia
Maria SSAddolorata Fotoset di Cecilia Di Lernia © Cecilia Di Lernia
Maria SSAddolorata Fotoset di Cecilia Di Lernia © Cecilia Di Lernia
Maria SSAddolorata Fotoset di Cecilia Di Lernia © Cecilia Di Lernia
Maria SSAddolorata Fotoset di Cecilia Di Lernia © Cecilia Di Lernia
Maria SSAddolorata Fotoset di Cecilia Di Lernia © Cecilia Di Lernia
Maria SSAddolorata Fotoset di Cecilia Di Lernia © Cecilia Di Lernia