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Travolti da insoliti fermenti nella calda estate politica tranese

L'editoriale di Giovanni Ronco

Ci sembra che il calderone della politica tranese, quest'estate ribollisca più che in altri momenti. Da una parte un'opposizione locale che stava per scagliarsi contro la stessa "casa madre" del governo Vendola, a proposito della decisione di eliminare il reparto di Ematologia dall'ospedale di Trani.

Poi, ricondotti a più ragionevoli propositi (forse perché sarebbe stato incauto inimicarsi a cuor leggero Vendola, Tedesco & c., anche in vista di futuri movimenti), i partiti del centro – sinistra tranese hanno rinunciato al "sit – in" di "protesta" contro l'apparato governativo regionale. Ed hanno fatto bene, probabilmente perché, (non per difendere i capoccioni in Regione), ma già qualche mese fa nella rubrica Optional, spiegammo che la scelta di chiudere Ematologia, non proveniva tanto da una mossa politica, quanto, stavolta, da un' implicita esigenza interna dei responsabili del reparto, che dal loro punto di vista avevano individuato nel trasferimento della loro attività sanitaria da Trani a Barletta, una soluzione per una maggior efficacia e funzionalità del reparto stesso, dalla sfera dell'utenza a quella di un maggior apporto in fatto di risorse.

Voce, questa raccolta da elementi interni alla struttura sanitaria, quindi attendibile. Ora però, al di là della questione trattata, un motivo di soddisfazione per chi scrive giunge dal fatto che finalmente l'opposizione sta attuando quel movimento di "disturbo costruttivo", auspicato più volte da queste colonne e da Monitor in particolare. Il cosiddetto "blitz" negli uffici di Amet e Amiu, la proposta di alcune forze, tra cui l'UDEUR, come leggiamo in un recente comunicato, d'istituire una commissione di controllo permanente per il delicato capitolo sanitario, l'iniziativa del consigliere comunale Cuccovillo, di attivarsi per agevolare, tramite contatti in Regione, un finanziamento di trecento milioni di vecchie lire per ripristinare l'istituzione del Piano del Traffico a Trani, precedentemente bocciato, diciamo così…per motivi tecnici e procedurali. Tutti questi sono movimenti che vanno nella direzione da noi auspicata. Questa è un'opposizione che mette fieno in cascina per riproporsi come alternativa di governo domani, contro un centro – destra che rischia di presentarsi indebolito, come concordano alcuni nostri lettori, anche di destra, dalla rinuncia di Tarantini a ripresentarsi per l'eventuale secondo mandato. Per un'estate tranese che si annuncia in ogni caso vivace, al di là delle solite polemiche sui costi (ragazzi ma qualcosa bisogna pur fare, se no rischiamo lo squallido effetto da città deserta, a beneficio di quelle viciniori, che si è verificato qualche anno fa), c'è un primo cittadino, forse stufo e provato dalle varie inefficienze mostrate da collaboratori e alleati, dai tira e molla da vario "do ut des".

Egli ha comunque la responsabilità di non aver stroncato sul nascere quella manfrina con almeno una minaccia di dimissioni, in campagna elettorale evocate come strumento di trasparenza e surrogato di "olio di ricino" da far bere ad eventuali alleati bizzosi. Ma tant'è, questo è latte versato e ormai il Sindaco pensa di capitalizzare al massimo il consenso personale che conserva in ogni caso per la capacità di saper vendere bene il suo "involucro" di politico loquace e presentabile, dedicandosi a mire elettorali più ambiziose, come già anticipato su Monitor e mandando a fare in cuccia quei rompicoglioni di finti alleati che tra un po' ricominceranno a sbranarsi, magari in vista della scelta del suo successore. Chi è stato fedele al progetto e all'alleanza di governo dovrà cercare dal canto suo di raccogliere i frutti. Ma senza Pinuccio, molto probabilmente, e magari con qualche altro candidato con meno appeal.

Che magari non prometterà dimissioni in caso di mancanza di numeri e non girerà spot elettorali tra belle gnocche e pescatori (a proposito, vorrei andare a trovare quelli che si prestarono in quella reclame elettorale in cui dicevano:"Anch'io voto Pinuccio", all'indomani del blitz, questo vero, delle forze dell'ordine con arresto di pescivendoli ribelli e sequestro di reti). Bene così comunque: la vendita del pesce all'ossido di carbonio è finita finalmente, per davvero. Dicevamo concludendo: meno appeal, dunque, meno televendita poltica, ma un buon bagno d'umiltà ed un salutare ritorno all'opposizione, ottimo trampolino per una destra che ritorni a fare una politica organizzata e moderata. (Perché a Trani son quasi tutti moderati e premiano che li fa sentire tranquilli, li faccia venire bene in tv , si proclami contro i comunisti e non gli tocchi i verdoni in banca). Chi becca questo percorso, vince il monte con tutto il cucuzzaro, ma deve ritornare a fare un minimo di politica vera. Anche per la gioia di noi addetti ai lavori e per il bene dei tranesi ignari e…anche di quelli ignavi.
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