Monitor

Penopoli

L'editoriale di Giovanni Ronco

C'è un senso di amarezza nello scrivere questo numero di Monitor. Fra l'ultimo consiglio comunale e l'ultima indiscrezione sulla Biblioteca Comunale la pena che proviamo per questa città e le sue principali istituzioni è davvero grande. Dobbiamo ricavare che una notizia riguardante la nuova sede della biblioteca, è stata praticamente "insabbiata". Né organi di stampa, né politici (d'opposizione e non), né tanto meno il Palazzo (figuriamoci), hanno ritenuto opportuno informare la cittadinanza: da fonti certe e informate dei fatti, veniamo a sapere che, dopo le ultime torrenziali piogge, si sarebbero prodotti consistenti allagamenti negli ambienti della stessa biblioteca, con gravi danni a libri di elevato valore.

L'acqua, secondo quanto riferitoci dalle nostre fonti, avrebbe invaso gli scantinati della stessa biblioteca, dove erano stati posti i libri in attesa di sistemazione. Una scelta fatale, poiché, se fossero stati sistemati, anche provvisoriamente, ai piani superiori, si sarebbe evitato il "danno", che probabilmente, secondo ipotesi dei ben informati, per essere "riparato", dovrebbe assorbire, è il caso di dire, gran parte di quei famosi finanziamenti che erano stati erogati per la sistemazione definitiva. È vero, la biblioteca sarà pure sfortunata, ma lasciateci dire che "catastrofi" di questo genere ce le andiamo a cercare.

A proposito di pene…cittadine. Che dire dell'ultimo consiglio comunale sospeso per intemperanze e risse verbali. Un consigliere comunale ha improvvisato, riprendendo il ritmo della canzone "Nun te' regghe chiuù" del grande Rino Gaetano, uno stornello che recitava così nei confronti di un consigliere della parte avversa: "Lei... è... una... vergogna... per... questa... città..."; tre volte, quattro volte; Gaetano ritmava il ritornello con le parole del titolo della sua canzone. Tra richieste di vergognarsi a vicenda, dopo un lunghissimo tira e molla, non fermato prima dal Presidente Laurora, calava il sipario su un altro momento decisivo per la nostra città. Decisivo per farci fare sempre più pena.
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