ESCLUSIVA | Forza Italia a Trani. Lanotte rompe i vecchi schemi: «Basta liste a tavolino, ora patto con il civismo»
Il consigliere regionale apre ufficialmente ai delusi delle terze vie: «Pronti al rinnovamento per non farci schiacciare»
- La lista incompleta: presentare solo 25 candidati su 32 in un comune capoluogo come Trani viene definito un fallimento organizzativo. La segreteria cittadina non avrebbe apportato più di 13 candidature reali.
- Il "giallo" dei candidati a zero voti: il dato più inquietante sollevato dal coordinatore BAT riguarda la presenza in lista di membri del direttivo che non hanno ottenuto nemmeno la propria preferenza. Secondo Lanotte, si tratta della prova di una strategia volta a concentrare artificialmente tutti i voti su un'unica candidatura precostituita, svuotando l'effetto moltiplicatore della lista.
- Il difetto di autorevolezza: L'attuale governance locale viene descritta come "respingente" nei confronti di giovani professionisti, imprenditori e forze civiche che vorrebbero avvicinarsi al partito ma trovano le porte sbarrate da logiche di autoconservazione.
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Di seguito, la registrazione e il testo integrale dell'intervista senza filtri rilasciata da Marcello Lanotte
- Consigliere le sue recenti dichiarazioni pubblicate sulla stampa hanno già cominciato a sollevare un polverone enorme qui a Trani. (0:50) e certamente (visto il tenore) non poteva essere diversamente, perché lei ha toccato un nervo scoperto che molti nel centro-destra hanno sempre fatto finta un po' di non vedere. (1:01) Ha parlato di una classe dirigente locale immobile da 35 anni, porte sbarrate ai giovani e liste fatte su misura. (1:10) Sono parole durissime, può essere più chiaro?
Allora, innanzitutto puntualizziamo che io non ho parlato genericamente di una classe dirigente su Trani ferma da 35 anni, perché così non è. Io ho fatto un'analisi circoscritta a quella che è la situazione attuale di Forza Italia, che è il mio partito, perché il centro-destra non è composto da Forza Italia e io non posso entrare nel merito delle dinamiche di altri partiti del centro-destra. Quindi specifichiamo che l'analisi è circoscritta a Forza Italia. È evidente che c'è un problema all'interno del partito, un problema che è rappresentato in maniera documentale, perché non è possibile che Forza Italia consegni una lista con solo 25 candidati. C'è una segreteria che mi risulta non abbia apportato un contributo oltre le 13 candidature, nonostante congressi vinti in maniera roboante, sulle cui dinamiche non voglio tornare perché sono note alle cronache politiche della città di Trani. (e questo apre un momento di riflessione, perché Trani è una città capoluogo di provincia, Trani è una città dove si poteva provare a vincere. Io ringrazio comunque tutti i candidati che si sono approcciati in maniera leale alla campagna elettorale (e credo (tuttavia) che adesso si debba aprire una riflessione di cambiamento all'interno di Forza Italia.
- A proposito del cambiamento consigliere, (per ciò che riguarda Trani) È un problema di uomini a questo punto o di metodo politico?
È un problema di metodo politico, mi permetto (di fare riferimento) ad Andria nella debacle totale del centrodestra Andria con Forza Italia ha eletto due consiglieri comunali. nonostante lì si sia andati oltre il 60% quindi c'è stato un metodo di individuazione dei seggi proporzionale puro che non ha garantito il numero minimo previsto nella legge standard dalle opposizioni. (ad Andria è stata fatta una lista competitiva, anche ad Andria si usciva da anni di opposizione. A Barletta, quando noi abbiamo composto la lista nel 2022, abbiamo deciso tutti quanti di competere in prima persona. ma le pare normale che ci siano persone del direttivo di Forza Italia (a Trani) che non sono state candidate o addirittura persone che hanno sostenuto candidati di altre liste o addirittura che ci siano persone che sono andate a zero voti e abbiano partecipato comunque alla votazione. Quindi non si sono votate nemmeno da sole. Se non ci sono votate nemmeno da sole significa che hanno fatto la campagna elettorale per qualcun altro. Spero di Forza Italia, anzi sono convinto di Forza Italia. Questo ha significato che qualcuno ha voluto concentrare tutti i voti su una candidatura mentre se avesse provveduto a fare campagna elettorale su sé stesso sicuramente avrebbe avuto più consensi. Ma vedere persone che sono andate a votare e che hanno conseguito zero preferenze significa che o non sanno votare, hanno sbagliato a votare, o c'è un errore nel seggio ma non lo ritengo probabile o addirittura, cosa ancora più grave dal punto di vista politico, hanno dato la loro preferenza per altri candidati della lista.
