Crisi al Comune Di Trani, Andrea Ferri (Fdi): «Nessun motivo per esultare, la Città rischia la paralisi. serve governabilità»

Il fatto politico deve preoccuparci, perché arrivano a poco più di tre mesi dall’insediamento della nuova amministrazione e aprono una fase di forte incertezza per la città

venerdì 25 settembre 2026 20.21
A cura di LA REDAZIONE
La notizia delle dimissioni rassegnate dal sindaco Marco Galiano suscita una rapida e profonda eco anche a livello istituzionale regionale. Sulla crisi politica che ha colpito Palazzo di Città interviene Andrea Ferri, consigliere regionale di Fratelli d'Italia, con una riflessione che invita tutte le forze politiche alla serietà e all'analisi del momento, rifuggendo facili entusiasmi di bandiera. Ferri accende i riflettori sulla fragilità dimostrata dalla coalizione di governo a poco più di cento giorni dall'esito elettorale: la mancata sintesi amministrativa e il riproporsi di tensioni interne, evidenzia l'esponente di FdI, rischiano di condannare Trani a una prolungata fase di stallo. Un'incertezza che peserebbe direttamente sui cittadini, allontanando opportunità di investimento, bloccando la realizzazione di opere pubbliche e impedendo la risoluzione dei nodi strutturali del territorio.
"Le dimissioni del sindaco di Trani non sono un motivo per esultare. Sono, al contrario, un fatto politico che deve preoccuparci, perché arrivano a poco più di tre mesi dall'insediamento della nuova amministrazione e aprono una fase di forte incertezza per la città. Al di là di quello che accadrà nelle prossime ore e nei prossimi venti giorni, come previsto dalla legge, il dato politico resta e non può essere ignorato. Se il sindaco arriva a rassegnare le proprie dimissioni in un momento in cui la maggioranza di governo è attraversata da profonde difficoltà e da posizioni differenti su questioni importanti per la città, significa che oggi quella maggioranza non sembra essere riuscita a trovare quella sintesi politica necessaria per governare. Non entro nelle dinamiche personali o nelle singole vicende che hanno portato il sindaco a questa scelta. Non è questo il punto. A me interessa il dato politico e, soprattutto, ciò che questa situazione significa per Trani. La nostra città ha bisogno di un'amministrazione che abbia la forza e la stabilità necessarie per programmare i prossimi cinque anni, immaginare il futuro, intercettare finanziamenti, realizzare opere e affrontare concretamente i tanti problemi che abbiamo davanti. Non possiamo permetterci che il tempo e le energie dell'amministrazione vengano assorbiti dalle contrapposizioni interne, dagli equilibri politici e dai continui tentativi di ricomporre una maggioranza. E non posso non sottolineare un altro elemento: a distanza di pochi mesi dalle elezioni, Trani rischia di ritrovarsi nuovamente dentro una fase di paralisi politica. Nel frattempo, i problemi della città restano tutti sul tavolo. Non vediamo ancora quel cambio di passo che i cittadini si aspettavano: nessun problema strutturale è stato realmente risolto e nessun grande percorso di cambiamento ha ancora prodotto risultati concreti. La domanda, quindi, non riguarda soltanto ciò che accadrà nei prossimi venti giorni. La domanda riguarda la capacità di questa maggioranza di affrontare i prossimi cinque anni con la necessaria stabilità e con una visione condivisa. In una situazione di instabilità politica chi rischia di pagare il prezzo più alto sono i tranesi. Perché una città ha bisogno di certezze per programmare, per attrarre investimenti, per costruire opportunità e per dare risposte ai cittadini. È difficile immaginare una prospettiva di sviluppo se chi è chiamato ad amministrare è costantemente impegnato a ricomporre fratture interne. Trani non ha bisogno di una politica litigiosa. Ha bisogno di una politica capace di governare il territorio con serietà, affidabilità e continuità. È questo che oggi deve tornare al centro del dibattito: non le dinamiche dei partiti o gli equilibri personali, ma l'interesse della città e la capacità concreta di amministrarla."
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