Dacia Maraini | Presentazione del libro "Anche i cani a volte volano" ai Dialoghi di Trani
“Dalla parte degli animali per riscoprire l'umanità"
venerdì 18 settembre 2026
16.22
Venerdì 18 settembre, ai Dialoghi di Trani, Dacia Maraini ha conquistato il pubblico. In dialogo con il giornalista Mimmo Mazza, l'autrice ha presentato il suo libro Anche i cani a volte volano, dando vita a un'intensa riflessione sul rapporto tra uomo e animali, sulla caccia, sull'etica e sulle radici della violenza che attraversa la società contemporanea.
Il punto di partenza dell'intervento è stato un forte richiamo contro l'idea di possesso nei confronti dei nostri compagni a quattro zampe. Troppo spesso l'essere umano cerca di dominare o di plasmare chi ha accanto, mentre gli animali offrono una lezione diametralmente opposta. «Gli animali sanno dare tutto senza chiedere nulla in cambio,» ha sottolineato la scrittrice. «Non pretendono che tu cambi, non ti chiedono nulla se non cura e rispetto. Questo è un amore di una purezza straordinaria, da cui dovremmo solo imparare.»
A sostegno di questa visione, Dacia Maraini ha condiviso frammenti della propria vita, ricordando di aver sempre accolto cani malati o abbandonati. Successivamente spostando l'attenzione sul tema della caccia, l'analisi si è fatta severa. Se alle origini della storia umana la caccia rispondeva a una necessità primaria di sopravvivenza ed era affrontata ad armi pari, oggi ha perso qualsiasi giustificazione. «Un tempo si cacciava per mangiare e lo si faceva rischiando la vita con strumenti semplici come l'arco e le frecce. Oggi non ha più alcun senso,» ha riflettuto l'autrice. «Con i fucili di precisione e la tecnologia avanzata non c'è più alcuna "sfida naturale", è diventata una violenza gratuita.»
La scrittrice ha espresso forte perplessità sul fatto che, nonostante la grande maggioranza degli italiani sia contraria alla caccia, la legislazione continui a concedere privilegi anacronistici ai cacciatori, come la possibilità di introdursi nelle proprietà private.
Un passaggio centrale del discorso è stato dedicato all'etica e alla figura di San Francesco. Pur prescindendo dal sentimento religioso individuale, l'autrice ha ricordato come la nostra cultura sia profondamente intrisa di ideali cristiani come l'amore e ilrifiuto dell'indifferenza verso chi soffre. Il dialogo si è poi spostato sul tema della violenza umana evidenziando come a differenza degli animali che reagiscono con forza solo per paura o per difendere la propria prole, l'essere umano ha sviluppato una complessità mentale che talvolta sfocia in un'aggressività cieca e inspiegabile.
Quando l'altro smette di essere considerato un individuo e diventa "il nemico" nasce una guerra. Ha affermato la Maraini: «Se impariamo a vedere la persona nella sua umanità e nei suoi dettagli, diventa difficilissimo uccidere. La violenza e le bombe prosperano quando l'altro non esiste più come essere umano.» In questo contesto, la letteratura svolge un ruolo civile insostituibile: leggere insegna ad abitare le storie altrui, a capire abitudini diverse e a costruire ponti invece di alzare muri.
L'autrice ha anche espresso una ferma condanna nei confronti dello sfruttamento degli animali nei circhi. Se un tempo il circo rappresentava l'unico modo per conoscere le specie esotiche, oggi la tecnologia e i documentari naturalistici permettono di osservare la vita selvaggia nel suo habitat reale con un rispetto immenso. Ricordando la sofferenza di un elefante visto incatenato dietro le quinte di un tendone, Dacia Maraini ha concluso con un auspicabile cambio di rotta: «Gli animali selvatici devono vivere nei loro ambienti naturali o nelle riserve protette. Il circo deve rimanere un luogo di meraviglia affidato esclusivamente all'arte degli esseri umani come trapezisti, acrobati e ballerini, capaci di regalare bellezza senza privare nessuno della propria libertà.»
