Ultim'ora a Trani | Terremoto a Palazzo di Città, Puglia Popolare rimette le deleghe, stacca la spina a Marco Galiano e passa all’opposizione

Carlo Laurora e Donata Di Meo annunciano l'addio alla maggioranza e restituiscono gli incarichi di Giunta. Salva la stima per il sindaco, ma i Popolari certificano la fine dell'esperienza amministrativa: «Registriamo l’impossibilità di attuare il programma di governo»

venerdì 9 ottobre 2026 15.49
A cura di Tonino Lacalamita
Un fulmine cade e squarcia la già precaria tregua politica a Palazzo di Città e ridisegna integralmente gli equilibri dell'amministrazione comunale. Con una dichiarazione congiunta rilasciataci in esclusiva, Puglia Popolare ufficializza lo strappo definitivo: il movimento guidato da Carlo Laurora e rappresentato a Trani da Donata Di Meo, ambedue assessori nell' Amministrazione Galiano, esce dalla maggioranza e passa all'opposizione. Una decisione dirompente, maturata dopo i segnali di allarme lanciati in occasione della seduta consiliare del 5 ottobre scorso, a ridosso delle convulse trattative sulla revoca delle dimissioni del Primo Cittadino e dopo la riunione di Giunta Comunale tenutasi oggi ed alla quale Marco Galiano non ha partecipato.
Le parole di Laurora: «Con amarezza registriamo l'impossibilità di attuare il programma di governo»
È il leader regionale del movimento, Carlo Laurora, a formalizzare una rottura politica che segna una pietra miliare nella consiliatura nata dal voto di giugno: «È con grande dispiacere e con grande rammarico che desidero comunicare alla cittadinanza, e naturalmente anche agli alleati con i quali abbiamo condiviso questo percorso, che purtroppo oggi abbiamo verificato che non ci sono più le condizioni per continuare questa esperienza amministrativa con il sindaco Galiano». Laurora tiene a blindare il rispetto verso l'uomo, distinguendo nettamente i rapporti umani dal collasso della coalizione: «Al sindaco ci lega comunque un rapporto, oltre che di amicizia, di stima incondizionata. Avevamo scommesso su questo progetto, ritenevamo che Marco potesse interpretare le esigenze dei tranesi, cosa che pure ha fatto visti i risultati. Ma le condizioni createsi nell'ultimo periodo hanno purtroppo generato contraddizioni e incomprensioni che non ci consentono più di andare avanti». Da qui la scelta irrevocabile che fa tremare gli scranni consiliari: «A questo punto dobbiamo con grande amarezza registrare l'impossibilità di attuare il programma di governo. È questo il motivo per il quale Puglia Popolare lascerà la maggioranza e passerà sui banchi dell'opposizione. Da oggi continueremo per la nostra strada come sempre abbiam fatto, lasciando la maggioranza con cui abbiamo condiviso questo breve, intenso e lusinghiero periodo».

La delusione di Donata Di Meo: «Mancata coesione, non abbiamo responsabilità»

Sulla stessa linea d'onda, carica di amarezza istituzionale, l'assessora Donata Di Meo: «Sono profondamente delusa da questa situazione. È un progetto in cui abbiamo sempre creduto, facendo costante affidamento sulla persona e confermando sempre la nostra fiducia al sindaco Marco Galiano». L'avvocata tranese rivendica la correttezza del gruppo e declina ogni addebito per il corto circuito interno alla coalizione: «Purtroppo prendiamo atto di una mancata coesione e di una mancata unità di intenti rispetto alla quale non abbiamo alcuna responsabilità. Lo dico con certezza e senso di responsabilità. Ad oggi non ci rimane che prendere atto della realtà e veicolare la nostra posizione altrove».

L'analisi politica: maggioranza senza numeri e Galiano all'angolo

L'addio di Puglia Popolare non è una semplice scaramuccia di palazzo: è una bomba a frammentazione sulla stabilità del governo cittadino per tre solidi motivi
  1. La tenuta numerica in Consiglio:
Con il passaggio all'opposizione dei consiglieri di Puglia Popolare, la maggioranza uscita dalle urne perde pezzi determinanti. Qualora Marco Galiano dovesse formalizzare la revoca delle dimissioni prima della scadenza del 15 ottobre, si troverebbe di fatto a guidare un'amministrazione priva di una maggioranza autosufficiente, costretta a dipendere dai singoli voti d'aula o a tentare una spericolata navigazione a vista.
  1. Il fallimento del "campo largo":
Puglia Popolare rifiuta di fare da comprimaria a una maggioranza a trazione PD segnata da veti, tensioni sul dimensionamento scolastico e contese sulle municipalizzate. Le dichiarazioni di Laurora («da oggi siamo liberi di guardare altrove») certificano che il collante elettorale di giugno è andato in polvere dopo poco più di cento giorni.
  1. Verso nuovi scenari elettorali:
Svincolandosi anzitempo dall'abbraccio dem, il movimento di Laurora si colloca strategicamente al centro della scacchiera politica: libero da vincoli di giunta, all'opposizione in consiglio e pronto a costruire fin da subito l'alternativa in vista di un commissariamento o delle imminenti elezioni anticipate.
Palazzo di Città è a un punto di non ritorno: la "crisi d'autunno" non si chiude con la tregua, ma si apre al capitolo più incerto della storia politica recente di Trani. La domanda ora viene naturale cosa farà Marco Galiano?