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La nostra vera missione vigorosa

La nuova rubrica di traniweb firmata da Giovanni Ronco

Il Sindaco Giuseppe Tarantini ha sempre giustamente affermato, in linea con i suoi principi, che il Comune, inteso come Palazzo di Città, ossia come Amministrazione cittadina, non può mettersi a distribuire posti di lavoro, diventando una specie di succursale dell'Ufficio Collocamento.

Quando dico "in linea con i suoi principi", credo che a sua volta il primo cittadino si riferisca alla volontà di non rifarsi al malsano sistema in voga nella Prima Repubblica, targata Democrazia Cristiana – Partito Socialista + partiti affiliati (il famoso pentapartito), con variazioni a seconda delle località, basato su clientele e voto di scambio. Posti di lavoro in cambio di voti.

Il Sindaco Tarantini, al di là di quelle che sono state le sue scelte, sempre volte esplicitamente a favorire assegnazioni di cariche politiche in seno e in riferimento ai partiti e a personalità da questi ultimi segnalate (comunque sempre posti di lavoro sono gli assessorati e altre poltrone in consigli d'amministrazione legati alle municipalizzate), ha sempre preso le distanze da quel mondo democristiano – socialista da prima repubblica che faceva spesso e volentieri gli interessi della città, ma a prezzo di compromessi politici anche pesanti.

Oggi c'è chi sostiene che le cose in verità non siano cambiate molto. Lo si legge dal risentimento di tanti lettori che spesso si lamentano per scelte "discutibili" nell'assegnazione di cariche e incarichi. (E questo sia con le passate che con la presente Amministrazione). Perplessità che dovrebbero comunque essere accompagnate da prove e denunce esplicite alla magistratura, se vogliamo essere freddi, razionali ed obbiettivi fino in fondo.

Detto questo resta il nodo di un problema che resta gravissimo, rispetto a tutti gli altri. Negli "editoriali" e negli articoli della stampa locale e regionale si leggono spesso delle grandi menate (e qui concordo col parere di svariati nostri lettori) su problematiche esistenti, è vero, ma mai tanto drammatiche come la mancanza di lavoro in realtà pure vivaci del Sud Italia, come sembra essere a tratti la nostra Trani.

Ci si mena di sciabola e di fioretto per questioni in fondo superabili o sulla scelte della destra o della sinistra (che spesso, lo dico per esperienza di giornalista, mentre i supporters si scannano a vicenda, nei quartieri alti si mettono d'accordo sottobanco, con piccoli e grandi inciuci, alla faccia dei "duellanti" sudati e sanguinanti.)

Tutto questo, dicevo, mentre centinaia di laureati, in piena età "da assunzione" e con profili specializzati, restano a casa a guardare la tv o a dare una mano ai genitori a fare la spesa o ad arrangiarsi con lavoretti non certo riferibili al piano di studi seguito. Per non parlare dei disoccupati a rischio, nel senso di quelli che, anche non laureati, pur con l'ambizione di lavorare ma con ancora meno chance, costituiscono elementi di destabilizzazione sociale, per disperazione, una volta che potrebbero essere risucchiati dalla microcriminalità, da gesti isolati di ordinario degrado come furti e rapine.
Fino ad arrivare ai casi di fuga dei cervelli in altre zone d'Italia e dell'estero, col rischio che non ritornino e che "regalino" il loro talento ad altre realtà. Ecco perché fa bene il Sindaco a non promettere posti di lavoro "a la carte", ma sarebbe suo obbligo quello di creare le condizioni ambientali, sociali e culturali per far lavorare i tranesi, e sottolineo i tranesi, e non altri, favorendo la costituzione di enti legati allo svago o appunto alla cultura, che garantiscano posti di conseguenza, senza favoritismi politici.

La casa di casa di Giovanni Bovio, la biblioteca, i concorsi a Palazzo di città, magari rinunciando a qualche cantante di troppo, l'interessamento per un parco divertimenti, proposta mai presa in considerazione, perché apparentemente aleatoria e invece, portatrice di centinaia di posti ( parlo per aver visto di persona cosa è successo in località come Ravenna o sul Lago di Garda, dove ci si è mossi in tal senso ). Da tutte queste istituzioni ufficiali e non, si possono cominciare a mandare segnali concreti riguardo la volontà di risolvere il nostro vero grande problema, il lavoro, spesso a nero, altre volte inesistente, quasi sempre precario.

Un Sindaco forte si vede da queste decisioni forti e coraggiose. Non solo dalla mentalità anti – prima repubblica. O dai proclami contro la parte politica avversa, ritenuta a suo tempo incapace di muoversi con concretezza. Ora sei tu, Pinuccio, a governare e ti giochi tutto, in fatto di credibilità, coraggio e atti concreti. Non pensare agli altri e ad altro.
  • Pinuccio Tarantini
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