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L’ombra lunga della brace… dopo la padella

Dopo l’inceneritore, ora la combustione in cementeria…

Prima o poi doveva succedere: la questione – rifiuti sta per diventare, se non è già successo, il tema più scottante per le conseguenze e gli aspetti socio – economici della nostra città. Lo sfilacciarsi dei rapporti tra governi di opposte fazioni (centro – destra cittadino ; centro – sinistra locale ), genera frizioni, sgambetti e dispettucci, anche su tematiche di ampio respiro e di vitale importanza per i cittadini. Prima gli aspetti culturali : si rischiò di perdere importanti finanziamenti per i "Dialoghi" di Trani; poi quelli sanitari, di cui su questo giornale on – line si è ampiamente discusso; ora "l'inciampo" sul problema più scottante da qualche anno a questa parte per tante realtà, specialmente del Sud Italia (si veda cosa è successo in Campania, ad esempio. La montagna dei rifiuti si avvicina metaforicamente, pronta a travolgere i già tesi rapporti tra governo locale e regionale, pronta a portare tensione tra i cittadini e, stavolta, realmente, non solo teoricamente, si rischia d'intaccare il bene più prezioso : la salute pubblica. Tutto questo poiché, leggendo le parole del Sindaco sulla nuova ipotesi di smaltimento dei rifiuti, con la scelta da parte della Regione di una nuova ditta che brucerebbe gli stessi rifiuti nelle cementerie,sembra che si stia cadendo dalla padella nella brace.

Un po' tutti si sono mobilitati verso il termovalorizzatore ( il sottoscritto mosse più che altro critiche circa l'opportunità d'investire per Trani nel settore dei rifiuti, piuttosto che su quello turistico e culturale), ma ora rischiamo di trovarci in una posizione ancor più precaria. La diossina tenuta sotto controllo, ma comunque emessa dal termovalorizzatore durante la combustione dei rifiuti, ora non rischia di "schizzare", senza nemmeno un controllo specifico, nella bruciatura a go go che avverrà nella cementerai? Ad oggi nessuno ha smentito le parole del Sindaco, che dunque, da profani in materia, registriamo come attendibili. La questione dei rifiuti ( e dell'energia prodotta ) è un tema che prima o poi dovremo avere il coraggio di affrontare con chiarezza, programmazione e possibilmente rischi zero. Senza cadere dalla padella nella brace di scelte dall'alto che potrebbero penalizzare le comunità locali, tranesi o molfettesi che siano. Stavolta il Presidente Vendola dovrà risolvere velocemente e con pragmatismo la questione, se non vorrà fare un primo pesante autogol e se vorrà evitare disordini "campani". Stavolta, caro Vendola, meno filosofia e poesia e più attenzione alle scelte pragmatiche, che nella politica dei rifiuti, rischiano di fare molto male.

Il Sindaco Tarantini, non si è lasciato sfuggire la ghiotta occasione di segnalare le scelte del governo regionale, avendo l'opportunità di esaltare il termovalorizzatore, in una conferenza stampa tesa e caratterizzata da un assurdo battibecco con una collega che, inutilmente si accaniva nel ritornare sulla vecchia ipotesi, ormai quasi accantonata, del termovalorizzatore, "non voluto dai cittadini e non "accolto" da un regolare referendum". Ma se il nuovo problema era sul piatto e riguardava la nuova ipotesi della Regione, che c'azzeccava battere quel chiodo vecchio e chi glielo ha fatto fare al Sindaco nel rispondere con stizza e astio, con inutile cattivo sangue, fino ad augurare alla malcapitata, forse in trans "agonistico" dopo l'outing di Mieli pro centro – sinistra, di candidarsi alle elezioni, senza essere eletta? La politica obnubila un po' tutti, prima o poi. Un finale di conferenza stampa sbagliato per una tematica che richiederebbe molta calma e sangue freddo… E intanto i tranesi aspettano di che morte dovranno morire i loro "preziosi" rifiuti. Come si dice: la politica è sangue e merda. Stavolta la seconda ha un ruolo di primo piano.
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