Toni², Tony al quadrato

Specchio delle mie brame

Era sempre più aggressivo...

Era sempre più aggressivo, spavaldo, fiero di sé. Aveva la certezza che chi gli si trovava di fronte fosse un fellone, un disonesto. Gli cominciarono a venire delle strane idee nella mente, aveva da poco letto certi racconti russi della metà dell'Ottocento e quelle suggestioni fosche, cimiteriali, fatali, del duello, gli erano piaciute.

Era scosso da questa tentazione, ma il comportamento di quel suo nemico lo riprovava. Era astuto, a suo dire; sapeva fare il doppio gioco; forse, chissà, voleva persin sottrargli la sua donna. Gli sembrava che avesse successo nella vita perché losco, infingardo, mellifluo. Voleva punire quel collega di lavoro che gli sembrava agisse alle sue spalle. Lo trovava ruffiano, civetta, spia, abile nell'intrigo, e sciolto nell'azione tattica. Non guadagnava più di lui, ma certo i favori di cui godeva in azienda eran superiori a quelli cui lui poteva aspirare. Quando la moglie l'andava a trovare gli sembrava che l'altro ringalluzzisse, e lei con lui. Andava a prendere il caffè e sentiva le risa del suo capo e quelle del collega, e mentre girava la linguetta di plastica nel bicchierino si diceva che era contento così, che non gliene fregava nulla di avere quel successo: ma la sensazione che si prendessero insieme beffe di lui cominciò a farsi largo sempre più.

Si iscrisse ad una scuola di scherma e in pochi mesi divenne un abile schermidore. Invitò il suo collega a fare altrettanto, con l'abile stratagemma di una provocazione. «Chissà se diventeresti bravo come me» gli disse ridendo un giorno. L'altro ci cascò, andò a prendere anch'egli lezioni di sciabola e fioretto, e in poco tempo anche lui divenne uno spadaccino niente male.

Un giorno stavano facendo esercizi di molleggiamento e assalto, ciascuno davanti a un grande specchio. Lo guardava con la coda dell'occhio, lo guardava - il suo collega, intendo - e sotto i baffi sorrideva: «Non è bravo come me», pensava. Era tardi, i lineamenti di quell'altro erano tesi, leggermente forzati, a conseguire una abilità certo meno autentica di quella del nostro uomo. Eran settimane ormai che la moglie gli sembrava strana, e sopportava sempre meno quel viso, quella sicurezza, quella scioltezza nel far delle battute, nel prendersi gioco degli altri.

«Ti sfido a duello», disse guardando l'altro attraverso il grande specchio attaccato alla parete della sala. Fu una frase secca, così secca e seria che l'altro non ebbe neanche il tempo di farsi due risate. Si fermò, lo guardò fisso, mentre il nostro, raddoppiate le energie, eseguiva con ferocia e grande bravure degli assalti a vuoto, verso le specchio. Si fermò, e riprese a fissare quel collega smarrito da tanta aggressività. «Ripeto – disse scandendo le parole – voglio vederti morto, e perciò ti sfido a duello. Non denunciarmi se sei un uomo, e se sei un uomo, accetta la mia sfida. Ti odio». L'altro voltò le spalle e se ne andò.

Il nostro uomo continuò a guardarlo sempre attraverso lo specchio, finché non vide le spalle del collega svanir dietro una porta. Gli urlò dove l'avrebbe aspettato. Ma quella mattina, invece di trovare lui, trovò, sotto quel platano dove pensava di ridare fiato al fantasma d'una vita antica, il gigantesco specchio della sala dove aveva imparato a usar la spada. E che davanti alla sua bocca spalancata disse «Non ti riferivi a me?».
    La macchina 9 novembre 2011 La macchina
    Telegrafi lontani 2 novembre 2011 Telegrafi lontani
    La smorfia della libertà 23 ottobre 2011 La smorfia della libertà
    Il fantaspazio inconcluso 15 ottobre 2011 Il fantaspazio inconcluso
    Il grande papero 8 ottobre 2011 Il grande papero
    Invisibili sorrisi 1 ottobre 2011 Invisibili sorrisi
    Dalla parte degli altri 24 settembre 2011 Dalla parte degli altri
    Capri espiatori 17 settembre 2011 Capri espiatori
    © 2001-2019 TraniViva è un portale gestito da InnovaNews srl. Partita iva 08059640725. Testata giornalistica telematica registrata presso il Tribunale di Trani. Tutti i diritti riservati.
    TraniViva funziona grazie ai messaggi pubblicitari che stai bloccandoPer mantenere questo sito gratuito ti chiediamo disattivare il tuo AdBlock. Grazie.