Editoriale. Scusate il disturbo | Leuzzi promuove Trani, ma la Cinquepalmi frena sulla gestione delle spiagge e della costa: qual è la verità?

Gli elogi dell'assessora regionale Marina Leuzzi stridono con i rilievi da "cittadinanza attiva" dell'avv. Maria Grazia Cinquepalmi. ragioniamoci su

lunedì 10 agosto 2026 11.13
A cura di Tonino Lacalamita
La gestione del demanio marittimo e la salvaguardia della costa tornano protagoniste del dibattito politico locale e regionale, accendendo un confronto tra le dichiarazioni di indirizzo programmatico espresse dai vertici della Regione Puglia e l'attività d'analisi condotta sul territorio da esponenti civici.
Al centro delle recenti discussioni vi sono le affermazioni dell'Assessora regionale all'Urbanistica e alle Politiche per il Mare e la Costa, Marina Leuzzi. Nell'ambito delle linee guida regionali destinate al contrasto degli abusi sul litorale e alla promozione del cosiddetto "mare democratico" — anche attraverso l'impiego di tecnologie di monitoraggio satellitare — l'amministrazione regionale ha richiamato l'esperienza di Trani, con particolare riferimento agli interventi di rigenerazione e fruibilità della fascia costiera a sud della città (tra Lido Matinelle e Ponte Lama), indicandola come un punto di riferimento nell'ambito della pianificazione pubblica e dell'accesso libero al mare.
Di segno opposto la lettura offerta dall'avvocato Maria Grazia Cinquepalmi, già candidata alle ultime consultazioni amministrative e attiva nel panorama politico e civico cittadino da oltre dodici anni. Attraverso una dettagliata nota d'analisi pubblicata sui propri canali social nell'esercizio della cittadinanza attiva, la Cinquepalmi ha contestato la narrazione istituzionale, sollevando una serie di eccezioni di natura amministrativa, ambientale e contabile relative alla reale condizione del litorale tranese.
Tra le criticità evidenziate nella contro-analisi figurano le procedure legate all'affidamento ventennale della Darsena comunale, che secondo l'esponente civica presenterebbero profili di difformità rispetto alla normativa regionale (L.R. 17/2015) in assenza di un Piano Regolatore Portuale vigente. L'attenzione della nota si è poi concentrata sulla gestione delle Spiagge Libere con Servizi (SLS), per le quali viene lamentata la permanenza di occupazioni oltre i termini contrattuali originari indicati al 2020, nonché sull'impatto ambientale dei lavori lungo la costa sud, con specifico riferimento alla classificazione di rischio idrogeologico e geomorfologico (PG3) dell'area interessata. La sintesi dell'analisi della Cinquepalmi è brutalmente chiara: in nome della "maggiore fruibilità", si è prodotto un notevole incremento del rischio per l'incolumità dei bagnanti.

Editoriale. Facciamo insieme una riflessione prima di leggere la nota integrale della Cinquepalmi: il "Principio" contro il "Metodo". Nessuno può disconoscere il valore politico e sociale del mare democratico. La riappropriazione pubblica della costa rappresenta un principio sacrosanto e condivisibile, ed è stato indubbiamente uno dei pilastri programmatici della visione dell'ultima Amministrazione guidata da Amedeo Bottaro. Storicamente, il tratto di Costa Sud a Trani è stato ostaggio di abusivismi privatistici, cancelli e sbarramenti impropri che per decenni hanno scippato il mare alla collettività. Riconquistare quei metri di costa era un dovere morale e amministrativo non più rinviabile. Se dunque il fine era ed è corretto, la partita vera — ed è qui che si sposta la critica civica e politica — si gioca tutta sul come quegli interventi sono stati realizzati e su come verranno gestiti. La fragilità intrinseca della falesia tranese non perdona le leggerezze. Non basta inaugurare un'opera con il taglio del nastro in favore di camera o sventolare i controlli satellitari per potersi lavare le mani dalla responsabilità della sicurezza quotidiana. Servono rigore, perizie tecniche inoppugnabili e una vigilanza costante sia durante i cantieri sia nella successiva gestione dei flussi turistici.
Ecco perché le sollecitazioni che arrivano dalla cittadinanza attiva e da figure come l'avvocato Cinquepalmi non vanno lette come un pretestuoso "no alla fruibilità", ma come uno stimolo fondamentale a coniugare il diritto al mare con la sicurezza dei cittadini e il rispetto della legalità amministrativa.
La governance del demanio marittimo non è un talk show: da un lato c'è la Regione che detta linee programmatiche altisonanti, dall'altro ci sono i luoghi reali, le carte bollate, le delibere e le rocce che rischiano di crollare in testa a chi va a farsi un bagno. Il confronto resta quindi apertissimo, in attesa che dagli uffici competenti o dalle stanze di Palazzo di Città arrivino risposte e chiarimenti ufficiali alle questioni sollevate: perchè se garantire il "mare democratico" è un dovere, dall'altro farlo in sicurezza e nel rispetto delle leggi è l'unica differenza che passa tra la buona amministrazione e la pura propaganda elettorale. Scusate il disturbo.

