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Carenza di risorse del Ministero della Giustizia

Resoconto del convegno sulla giustizia organizzato da CGIL Bari

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Resoconto del convegno sulla giustizia organizzato da CGIL Bari presso il carcere di Trani: "Il Convegno del 1° giugno, riguardante i problemi dell'Amministrazione della Giustizia ha evidenziato drammaticamente le problematiche esistenti nel settore:● la precarietà e l'inadeguatezza di molte sedi di uffici giudiziari sotto il profilo dell'igiene, salubrità e sicurezza del lavoro (presenza di barriere architettoniche, archivi fatiscenti sovraccarichi di fascicoli, assenza di climatizzazione nei periodi di elevate temperature estive).

● i tagli alle risorse economiche del Ministero della Giustizia si riversano in tutti i settori e hanno condotto l'Amministrazione sull'orlo del collasso. Ne è un'ennesima conferma l'appello lanciato dai dirigenti amministrativi De Benedictis e dello Russo (Corriere del Mezzogiorno dell'8 giugno u.s.) riguardo l'ultima riduzione dei fondi per l'acquisto della carta. I tagli alle risorse hanno penalizzato anche i contratti per la fornitura di servizi come quello della stenotipia, esponendo il personale di assistenza alle udienze a prestazioni gravose nella durata e nelle modalità, così come è avvenuto nel 2003 al Tribunale di Bari (da fine marzo a fine giugno e a metà ottobre) e nei primi mesi dello scorso anno sia al Tribunale di Bari che a quello di Trani. Quest'anno per tutto il distretto di Corte di Appello gli stanziamenti per le spese di ufficio hanno già subito una riduzione del 40% e il Tribunale di Trani ha visto calare, dal 2000 ad oggi, il proprio budget per queste spese del 65%. Per tutta risposta alle esigenze rappresentate dagli uffici giudiziari del distretto, il Ministero si èlimitato a raccomandarsi di "contenere al massimo la spesa relativa al servizio di verbalizzazione delle udienze penali". Anche nel settore della spesa informatica il Ministero ha ridotto drasticamente i fondi per l'approvvigionamento delle dotazioni hardware, spesso obsolete, ma anche per la manutenzione delle stesse, aumentando ulteriomente i carichi di lavoro dei dipendenti. La mancanza di investimenti adeguati nell'area trattamentale vanifica il recupero dell'utenza deviante che poggia solo sull'abnegazione degli esigui operatori del settore affiancati dalle associazioni di volontariato.

● la carenza degli organici, sia dei magistrati che del personale amministrativo, comporta aggravamenti insostenibili dei carichi di lavoro individuali. Inoltre, frequentemente, le piante organiche previste non risultano proporzionate alle necessità degli uffici ed andrebbero rivisitate modificando i criteri in relazione alle nuove competenze giurisdizionali (una per tutte la riforma del giudice unico). La diretta conseguenza è il decadimento della qualità dei servizi offerti all'utenza. L'eccessiva lunghezza dei processi e le sentenze tardive sono degenerazioni dovute a mancati investimenti a sostegno della Giustizia e rendono di fatto inesigibile il diritto dei cittadini ad avere una giustizia rapida, efficiente ed efficace. Inoltre, va ricordato che nel nostro paese la durata media dei processi è di 8 anni per quelli civili e di 5 anni per quelli penali. Sono pendenti nove milioni di provvedimenti. Ben 103 sentenze della Corte di Strasburgo hanno accertato la violazione del diritto fondamentale della durata ragionevole del processo. Nel nostro distretto si deve attendere ben 1057 giorni per una sentenza civile di Corte di Appello e addirittura 1130 giorni per quella di Tribunale, mentre negli Uffici del Giudice di Pace la media scende a 467 giorni. Ciò significa che in media un cittadino barese per una sentenza della Corte di Appello attende un tempo pari al 37% in più rispetto al dato nazionale, mentre per una sentenza di Tribunale attende il 30% in più e per una sentenza del Giudice di Pace ben il 50% in più. Nè si possono tralasciare i dati delle Sezioni Lavoro dove, oramai da diversi anni, il numero dei procedimenti cresce in misura esponenziale ogni anno al contrario del numero del personale amministrativo e dei magistrati in servizio i quali nel distretto hanno almeno 10 mila pendenze a testa e, pertanto, vengono meno tutti i principi di garanzia del lavoratore anche quando, dopo svariati anni, si ottiene una sentenza favorevole.

Per quanto esposto, ci sembra quanto mai opportuno ribadire che l'annoso dibattito intorno al tema della "cittadella della giustizia", pur positivamente accolto da questa O.S., in quanto teso a migliorare le condizioni in cui prestano la propria opera i dipendenti del Ministero, non deve essere letto come risolutivo del problema. Il Ministero necessita di strategie a lungo termine di ben piu' vasto respiro in tutti i settori: dal giudiziario all'amministrativo, dal penitenziale al minorile fino all'edilizia giudiziaria che la percorre trasversalmente tutta. Pertanto, questa O.S. chiede, a breve, l'attivazione di un tavolo di confronto con il coinvolgimento dalle Autorità in conoscenza, delle rappresentanze dei lavoratori e di tutti i soggetti interessati alle problematiche del Ministero della Giustizia. Invitiamo le Autorità in conoscenza a mettere in atto ogni utlie azione a sostegno della presente iniziativa per approdare a soluzioni condivise delle problematiche fin qui esposte.

La CGIL, inoltre, accogliendo le istanze degli operatori preannuncia, nel mese di luglio, una grande manifestazione pubblica, con il convolgimento di tutti gli addetti del settore, a sostegno delle problematiche degi operatori del Ministero della Giustizia.

Giuseppe Gesmundo
Segretario Provinciale CGIL FP Bari

Giuseppe Catucci
Segretario Generale CGIL FP Bari

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