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Abitare un Continente ma non sentirsi a casa

E' difficile persino prendere un aereo, talvolta.

L'idea di un'Europa che esiste al di là dei contorni geografici di quelle carte plastificate e studiate in corrispondenza dell'ora di geografia, sempre cosi discussa, dibattuta, fritta, rifritta, proposta e analizzata, è più lontana di quanto crediamo. A parte che ciascun cittadino europeo tende, con un certo orgoglio, ad identificarsi con il proprio Stato d'origine. Si dice sono italiano, francese, spagnolo prima ancora di dire: sono europeo. Ed è anche importante che ciascuno di noi tenda a conservare quell'identità tipica (non vorremmo mai che gli spaghettì cucinati a Parigi fossero confusi con quelli della nostra trattoria italiana preferita. Qualcuno direbbe "Mai sia").

Pur abitandoci, l'Europa è cosi lontana. Diventa difficile persino prendere un aereo, talvolta. Se abiti a Bari, raggiungere Bruxelles diventa un'impresa: cambio a Roma o a Milano, attesa interminabile, costi aggiuntivi che vanno a pesare sulle spalle di quelli che, essendo giovani, dovrebbero avere il free pass per scorazzare da una parte all'altra del continente. Per non parlare dell'incomprensione linguistica.

Il multilinguismo di cui parla la Commissione è, a questo punto, un sogno. Addirittura Vicomte Étienne Davignon afferma che le nostre Pmi perdono il 20% del proprio fatturato perché non intrattengono corrette relazioni linguistiche con gli altri paesi del continente. Maneggiamo gli euro e non sappiamo perché, ci limitiamo a recitare la solita tiritera: l'euro ci ha rovinato!

Ma questa conoscenza dell'Europa esiste? Cosa succede a Bruxelles e a Strasburgo? Manca l'informazione, o meglio, manca l'interesse perché in Europa non ci sentiamo a casa. L'Europa è qualcosa che esiste, che sembra quasi esserci stata imposta, che sta lì e che noi tutti nominiamo in occasione dell'interrogazione di geografia. Eppure l'interesse e la curiosità dovrebbe partire dai piccoli.

Quante occasioni perdiamo, giornalmente, per mancanza di conoscenza? Fui, personalmente, stupita nell'apprendere che i giovani imprenditori europei avevano la possibilità di usufruire dell'Erasmus: un'occasione fantastica per chi avrebbe voluto "spiare" altri cittadini all'opera in altri paesi . Una chance in meno per chi non lo sapeva. Insomma, dovremmo drizzare un pò le antenne per renderci conto che l'Europa c'è e che, per sentirci tutti una grande famiglia dovremmo educarci ad esserlo.

Valentina Zitoli
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