A Trani la cultura va al mare: il Polo Museale protagonista a Lido Colonna con “Lettere dalla Spiaggia”
Le storiche Olivetti della Fondazione S.E.C.A. escono dal museo per incontrare i bagnanti, riscoprendo la bellezza del pensiero lento e della scrittura su carta.
domenica 9 agosto 2026
06.50
Questa mattina il Lido Colonna si è trasformato in un'insolita sala di scrittura a cielo aperto per il secondo appuntamento di "Lettere dalla spiaggia", il laboratorio gratuito inserito nelle attività estive del progetto "Fuori Museo" della Fondazione S.E.C.A. di Trani. A fare da protagoniste, ancora una volta, le storiche macchine per scrivere della collezione della Fondazione: le iconiche Olivetti Lettera 32, portate fuori dagli spazi museali per incontrare il pubblico là dove trascorre le proprie giornate estive. Un'idea semplice, ma capace di creare immediatamente curiosità e di mettere in dialogo generazioni diverse.
Dall'ispirazione di Hemingway all'incontro con la comunità. L'intuizione nasce da un'immagine diventata quasi simbolica: Ernest Hemingway seduto in spiaggia accanto alla sua macchina per scrivere Hermes. Una fotografia che ha suggerito al direttore del Polo Museale Diocesano, dott. Graziano Urbano, e al cavaliere Natale Pagano, fondatore della Fondazione S.E.C.A., una domanda intuitiva: perché non portare le macchine per scrivere fuori dal museo e lasciarle incontrare il mare? Da qui è nata un'esperienza che negli anni ha continuato a rinnovarsi. Già nelle prime edizioni, "Lettere dalla spiaggia" aveva mostrato quanto un oggetto apparentemente appartenente al passato potesse diventare sorprendentemente contemporaneo, soprattutto agli occhi dei più giovani. E questa mattina, a Lido Colonna, la storia si è ripetuta.
Attorno ai tavoli si sono incontrati nostalgici, curiosi, adulti e bambini:. Per gli adulti e gli anziani la macchina per scrivere è stata una compagna di lavoro o un prezioso ricordo di famiglia. Sono riaffiorati così piccoli racconti personali, come quello di un contabile ormai in pensione che per anni l'ha utilizzata professionalmente, o quello di un'insegnante che la usava per passione, scrivendo racconti nel tempo libero fino a lasciarla in eredità alla nipote. Per i bambini: la Lettera 32 si è rivelata quasi un oggetto misterioso. Una tastiera che non corregge automaticamente, non suggerisce le parole e non permette di cancellare con un semplice tocco. Ogni tasto va premuto, ogni carattere conquista fisicamente il foglio. E alla fine rimane qualcosa di concreto: una pagina da prendere in mano, rileggere e conservare.
Un'esperienza di "intelligenza naturale" contro la frenesia digitale . È forse proprio questo l'aspetto più interessante dell'iniziativa. In un tempo dominato dagli schermi, dalla rapidità della comunicazione e dall'intelligenza artificiale, davanti a una macchina per scrivere torna protagonista una capacità molto più antica: quella di fermarsi a pensare. Qui non ci sono algoritmi a suggerire cosa scrivere, non c'è una risposta già pronta e non c'è un correttore automatico. Alla domanda dei bambini su cosa dovessero scrivere, la risposta degli organizzatori è stata semplicissima: «Quello che vuoi». Ed è proprio in quel vuoto creativo che il pensiero riprende forma. La macchina per scrivere impone un ritmo diverso: lo scegliere con cura le parole prima di imprimere i tasti, l ascoltare il ritmico ticchettio dei martelletti ed il veder comparire lentamente le lettere sulla carta, trasformando l'idea in materia.