- Nel suo bilancio ( a riguardo delle Ammnistrative ha sottolineato che ad Andria, Minervino e Trani, i candidati sindaco erano tutti espressione di "Fratelli d'Italia" (5:20) e che il centrosinistra ha fatto filotto e questo è un dato oggettivo, è vero che guardare le case degli altri non va bene, ma credo che sia opportuno chiederle se ritiene che l'egemonia di "Fratelli d'Italia" nella provincia in ordine alle candidature (5:32) abbia un po' schiacciato l'anima moderata della coalizione portandovi aduna sconfitta.
Il tema non è se il candidato è di un partito piuttosto che di un altro, il tema è se il partito di Forza Italia ha la capacità di non farsi schiacciare (questo è il tema. Se viene fatta una lista così come è stata fatta quella di Forza Italia, nonostante io avessi a più riprese rivendicato la necessità di comporre una lista a 32 candidati competitiva dove non c'era una concentrazione di voti sui candidati e poi questo non avviene, significa che qualcuno pensa di poter utilizzare il partito ad uso e consumo proprio.. Forza Italia non è una persona, Forza Italia è un'idea, un'idea condivisa, un'idea diffusa. Io quando ho fatto il candidato a Barletta mi sono fatto carico anche di candidare persone del mio stesso sesso quindi per non arrivare al discorso opportunistico che qualcuno ha utilizzato della doppia preferenza svilendo il senso stesso della parità di genere, ho candidato persone a me riferibili. Avrò rinunciato a 20 voti su di me potenzialmente, ma sono sicuro che quelle persone hanno portato almeno 50-60 alla lista, quindi c'è stato un effetto moltiplicatore ( in modo che Forza Italia rivenisse il primo partito della coalizione centrodestra. Credo che altri partiti a Trani abbiano fatto questo tipo di ragionamento; emblematico a tale proposito, positivamente, è stata la lista di Fratelli d'Italia, Forza Italia non l'ha fatto. Non l'ha fatto nel 2020, non l'ha fatto nel 2026. Questo è il dato politico da cui occorre ripartire. È possibile tenere un partito che ha una tradizione politica importante a Trani come Forza Italia in queste condizioni?
- Uno degli aspetti più interessanti delle sue affermazioni è quello di quando lei afferma che a Trani, sul territorio, ma parliamo di Trani, ci sono personalità civiche, giovani professionisti, imprenditori tranesi che vorrebbero entrare in Forza Italia, ma trovano le porte sbarrate. La domanda è se ha voglia di rispondere. se le chiedessero di commissionare il partito a Trani, per aggirare i vertici e dare spazio a queste nuove energie, lei sostenterebbe questa scelta davanti al segretario nazionale Tajani?
Innanzitutto non ci sono singole persone che hanno proposto questo ragionamento, ma le posso garantire che sono diverse persone che hanno partecipato alla campagna elettorale conseguendo anche degli ottimi consensi, ma alcuni non sono riusciti a garantire l'elezione. Si metterebbero a disposizione del partito non per avere un'elezione o un seggio, ma per avere una gestione condivisa del partito. Io non so questo direttivo (quello di Trani) , quando si riunisce, da chi è composto, come viene portato avanti, di che cosa discute, posto che non sono riusciti ad andare oltre una dozzina di candidature nella lista. o so per certo che Forza Italia va aperta, ma con un modo condiviso di gestione del partito, non con un modo che poi si sintetizza tutto nella campagna elettorale per fare eleggere una persona. Io non ho difficoltà a proporre questa analisi, peraltro anche basata su documentazione di cui sono in possesso, al segretario nazionale. L'ho già anticipata prima ancora che si completasse la lista durante la campagna elettorale indicando i candidati e non ho difficoltà a portarla avanti quando ci sarà l'analisi del voto all'interno del partito. Trani, così come Andria, così come Barletta, essendo comuni capoluogo, comuni tra i più popolosi della Puglia, non possono avere risultati che non sono all'altezza delle aspettative di Forza Italia. Diversamente diventano un problema di carattere regionale e noi, ad un anno dalle elezioni politiche, questo non ce lo possiamo.
