Monitor

Più acqua minerale per tutti

L'editoriale di Giovanni Ronco

La notizia riguardante il sequestro della discarica di Trani è un brutto colpo. Era normale che seguisse a ruota la dichiarazione del primo cittadino sull'inopportunità di mantenere strutture del genere, in favore di un cambio col termovalorizzatore, cavallo di battaglia del suo governo, strumento sul quale sembra che l'amministrazione in carica abbia deciso di giocarsi tutte le carte giocabili, contro il parere di ambientalisti, un gruppo di tecnici e, sembra, una buona fetta della popolazione, quantunque poco informata su questi aspetti, diciamolo, per amor di obiettività. Ora però il problema più scottante è un altro. E purtroppo riguarda una delle ipotesi che proprio da queste pagine facemmo qualche settimana fa, a proposito dell'elevato numero, anzi della recrudescenza dei casi di neoplasie in città.

Il problema davvero pesante, stando a quanto dice la magistratura è il sopraggiunto inquinamento della falda acquifera. D'accordo, il presidente dell'Amiu smentisce il fatto che questo inquinamento deriverebbe dall'attività della discarica, ma il nodo da sciogliere per la cittadinanza è il seguente: come si fa a recuperare la purezza della falda acquifera?

Per l'occasione Monitor ha contattato un noto biologo tranese, specializzato nei rilevamenti per analisi dell'aria e dell'acqua e gli ha girato la domanda. La risposta è stata disarmante: "Una volta intaccata la falda acquifera, la situazione dell'equilibrio ambientale è compromessa ed è molto difficile evitare che l'inquinamento non intacchi l'intero ciclo biologico".

Insomma: perché non si è analizzata in precedenza la falda acquifera? Perché si è lasciato per anni "scoperta" questa importante componente dell'assetto territoriale e ambientale? E infine: perché non ipotizzare che l'inquinamento della falda sia dovuto non solo, secondo la tesi (poi smentita dalla dirigenza Amiu) dei giudici, alla discarica cittadina, posta sotto sequestro, ma anche alla presenza di cave abbandonate eventualmente utilizzate come discariche abusive, negli anni passati e/ o ultimamente?

Prima di passare al nuovo match tra partiti pro e contro il termovalorizzatore, vediamo di risolvere questo bel nodo della falda e di limitare i danni. Restiamo convinti, almeno come forma d'intuizione, senza purtroppo avere prove effettive, comunque ormai difficilmente rintracciabili, che in quelle famose cave abbandonate, ci siano molte chiavi riguardanti le ombre sulla salute e dell'ambiente tranese. Non vorremmo essere giunti al "si salvi chi può". Amici tranesi, datevi all'acqua minerale.
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