118 in Puglia, i medici di famiglia contro la nuova delibera: «Decisioni prese senza confronto»
La Fimmg contesta il provvedimento della Regione: «Concordata solo la parte economica»
mercoledì 30 settembre 2026
9.42
La nuova organizzazione del servizio di Emergenza Sanitaria Territoriale 118 in Puglia fa discutere. La Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg) prende posizione sulla delibera recentemente approvata dalla Giunta regionale, contestandone diversi aspetti e sostenendo che il confronto con le organizzazioni sindacali non abbia riguardato l'intero contenuto del provvedimento.
La delibera prevede uno stanziamento di 24 milioni di euro destinato ai medici e al personale impegnato nei pronto soccorso pugliesi. Secondo la Fimmg, tuttavia, l'unico aspetto realmente condiviso sarebbe stato quello economico, mentre le altre disposizioni sarebbero state introdotte senza un confronto preventivo.
Tra i punti contestati c'è innanzitutto la modalità di assegnazione dei medici alle postazioni del 118. La normativa nazionale prevede l'attribuzione dell'incarico per singola postazione, mentre la delibera regionale lega l'efficacia della nuova organizzazione alla definizione di aree o macro-aree da parte delle Asl. Per la Federazione si tratterebbe quindi di un meccanismo differente rispetto a quello stabilito dall'Accordo collettivo nazionale.
Dubbi vengono sollevati anche sulla gestione dei turni. Il provvedimento affida ai direttori delle Centrali operative il compito di organizzare la turnistica e le attività di coordinamento, una modalità che, secondo la Fimmg, sarebbe già contemplata dall'Accordo integrativo regionale sul 118 del 2010.
Un altro tema riguarda le ferie. La delibera richiama infatti il rispetto dei 21 giorni previsti dall'Accordo collettivo nazionale, mentre la Fimmg evidenzia che l'attuale disciplina deriva dalla somma dei 21 giorni dell'Acn e dei cinque giorni previsti dall'Air, per un totale di 26 giorni.
Infine, la Federazione segnala l'assenza, nel nuovo provvedimento, di riferimenti alle cosiddette zone disagiatissime, presenti nei precedenti Accordi integrativi regionali, ad eccezione dell'ultimo. Secondo la Fimmg, la delibera prevederebbe inoltre la cessazione delle indennità accessorie regionali o aziendali.
Una presa di posizione che riapre dunque il confronto sull'organizzazione del 118 in Puglia e sulle modalità con cui dovranno essere applicate le nuove disposizioni regionali.
La delibera prevede uno stanziamento di 24 milioni di euro destinato ai medici e al personale impegnato nei pronto soccorso pugliesi. Secondo la Fimmg, tuttavia, l'unico aspetto realmente condiviso sarebbe stato quello economico, mentre le altre disposizioni sarebbero state introdotte senza un confronto preventivo.
Tra i punti contestati c'è innanzitutto la modalità di assegnazione dei medici alle postazioni del 118. La normativa nazionale prevede l'attribuzione dell'incarico per singola postazione, mentre la delibera regionale lega l'efficacia della nuova organizzazione alla definizione di aree o macro-aree da parte delle Asl. Per la Federazione si tratterebbe quindi di un meccanismo differente rispetto a quello stabilito dall'Accordo collettivo nazionale.
Dubbi vengono sollevati anche sulla gestione dei turni. Il provvedimento affida ai direttori delle Centrali operative il compito di organizzare la turnistica e le attività di coordinamento, una modalità che, secondo la Fimmg, sarebbe già contemplata dall'Accordo integrativo regionale sul 118 del 2010.
Un altro tema riguarda le ferie. La delibera richiama infatti il rispetto dei 21 giorni previsti dall'Accordo collettivo nazionale, mentre la Fimmg evidenzia che l'attuale disciplina deriva dalla somma dei 21 giorni dell'Acn e dei cinque giorni previsti dall'Air, per un totale di 26 giorni.
Infine, la Federazione segnala l'assenza, nel nuovo provvedimento, di riferimenti alle cosiddette zone disagiatissime, presenti nei precedenti Accordi integrativi regionali, ad eccezione dell'ultimo. Secondo la Fimmg, la delibera prevederebbe inoltre la cessazione delle indennità accessorie regionali o aziendali.
Una presa di posizione che riapre dunque il confronto sull'organizzazione del 118 in Puglia e sulle modalità con cui dovranno essere applicate le nuove disposizioni regionali.