- Il modello di una "Forza Italia" aperto che lei invoca deve guardare sicuramente alle forze civiche e territoriali, a Trani l'area moderata civica, oggettivamente si è frammentata in questa campagna elettorale. pensiamo (ad esempio) ai Movimenti che hanno sostenuto candidati come Marinaro o altre terze vie. Pensa che quel mondo civico possa essere la nuova casa di Forza Italia per il 2027 e per le politiche?
Io credo fermamente che sia così e non circoscrivo l'analisi solo alle elezioni politiche del 2027. Io penso che si debba intraprendere un percorso virtuoso che vada in tal senso fino ad arrivare alle prossime comunali. Guardate, cinque anni in politica sono un'era geologica, però possono essere il tempo di un caffè al bar per certi aspetti. E quindi occorre partire adesso per farsi trovare competitivi domani. È evidente che c'è un gap di autorevolezza, autorevolezza che va riscontrata, difetto di autorevolezza lo specifico, non mancanza, difetto di autorevolezza rispetto a chi oggi rappresenta nelle istituzioni a Trani Forza Italia, che evidentemente non riesce ad avere una capacità di coinvolgimento perché da quel punto di vista forse non è credibile. Viste le esperienze pregresse tutti si chiedono perché si debba partecipare ad una campagna elettorale se poi la lista viene fatta a tavolino per fare leggere solo uno. Se usciamo da questo vizio di fondo, da questo peccato politico originale, forse noi riusciamo ad immaginare una Forza Italia più competitiva. Non è importante essere eletto con centinaia di voti, è importante eleggere anche con pochi voti più consiglieri comunali e non solo uno. (E questo è il punto che in qualche modo è respingente rispetto alla volontà delle altre persone di entrare a far parte della famiglia di Forza Italia.
Le ragioni che hanno portato il candidato sindaco del centrodestra, Angelo Guarriello, a fermarsi a un passo dallo scranno più alto di Palazzo di Città — perdendo il ballottaggio per una manciata di schede, poco più di 500 voti — sono certamente molteplici: complesse perchè figlie di più fattori endogeni alla coalizione stessa che non tocca a noi approfondire. oppure ragioni semplici come quella di non registrare i consensi attesi laddove lo stesso Guarriello, probabilmente, era sicuro di ottenere, vedi le sezioni del IV Circolo Beltrani, dove palesemente è la consistenza dei voti che lo certifica e non artificiosi ragionamenti del giornalista.
Tuttavia, i numeri non mentono e la matematica politica solleva un interrogativo inevitabile che emerge dall'analisi di Marcello Lanotte: quanti di quei 500 voti mancanti si nascondono tra le maglie di una lista di Forza Italia rimasta incompleta, ferma a soli 25 candidati, e depotenziata nel risultato da quattordici candidati su 25 che hanno preso meno di 10 voti, di cui tre a zero preferenze?
Le riflessioni senza filtri di Marcello Lanotte certificano che in una competizione sul filo del rasoio, dove anche un singolo voto di preferenza può spostare l'asse della vittoria, il metodo respingente e le "liste a tavolino" della sezione tranese hanno rappresentato una zavorra decisiva per l'intera coalizione. Il dato positivo, però, emerge proprio da questa dolorosa presa d'atto. Le parole del coordinatore provinciale non suonano come una resa, ma come il fischio d'inizio di una nuova stagione che riparta dal prendere atto con lucidità della situazione di Forza Italia a Trani che non è più tollerata dai vertici regionali e nazionali, il dossier è sul tavolo di Antonio Tajani, con le prove tecniche di rinnovamento, con una forte e dichiarata apertura al civismo moderato, già ufficialmente in corso. La rotta verso le Politiche 2027, secondo Marcello Lanotte, è tracciata e non si torna più indietro.