Monitor

Ricatto a progetto e distraction elettorali

L'editoriale di Giovanni Ronco

Indipendentemente da chi governerà (editoriale pubblicato alle 23.00 di lunedì 10), o non governerà nei prossimi cinque anni in Italia, la questione occupazionale resterà il nodo centrale da sciogliere; il punto più delicato dal quale ne passano altri infiniti. Abbiamo avuto modo di occuparcene in passato, anche se soltanto con considerazioni e dati di massima. La nostra regione, le nostre terre non sono esentate dagli innumerevoli casi di non occupazione o lavoro precario, spesso solo mascherato da contratti a progetto, ex co.co. co., se non addirittura dall'assenza totale di benché minimo contratto.

Sono in aumento, secondo dati della CGIL, i casi di persone, soprattutto giovani e donne, che a causa di una condizione lavorativa precaria sono privati dei loro diritti e vivono costantemente sotto ricatto.

Mentre scrivo ci si sta accapigliando sui centesimi che dividono il centro – sinistra da centro – destra… la campagna elettorale che ci siamo lasciati alle spalle, a meno che non si torni a votare e ci toccherà assistere ad altri tre mesi caratterizzati da questo "spettacolo", in verità ha parlato pochissimo di questioni legate a questo settore e alle fasce sociali più colpite dal fenomeno del lavoro precario. Sono stati più discussi i coglioni di Berlusconi; lo spot permanente sulla famiglia sostenuta da Casini (peccato che forse la sua prima moglie mollata per una seconda compagna non sia del tutto d'accordo; peccato che molti ambienti ecclesiastici "abbocchino" e sostengano lo stesso); è stato più discusso dall'esangue Fassino o dal finto furbetto Rutelli, il cuneo fiscale e tutto il solito repertorio, a cominciare da Tremonti e soci, sulle tasse da togliere e che alla prima futura ipotetica minaccia terroristica, si avrà la scusa per non smuovere. Amen.

Se Prodi perde o vince in modo risicato dovrà riflettere su questa "distraction" su questioni riguardanti il mondo del lavoro trattate con poca incisività. Da Berlusconi, in caso di qualsiasi tipo di vittoria aspettiamoci un ulteriore incremento di un settore professionale che lo stesso D'Alema definì "una risorsa per l'Italia": Mediaset. Almeno quello.
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