Battiti Live a Trani, il centrodestra all'attacco: «Pianificazione insufficiente e troppe incognite»

La coalizione composta da Fratelli d'Italia, Forza Italia e Trani Libera solleva dubbi su sicurezza sanitaria, impatto acustico, gestione della viabilità e utilizzo degli spazi Amet

lunedì 22 giugno 2026 9.57
Abbiamo ribadito più volte in questi giorni che un evento di portata nazionale come Battiti Live rappresenta una vetrina straordinaria per Trani. Nessuno vuole fare il "partito del No". Tuttavia, l'entusiasmo non può e non deve trasformarsi in un paravento per nascondere l'approssimazione amministrativa, il mancato rispetto delle leggi e, peggio ancora, la totale assenza di empatia verso i cittadini più fragili e verso la sicurezza dei servizi essenziali della nostra città.
Dopo aver sollevato la delicata questione della sicurezza sanitaria — ricordando che Trani non dispone di un pronto soccorso tradizionale e che un afflusso di decine di migliaia di persone richiede un potenziamento straordinario di ambulanze medicalizzate di tipo "Mike" — ci troviamo costretti a registrare nuove, gravissime falle che confermano un unico, amaro dato: questa amministrazione naviga a vista.
Il diritto alla salute negato: l'impatto acustico sui fragili.
Nelle ultime ore, autorevoli esperti del settore, hanno sollevato un problema di natura legale e profondamente umana che non può rimanere inascoltato. Parliamo dell'impatto acustico devastante su chi abita a ridosso del porto e di piazza Quercia, e in particolare su chi, costretto a letto dalla malattia o dall'età, non può "fuggire" dalla propria casa per intere serate di bombardamento sonoro.
La Legge Regionale 3/2002 parla chiaro. Le deroghe per le emissioni acustiche nei grandi eventi all'aperto non sono concessioni automatiche: richiedono tassativamente il parere preventivo della AUSL, pensato proprio per tutelare i "ricettori sensibili" e la salute pubblica. Chiediamo pubblicamente al Comune di Trani: sono state effettuate tutte le verifiche? È stato acquisito questo parere? O si è proceduto ignorando deliberatamente la normativa regionale e la salute dei tranesi più vulnerabili?
Il paradosso AMET: si sfrattano i mezzi di emergenza per le riserve d'acqua.
Se sul fronte dell'inquinamento acustico siamo davanti a una potenziale violazione di legge, sul fronte logistico siamo al teatro dell'assurdo. Apprendiamo che la (dis)amministrazione comunale avrebbe chiesto ad AMET l'utilizzo del cortile aziendale — attualmente occupato dai mezzi operativi (autogru, furgoni per le misurazioni, Panda di servizio) — per posizionarvi le riserve d'acqua destinate all'evento.
Ci chiediamo se questi "geni" della logistica si rendano conto di cosa significano quei mezzi per Trani. Con quelle vetture e quelle attrezzature, i tecnici AMET garantiscono h24 la continuità di esercizio della rete elettrica cittadina. Sfrattarli o limitarne la mobilità proprio nei giorni di massimo stress per la rete (causato dal caldo torrido e dai consumi mastodontici delle strutture del concerto) significa esporre la città al rischio di blackout prolungati, senza possibilità di intervento immediato. Davvero non esisteva un'altra location in tutta Trani per allocare delle cisterne d'acqua?
Viabilità e parcheggi: la solita gestione emergenziale.
Anche sul fronte della mobilità, i dubbi superano di gran lunga le certezze. Una corretta applicazione della Circolare Gabrielli imporrebbe un piano viabile rigidissimo: parcheggi di scambio periferici efficienti (es. zona via Barletta o Boccadoro, aree che da tempo proponiamo come poli stabili per i grandi eventi), navette AMET continue e, soprattutto, corridoi d'emergenza blindati per i mezzi di soccorso. Al momento, quello che i cittadini vedono è il solito schema: vie di fuga congestionate, segnaletica carente e il rischio concreto che il centro storico si trasformi in una trappola d'auto.
Un appello alla responsabilità.
Amministrare una città significa saper coniugare lo spettacolo con la vivibilità. Non si gestisce un evento da decine di migliaia di persone con i metodi di una festa di quartiere. Torniamo a chiedere con forza trasparenza e responsabilità:
1. Trasparenza sui piani di sicurezza e sanitari, con il potenziamento dei mezzi di soccorso sul campo.
2. Rispetto dei limiti acustici e tutele reali per i malati e i residenti.
3. Salvaguardia dell'operatività di AMET, senza mettere i bastoni tra le ruote a chi deve garantire la luce e i servizi nelle case dei tranesi.
Battiti Live sia una festa per tutti, non un incubo logistico e sanitario per la città.