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Basta un pizzico di cuore in più per far conoscere e amare la propria terra

di Valentina Zitoli

Ascoltare i salentini parlare del Salentu ti conquista e affascina: la terra mia, la definisce una mia amica quando su Facebook annuncia il ritorno a casa dalla base milanese.

È normale (soprattutto quando ti ritrovi a vivere lontano) manifestare un certo attaccamento alle proprie radici, ma l'elemento fondamentale di tutta questa storia è che i salentini portano il Salento nel cuore. Questo capita anche quando ti servono un pasticciotto: buono si, gustoso anche, ma i salentini arrivano a presentartelo come il dolce dei dolci. E cosi riescono inesorabilmente a caricarti di mille aspettative e ad invitarti nella terra del sole, del mare e del vento, perché è vero: quello è il Salento.

Ma ti sorprende come di fronte ad un flusso turistico strabordante il Salento sia ancora assolutamente impreparato: strade impraticabili e poco illuminate, passerelle buie, accesso al mare difficoltoso e un po' di sporcizia diffusa.

Non sono qui a scrivere un libello contro il Salento: sarebbe ingiusto e scortese. La mia riflessione nasce dal fatto che, spesso, basterebbe un pizzico di cuore nel presentare al mondo quello che si ha e nel far conoscere le proprie radici.

I salentini sono bravissimi in questo e forse avremmo qualcosa da imparare. Ma ci sono posti che parlano da soli e forse, forse non avrebbero bisogno delle nostre belle parole. Ma in fondo un po' di amor patrio non guasta mai.
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