La magia del mare e la voglia di raccontare . Il rumore meccanico della battitura si è mescolato così a quello delle onde, al vento e al calore del sole di agosto. La spiaggia è diventata un laboratorio creativo dinamico, dimostrando come il museo possa uscire dai suoi confini fisici e raggiungere le persone nella quotidianità delle loro vacanze. Lontanissimi dalla velocità dell'intelligenza artificiale, a Lido Colonna è tornata protagonista una forma di intelligenza antica, lenta e imprevedibile: quella che nasce quando una persona si siede davanti a un foglio bianco e comincia semplicemente a scrivere una lettera, una poesia, un ricordo o una frase d'amore. Perché davanti al mare di Trani, con una Olivetti Lettera 32 e il tempo a disposizione, la vera domanda non è più cosa dobbiamo scrivere, ma cosa abbiamo ancora voglia di raccontare.
Dall'ispirazione di Hemingway all'incontro con la comunità. L'intuizione nasce da un'immagine diventata quasi simbolica: Ernest Hemingway seduto in spiaggia accanto alla sua macchina per scrivere Hermes. Una fotografia che ha suggerito al direttore del Polo Museale Diocesano, dott. Graziano Urbano, e al cavaliere Natale Pagano, fondatore della Fondazione S.E.C.A., una domanda intuitiva: perché non portare le macchine per scrivere fuori dal museo e lasciarle incontrare il mare? Da qui è nata un'esperienza che negli anni ha continuato a rinnovarsi. Già nelle prime edizioni, "Lettere dalla spiaggia" aveva mostrato quanto un oggetto apparentemente appartenente al passato potesse diventare sorprendentemente contemporaneo, soprattutto agli occhi dei più giovani. E questa mattina, a Lido Colonna, la storia si è ripetuta.
Attorno ai tavoli si sono incontrati nostalgici, curiosi, adulti e bambini:. Per gli adulti e gli anziani la macchina per scrivere è stata una compagna di lavoro o un prezioso ricordo di famiglia. Sono riaffiorati così piccoli racconti personali, come quello di un contabile ormai in pensione che per anni l'ha utilizzata professionalmente, o quello di un'insegnante che la usava per passione, scrivendo racconti nel tempo libero fino a lasciarla in eredità alla nipote. Per i bambini: la Lettera 32 si è rivelata quasi un oggetto misterioso. Una tastiera che non corregge automaticamente, non suggerisce le parole e non permette di cancellare con un semplice tocco. Ogni tasto va premuto, ogni carattere conquista fisicamente il foglio. E alla fine rimane qualcosa di concreto: una pagina da prendere in mano, rileggere e conservare.
Un'esperienza di "intelligenza naturale" contro la frenesia digitale . È forse proprio questo l'aspetto più interessante dell'iniziativa. In un tempo dominato dagli schermi, dalla rapidità della comunicazione e dall'intelligenza artificiale, davanti a una macchina per scrivere torna protagonista una capacità molto più antica: quella di fermarsi a pensare. Qui non ci sono algoritmi a suggerire cosa scrivere, non c'è una risposta già pronta e non c'è un correttore automatico. Alla domanda dei bambini su cosa dovessero scrivere, la risposta degli organizzatori è stata semplicissima: «Quello che vuoi». Ed è proprio in quel vuoto creativo che il pensiero riprende forma. La macchina per scrivere impone un ritmo diverso: lo scegliere con cura le parole prima di imprimere i tasti, l ascoltare il ritmico ticchettio dei martelletti ed il veder comparire lentamente le lettere sulla carta, trasformando l'idea in materia.
La magia del mare e la voglia di raccontare . Il rumore meccanico della battitura si è mescolato così a quello delle onde, al vento e al calore del sole di agosto. La spiaggia è diventata un laboratorio creativo dinamico, dimostrando come il museo possa uscire dai suoi confini fisici e raggiungere le persone nella quotidianità delle loro vacanze. Lontanissimi dalla velocità dell'intelligenza artificiale, a Lido Colonna è tornata protagonista una forma di intelligenza antica, lenta e imprevedibile: quella che nasce quando una persona si siede davanti a un foglio bianco e comincia semplicemente a scrivere una lettera, una poesia, un ricordo o una frase d'amore. Perché davanti al mare di Trani, con una Olivetti Lettera 32 e il tempo a disposizione, la vera domanda non è più cosa dobbiamo scrivere, ma cosa abbiamo ancora voglia di raccontare.