Di seguito, per doveroso rispetto della trasparenza e dell'informazione, pubblichiamo integralmente la nota social dell'avv. Maria Grazia Cinquepalmi.

Trani, «modello virtuoso» ? La realtà del litorale smentisce la propaganda regionale. Dalla concessione ventennale sulla Darsena priva di Piano Portuale al cemento spacciato per "muretti a secco", fino alle spiagge occupate con titoli scaduti dal 2020. Le recenti dichiarazioni dell'Assessora regionale Leuzzi, che ha indicato Trani come "modello virtuoso" e punto di riferimento per la gestione e la tutela del demanio marittimo in Puglia, si scontrano con una realtà dei fatti ben diversa e documentata. Mentre la Regione annuncia task force e controlli satellitari per contrastare gli abusi sulle coste, a Trani si assiste a una gestione della fascia costiera segnata da gravi profili di illegittimità, assenza di pianificazione e propaganda ambientale. L'articolo diffuso in queste ore analizza nel dettaglio le evidenti contraddizioni tra i proclami delle istituzioni e lo stato reale del litorale tranese La concessione ventennale della Darsena in violazione della L.R. 17/2015. Il Comune di Trani ha aggiudicato per 20 anni la gestione dell'approdo turistico della Darsena comunale. Una scelta in aperto contrasto con la Legge Regionale n. 17/2015, che stabilisce chiaramente come, in assenza di un Piano Regolatore Portuale, la durata delle concessioni non possa superare i 4 anni. Ad oggi, Trani è priva sia del Piano Regolatore del Porto sia del Piano Comunale delle Coste, strumenti obbligatori e propedeutici a qualsiasi gara. Una procedura amministrativa affetta da gravi illegittimità che va fermata immediatamente. Il bluff del "mare democratico": betoniera e cemento in zona a rischio (PG3). La narrazione della costa sud (tra Lido Matinelle e Ponte Lama) parla di interventi "senza un grammo di cemento" e di "muretti a secco". Le immagini e i rilievi sul campo raccontano invece un'altra verità, betoniere in azione intenti a scaricare colate di cementificazione pesante per sostenere finti interventi naturalistici. A ciò si aggiunge l'azzardo sulla sicurezza. L'opera è stata inaugurata dalle autorità in un'area classificata a pericolosità geomorfologica molto elevata (PG3), trasformando un tratto di falesia da tutelare in una passerella ad alto impatto antropico. Spiagge Libere con Servizi, concessioni scadute nel 2020 ancora occupate. L'incoerenza sulla tutela del demanio emerge con forza nella gestione delle Spiagge Libere con Servizi (SLS). I contratti sottoscritti fissavano la scadenza al 31 dicembre 2020, con l'obbligo per i concessionari di ripristinare i luoghi e sgomberare le aree. A distanza di anni, quelle spiagge risultano ancora occupate ed esercitate commercialmente, privando i cittadini del diritto al libero e gratuito accesso al mare. Di fronte all'elogio dell'Assessora Leuzzi, si rammenta che l'esperienza di Trani dimostra l'esatto contrario di quanto dichiarato: il dialogo tra istituzioni non può prescindere dal rispetto delle leggi regionali e dalla trasparenza. La Giunta Regionale e il Comune di Trani dovrebbero procedere con urgenza ad annullare in autotutela o a sospendere immediatamente la procedura di affidamento ventennale della Darsena comunale, riallineandola al limite dei 4 anni previsto in assenza di Piano Portuale. Allo sgombero immediato e il ripristino dello stato dei luoghi per i tratti di costa SLS le cui concessioni sono scadute il 31/12/2020, restituendo le spiagge alla pubblica fruizione. Ad avviare una verifica ispettiva reale (e non limitata alle ricognizioni fotografiche di rito) sui lavori effettuati tra Lido Matinelle e Ponte Lama, accertando l'impatto ambientale delle colate di cemento, la conferma della sussistenza delle condizioni di "Elevata Pericolosità Geomorfologica - PG3" e il correlato incremento del 'Rischio' dovuto alla maggiore frequentazione del tratto di costa. In estrema sintesi è possibile affermare che non è tutto oro quello che luccica. La maggiore fruibilità della costa in condizione di pericolosità geomorfologica per frana della falesia ha prodotto un notevole incremento del rischio per i bagnanti.


Il link all' articolo che riguarda l'Assessora Maria Leuzzi: La Regione Puglia indica Trani come modello | Accessi al mare liberi e contrasto agli abusi: l'assessora Marina Leuzzi schiera i satelliti