Polit...Ikea

La semplicità del bene

Scrive il giornalista Massimo Pillera

Caro Giovanni, mi ha fatto davvero piacere leggere il tuo "Chiaro e tondo" nel quale mi citavi. Devo dirti che sono particolarmente onorato del fatto che mi giudichi positivamente. Sono completamente d'accordo con te: c'è una Trani migliore. Anzi direi che c'è una Trani meravigliosa. Sono le piccole cose che fanno grandi le comunità civili. E' proprio cosi', hai ragione. Noi giornalisti abbiamo una responsabilità: il dovere della memoria e quello della verità. Certo abbiamo le nostre idee, ma questo non deve distoglierci dal dovere di raccontare a tutti i costi e senza compromessi quel che percepiamo dalla realtà. Siamo gli occhi dei nostri lettori, ed essi sono i nostri unici padroni. Credo che tu, con la tua rubrica pungente e puntuale assolva pienamente a questi doveri.

Vedi, io ho sempre pensato che la Politica, la governance di una città debba essere raccontata e giudicata valutando tre cose: 1) il fare; 2) cosa fare prima o dopo (le priorità in politichese); 3) il come sono fatte le cose… se bene o male. A questo poi aggiungo che chi governa ha il dovere di fare, e coloro che fanno opposizione hanno il dovere di vigilare, controllare e suggerire, preparandosi cosi' a governare dopo, in una logica democratica di alternanza. Detto questo, ti descrivo come racconterei oggi la nostra meravigliosa Trani a due bambini di 7 e 14 anni.

Li porterei i giro per la città, e spiegherei loro che in una città ci sono i buoni e ci sono i cattivi. I buoni fanno il loro dovere; fanno le cose, decidono cosa fare prima e come farle. E camminando per Trani gli farei vedere alcune cose: il porto senza auto, la Cattedrale senza auto, la chiesa di San Luigi e la bella piazza Mazzini, la biblioteca nuova, piazza Teatro, il lungomare, lo scoglio di Frisio, il lido Marechiaro, la spiaggia libera di Colonna, la passeggiata dal monastero a Colonna, il lungomare Mongelli, la seconda spiaggia rinata grazie a frangiflutti intelligenti. Poi continuando, gli mostrerei i sottopassi di Capirro e dei Cappuccini. E poi ancora li porterei in bici sulla pista ciclabile del lungomare, che credo sia una delle piu' belle d'Italia visto il panorama che possiede.

Direi a quello di 7 anni: vedi tu sei nato nel 2001, e tutto questo prima che tu nascessi non c'era o era "sgaruppato" o utilizzato come parcheggio o discarica; è un regalo che alcuni buoni hanno fatto a te ed a tutti i bambini come te di questa città. A quello piu' grande, nato nel '94 gli direi che altri buoni hanno reso cosi' meravigliosi questi posti, facendo alcune cose: hanno tolto una putrida distilleria Angelini, hanno impedito si facesse una colossale piattaforma di rifiuti speciali di tipo A in campagna, non hanno fatto fare un Ippodromo, e neanche' un Casino'. Hanno impedito che si facesse un Megaporto di cemento dalla Villa a Marechiaro (rendendo meraviglioso il lungomare cosi' com'é oggi); hanno bloccato una discarica speciale (Ecoerre) ed un inceneritore. Vedete, direi loro, ci sono buoni che fanno il loro dovere; e se lo fanno bene le città diventano meravigliose. Ognuno deve rispettare il suo tempo e fare sempre il suo dovere. Cosi' le cose funzionano e ci sono i regali per voi, per il vostro futuro. Ed allora, conoscendo la curiosità dei bambini, sono sicuro che mi chiederebbero: ma che storia è questa senza i cattivi…dai mettici un po' di cattivi. Bhé i cattivi sono quelli che quando hanno il dovere di fare, non fanno. Se non lo fanno perché non ne sono capaci, piu' che cattivi sono imbecilli, comunque distanti dalla categoria dei buoni. Se non lo fanno perché litigano tra di loro, sono cattivi e basta, perché litigano. Sono cattivi perché non vi lasciano nulla in regalo. Poi ci sono quelli che fanno le cose solo per se stessi a discapito degli altri, non regalano nulla anzi tolgono qualcosa a tutti…quelli sono cattivissimi.

Caro Giovanni, sarebbe bello, metterla su cosi', con la semplicità di una storiella raccontata a dei ragazzi, come farebbe un nonno ai suoi nipoti. Magari con l'aggiunta di un innocente gioco a mo' di esercizio scolastico: bene ora date dei nomi veri ai buoni, ai cattivi, agli imbecilli ed ai cattivissimi di questa storiella. Ma, a volte mi chiedo: la politica, la destra... la sinistra, maggioranza... minoranza... sono cose piu' complesse ?

Allora mi ricordo di un mio maestro di vita sociologo che mi diceva: quando le cose si definiscono complesse è perché si vuole nascondere la verità. Caro amico mio, se riusciremo a fare i giornalisti raccontando la realtà con la semplicità e l'amore che hanno i nonni con i loro nipoti, avremo fatto il nostro dovere. E se qualcuno, per questo un giorno, ci metterà fra i buoni…allora saremo felici. Massimo Pillera

P.S. Il libro di Ferrara curato da F. Pagano è bellissimo. Io l'avrei intitolato "éuze" per aumentare le vendite, ma sono sicuro che andrà comunque bene.
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