In conclusione, l'incontro della scrittrice dei Dialoghi di Trani ha lasciato un messaggio chiaro e urgente: imparare a costruire un rapporto di cura, rispetto e tenerezza nei confronti degli animali è un esercizio fondamentale che ci rende esseri umani migliori.
Il punto di partenza dell'intervento è stato un forte richiamo contro l'idea di possesso nei confronti dei nostri compagni a quattro zampe. Troppo spesso l'essere umano cerca di dominare o di plasmare chi ha accanto, mentre gli animali offrono una lezione diametralmente opposta. «Gli animali sanno dare tutto senza chiedere nulla in cambio,» ha sottolineato la scrittrice. «Non pretendono che tu cambi, non ti chiedono nulla se non cura e rispetto. Questo è un amore di una purezza straordinaria, da cui dovremmo solo imparare.»
A sostegno di questa visione, Dacia Maraini ha condiviso frammenti della propria vita, ricordando di aver sempre accolto cani malati o abbandonati. Successivamente spostando l'attenzione sul tema della caccia, l'analisi si è fatta severa. Se alle origini della storia umana la caccia rispondeva a una necessità primaria di sopravvivenza ed era affrontata ad armi pari, oggi ha perso qualsiasi giustificazione. «Un tempo si cacciava per mangiare e lo si faceva rischiando la vita con strumenti semplici come l'arco e le frecce. Oggi non ha più alcun senso,» ha riflettuto l'autrice. «Con i fucili di precisione e la tecnologia avanzata non c'è più alcuna "sfida naturale", è diventata una violenza gratuita.»
La scrittrice ha espresso forte perplessità sul fatto che, nonostante la grande maggioranza degli italiani sia contraria alla caccia, la legislazione continui a concedere privilegi anacronistici ai cacciatori, come la possibilità di introdursi nelle proprietà private.
Un passaggio centrale del discorso è stato dedicato all'etica e alla figura di San Francesco. Pur prescindendo dal sentimento religioso individuale, l'autrice ha ricordato come la nostra cultura sia profondamente intrisa di ideali cristiani come l'amore e ilrifiuto dell'indifferenza verso chi soffre. Il dialogo si è poi spostato sul tema della violenza umana evidenziando come a differenza degli animali che reagiscono con forza solo per paura o per difendere la propria prole, l'essere umano ha sviluppato una complessità mentale che talvolta sfocia in un'aggressività cieca e inspiegabile.
Quando l'altro smette di essere considerato un individuo e diventa "il nemico" nasce una guerra. Ha affermato la Maraini: «Se impariamo a vedere la persona nella sua umanità e nei suoi dettagli, diventa difficilissimo uccidere. La violenza e le bombe prosperano quando l'altro non esiste più come essere umano.» In questo contesto, la letteratura svolge un ruolo civile insostituibile: leggere insegna ad abitare le storie altrui, a capire abitudini diverse e a costruire ponti invece di alzare muri.
L'autrice ha anche espresso una ferma condanna nei confronti dello sfruttamento degli animali nei circhi. Se un tempo il circo rappresentava l'unico modo per conoscere le specie esotiche, oggi la tecnologia e i documentari naturalistici permettono di osservare la vita selvaggia nel suo habitat reale con un rispetto immenso. Ricordando la sofferenza di un elefante visto incatenato dietro le quinte di un tendone, Dacia Maraini ha concluso con un auspicabile cambio di rotta: «Gli animali selvatici devono vivere nei loro ambienti naturali o nelle riserve protette. Il circo deve rimanere un luogo di meraviglia affidato esclusivamente all'arte degli esseri umani come trapezisti, acrobati e ballerini, capaci di regalare bellezza senza privare nessuno della propria libertà.»
In conclusione, l'incontro della scrittrice dei Dialoghi di Trani ha lasciato un messaggio chiaro e urgente: imparare a costruire un rapporto di cura, rispetto e tenerezza nei confronti degli animali è un esercizio fondamentale che ci rende esseri umani migliori.