Editoriale | L'amarezza tra le case popolari a nord di Trani: «Pochi mesi fa tutti qui a chiedere voti, maggioranza e opposizione. Ma ora siamo rimasti soli»

Il nostro sopralluogo tra gli alloggi di ARCA Puglia Centrale: 73 famiglie a rischio sgombero tra il dramma sociale e la sfiducia verso la politica

sabato 22 agosto 2026
A cura di Tonino Lacalamita
Scusate il disturbo. Ci siamo recati direttamente sul posto, attraversando le vie dei quartieri a nord di Trani dove si concentra una parte consistente del patrimonio immobiliare dell'Edilizia Residenziale Pubblica. Durante la nostra presenza sul territorio, siamo stati avvicinati da diversi residenti e famiglie della zona, provati dall'imminente notifica dei decreti di sequestro preventivo e profondamente amareggiati nei confronti di tutta la classe politica locale: «Ci hanno chiesto i voti tutti: sia quelli che governano la città da anni, sia quelli che oggi stanno all'opposizione e fanno i comizi. Sono tutti uguali: si fanno vedere solo in campagna elettorale con le solite promesse, e poi ci lasciano soli ad affrontare il dramma di finire in strada», è lo sfogo duro, amaro e corale raccolto tra le palazzine. Una sfiducia generalizzata che colpisce in modo trasversale chi ha amministrato e chi ha promesso tutele senza mai cambiare le cose.

L'atmosfera nei quartieri è carica di tensione. Gli immobili interessati sono di proprietà di ARCA Puglia Centrale (l'Agenzia Regionale per la Casa e l'Abitare), l'ente che gestisce l'Edilizia Residenziale Pubblica e che affronta su scala regionale le complesse sfide legate a occupazioni, morosità e manutenzione. Tuttavia, la scala dei sequestri previsti a Trani coinvolge circa 73 nuclei familiari: centinaia di cittadini che rischiano l'esecuzione forzata senza un paracadute o una soluzione abitativa alternativa.
Guardando da vicino la realtà dei fatti durante il nostro sopralluogo, emerge la gravità del quadro umano: tra gli assegnatari o gli occupanti ci sono anziani soli, persone con gravi disabilità, malati cronici e minori. Interi nuclei familiari che risiedono in questi appartamenti da decenni e che oggi vivono nell'angoscia di perdere un tetto. Sebbene il ripristino della legalità e la trasparenza nella gestione dei beni pubblici siano principi indiscutibili, l'assenza di una regia sociale coordinata rischia di produrre sole macerie umane.

Scusate il disturbo, anzi, scusate se questa volta alziamo la voce e mettiamo da parte le felpate prudenze della diplomazia burocratica. Perché la vicenda che sta consumando il sonno e la dignità di 73 famiglie nei quartieri a nord di Trani — negli alloggi dell'ARCA Puglia Centrale — non è un dossier da librare nei salotti o una pratica da rimandare a data da destinarsi. È una bomba sociale pronta a esplodere sulla pelle di anziani disabili, malati cronici e bambini che rischiano di trovarsi dall'oggi al domani sul marciapiede. E diciamocelo chiaramente, senza girarci intorno: la rabbia dei residenti verso la classe politica è tanta e forse non proprio campana in aria.
Tra le palazzine di periferia l'amarezza è diventata un urlo: basta con le sfilate da campagna elettorale! Tutti buoni a cacciare preferenze, tutti maestri a promettere mari e monti nei comizi, sia chi ha governato ieri, sia chi governa oggi, sia chi sta all'opposizione. Ma quando la legalità picchia duro e la realtà presenta il conto, la politica sembra scompaia e la gente si ritrova sola.

Il cortocircuito della colpa: qui hanno tutti torto! Dovremmo davvero smetterla con la stucchevole farsa delle parti dove ognuno si trincea dietro al proprio "ho ragione io". In questa storia, a forza di voler avere ragione a tutti i costi, hanno finito per avere tutti torto: La legalità senza umanità non è giustizia: è solo cieca ed spietata burocrazia, se le istituzioni si limitano a firmare carte ed eseguire sfratti senza offrire alternative, non stanno ripristinando l'ordine: stanno firmando una condanna al collasso sociale per l'intera città di Trani. Per questo servono decisioni coraggiose: "Non ci servono i comunicati stampa di solidarietà - dicono i residenti - serve coraggio , chi amministra trovi la strada solutiva e la percorra con autentica volontà politica." Cosa si potrebbe fare? Ad esempio:
  1. Stop agli sgomberi al buio (Proroga della facoltà d'uso): L'Autorità Giudiziaria e il GIP congelino i sequestri e concedano la proroga d'uso per i nuclei con minori, disabili e malati. La legge non perde di valore se dimostra di avere un cuore.
  2. Tavolo d'emergenza in Prefettura: Prefettura della BAT, Comune di Trani, Questura e ARCA si sedessero attorno a un tavolo ORA. Non domani, ORA. Si pianifichi una transizione graduata e umana, non un blitz militare contro i poveri cristi.
  3. Alloggi di transito e Servizi Sociali in trincea: Il Comune smetta di fare lo spettatore pagato e metta a disposizione risorse straordinarie per alloggi temporanei e assistenza sociosanitaria immediata.
A nord di Trani la rassegnazione si sta trasformando in rabbia. E quando la rabbia della disperazione scende in piazza, non ci sono passerelle elettorali o slogan che tengano. Trani non può permettersi di lasciare indietro nessuno, questa è stata la promessa trasversale di tutti i candidati a Sindaco di Trani, chi ha il potere di agire lo faccia. Scusate il disturbo.