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Donne con la D maiuscola e donne con la P maiuscola

Valentina Zitoli sulla festa dell'8 marzo

Mia sorella è nata l'8 marzo. Quando nacque, i miei compagni delle elementari, mi fecero credere che avrebbe sicuramente avuto braccia e gambe di mimosa. E io, prima ancora di andarla a vedere pensavo che, in fondo, fosse realmente cosi. Oggi, sorrido, perché i bambini sono tanto innocenti e creduloni. E, in occasione dell'8 marzo, mi chiedo che significato abbia quel fiore e questa giornata. Sarebbe inutile e forse scontato ricordare quali grandi donne abbiano fatto la nostra storia, chi si sia battuta per chi e per cosa. Perché noi tutti lo sappiamo. Piuttosto rifletterei sulle facce di una stessa medaglia: donne con la D e donne con la P maiuscola che popolano l'attuale Occidente.

Pensare che da una parte ci siano donne che combattono ogni giorno con il lavoro, le bollette da pagare, i figli da accudire, donne impegnate nel sociale, donne che fanno grandi cose in politica, ricche di riflessioni, idee e novità, donne che subiscono, purtroppo e ancora umiliazioni, donne che per far sentire la propria voce devono urlare, donne che scrivono libri e lanciano input, donne che lavorano in Africa negli ospedali, e senza andare troppo lontano, donne che lavorano nei nostri ospedali e si battono per una sanità migliore e si potrebbe continuare all'infinito perché di esempi positivi, per fortuna, ce ne sono tanti.

E poi l'altra faccia della medaglia. Donne che ballano in perizoma sul bancone di Striscia (che oggi per alcune sembra essere un punto di arrivo), donne che si vendono alla migliore trasmissione per raccontare i segreti dei nostri politici, donne che spuntano come funghi a dire la loro senza nemmeno sapere cosa dicono e che, sinceramente, fanno diventare il gentil sesso, sesso scandaloso.

Oggi, forse, sarebbe bene mettere da parte queste tristi parentesi femminili per ricordarci che essere donna ci rende orgogliose anche se, talvolta, dobbiamo alzare la voce per ricordare a qualcuno che noi tutti abbiamo gli stessi diritti e che, in fondo, la mimosa ben ci rappresenta: per la perfezione e la geometria, per la luminosità e la radiosità e per la propensione verso l'alto, perché le mimose si sviluppano in altezza,e le donne aspirano sempre al massimo anche se devono indossare un tacco dodici o camminare in punta di piedi. E' scomodo, si sa, ma questo è il bello di essere donna.

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