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Addio verde, però…Forza Palme!

L'editoriale di Giovanni Ronco

Che una città a vocazione turistica dovesse avere delle aree attrezzate perché cittadini e forestieri possano usufruirne tutti i santi giorni e in tutti i momenti che vogliano respirare un po' d'aria pulita, potendo anche soggiornarvi per qualche ora o per una mezza giornata, mi sembra una condizione che non può prescindere da tutte le "Italia che vai", dai "Marcopolo", dai recuperi costieri più o meno veloci e dalle fuitine turistico - promozionali televisive di Sindaco dal perfetto italiano, assessori in perenne lotta con lo stesso italiano, Ferdinandi vari in libera uscita sui canali nazionali e Leoni Di Lernia a farla da padroni sui network radiofonici coi rutti e le pernacchie.

Il composito quadro promozionale fatto di alti e bassi, per una Trani d'esportazione "turistica" all'esterno, non può infrangersi contro il duro e nero scoglio della mancanza di verde pubblico attrezzato. Ci eravamo rallegrati per l'esperienza Dubronovik, che poi, per un motivo o per l'altro, ha finito per ridimensionarsi da sola, lasciando sulla terraferma a Trani molta gente che avrebbe dovuto essere invogliata in modo più esplicito e incisivo ad imbarcarsi. Comunque, al di là di queste idiosincrasie, non ultima la Cattedrale che va in restauro proprio con l'arrivo della bella stagione (ma qui l'Amministrazione non c'entra nulla, le scelte in tal senso sono della Diocesi e della sovrintendenza, al massimo) il rammarico più grande è stato quello di dover leggere, con l'arrivo della Pasquetta, il legittimo, giustissimo e sacrosanto avviso del Sindaco di non banchettare in villa e giardini vari, che cozza contro quella sbandierata e vuota etichetta della vocazione turistica, che non riesce a fornire uno straccio di area verde attrezzata per accogliere gente che voglia rinfrescarsi le chiappe, una volta distesa sull'erba, mangiando un panino in due e sorseggiando un chinotto fresco. Il verde sparisce a Trani.

Per farvi un'idea fatevi una passeggiata per Capirro, dove stanno sorgendo ville che ricordano moderne piccole cliniche private, senza verde intorno. Ci aspettiamo di vederci qualche camice bianco. Alberi spariti, nemmeno gli spazi per aiuole tra un fabbricato e l'altro, strade allargate come piccole tangenziali per unire un quartierino di ville all'altro. Non mi sono mai fatto illusioni che i Verdi potessero fare qualcosa per opporsi o fare proposte concrete ( qualche ingenuo pensa che votandoli possa ottenere qualche albero in più sotto casa) in tal senso. Ma un cenno di protesta, un appello, una raccolta di firme contro questi scempi bisognerà pur farli. E non mi si venga a dire che quella invasione di cemento valorizzi Capirrro, che gli mando un lazzo via internet. Gli spazi adibiti a ville, nelle vere zone turistiche, vengono costruiti con criterio e alternando verde e alberi, piste ciclabili, nel verde, con altri accessori urbani tipo fontanelle o slarghi con piccoli parchi. Non una scriteriata colata di cemento, canne fumarie, cancelli monumentali super pacchiani e bestialità varie. Che si torni a scuola di urbanistica e proporzione, oltre che di buon gusto, prima di oltraggiare la natura e la tradizione rurale della nostra città. Altro che scuse e chiacchiere sulla valorizzazione di quei luoghi.

E poi concludo con un urlo: "Forza palme!". Dedicato a quelle nuove sul Lungomare, in stile Miami. Se ce la fanno per Ferragosto Traniweb paga da bere a tutta l'Amministrazione. Fate di tutto: acqua, fertilizzanti, concime naturale, pompe volanti. Il freddo le ha abbacchiate è vero. Ma facciamo di tutto per non perderle. Scherzi a parte, sono bellissime e sono una di quelle scelte azzeccate dai nostri governanti attuali. Danno una splendida immagine al Lungomare. Almeno quelle, salviamole! Forza palme.
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