Food truck a Colonna, Marinaro attacca il PD: «Regole sì, ma valgano per tutti: usati due pesi e due misure»
L'ex candidato Sindaco interviene: «Le concessioni scadevano per tutti l'8 agosto, ma sono stati chiusi solo 4 operatori. Dalle istituzioni servono spiegazioni chiare»
venerdì 28 agosto 2026
8.39
Non si placa la bufera politica ed economica attorno alla chiusura dei food truck nell'area di Colonna. Dopo il botta e risposta tra maggioranza, opposizione e associazioni di categoria, registra una decisa accelerazione lo scontro politico all'interno dell'Assise cittadina. A intervenire con un duro attacco social — supportato da un video e da una richiesta formale di accesso agli atti — è l'avvocato Giacomo Marinaro, capogruppo della lista "Prossimamente", ex candidato Sindaco alle ultime Amministrative ed ex Presidente del Consiglio comunale.
L'intervento di Marinaro assume un peso politico rilevante, trasformandosi in un affondo diretto contro il Partito Democratico — forza di maggioranza che traina l'Amministrazione Galiano —, partito nel quale il consigliere ha militato a lungo prima della decisione di uscirne.
Nel suo intervento, Marinaro chiarisce di aver voluto studiare i documenti ufficiali prima di esprimersi pubblicamente su una vicenda che ha colpito duramente quattro famiglie di operatori economici nel pieno del mese di agosto: «Il PD in un comunicato ha dichiarato semplicemente che le leggi vanno applicate, e su questo nulla da dire: le regole vanno rispettate. Ma il problema è come vengono applicate. Perché, ancora una volta, sembra di trovarci davanti alla solita storia: due pesi e due misure. Ho fatto accesso agli Atti e mi sono accorto che il bando prevedeva e autorizzava lo svolgimento di varie attività, non solo di quei quattro food truck. C'erano altri truck e altre attività: scadevano tutti l'8 agosto. Perché quattro sono stati chiusi con dieci pattuglie e gli altri no?» Per il capogruppo di "Prossimamente", bloccare queste attività nel momento più redditizio dell'anno significa infliggere un danno economico pesante a chi ha programmato e investito.
Lo strappo con il PD e il nodo della trasparenza
Il passaggio più critico dell'analisi di Marinaro prende di mira proprio la narrativa della legalità rivendicata dai suoi ex compagni di partito. L'ex candidato Sindaco mette in discussione la linearità dell'azione amministrativa, sollevando il tema della disparità di trattamento: «Quando il PD fa riferimento alla legalità, deve intendere una legalità per tutti, non a macchia di leopardo. Se le regole sono valide, devono esserlo per tutti. Non si può pretendere il rispetto delle norme da alcuni operatori e contemporaneamente adottare criteri diversi per altri. Quando la legge diventa selettiva, il problema non è più il rispetto delle regole: è capire chi decide a chi applicarle e a chi no. Su questo le istituzioni devono dare risposte chiare».
L'affondo di Giacomo Marinaro si conclude con la promessa di non far calare il sipario sulla questione e di proseguire la battaglia nelle sedi istituzionali per verificare la regolarità delle procedure adottate dagli uffici e dagli organi di controllo: «Non si tratta di difendere qualcuno a prescindere, ma di pretendere equità, trasparenza e rispetto per chi lavora. Questo modo di agire non può più accadere. Continuerò a vigilare, a fare accessi agli atti e a chiedere agli enti opportuni se tutto è stato fatto rigorosamente secondo legge».
L'intervento di Marinaro assume un peso politico rilevante, trasformandosi in un affondo diretto contro il Partito Democratico — forza di maggioranza che traina l'Amministrazione Galiano —, partito nel quale il consigliere ha militato a lungo prima della decisione di uscirne.
Nel suo intervento, Marinaro chiarisce di aver voluto studiare i documenti ufficiali prima di esprimersi pubblicamente su una vicenda che ha colpito duramente quattro famiglie di operatori economici nel pieno del mese di agosto: «Il PD in un comunicato ha dichiarato semplicemente che le leggi vanno applicate, e su questo nulla da dire: le regole vanno rispettate. Ma il problema è come vengono applicate. Perché, ancora una volta, sembra di trovarci davanti alla solita storia: due pesi e due misure. Ho fatto accesso agli Atti e mi sono accorto che il bando prevedeva e autorizzava lo svolgimento di varie attività, non solo di quei quattro food truck. C'erano altri truck e altre attività: scadevano tutti l'8 agosto. Perché quattro sono stati chiusi con dieci pattuglie e gli altri no?» Per il capogruppo di "Prossimamente", bloccare queste attività nel momento più redditizio dell'anno significa infliggere un danno economico pesante a chi ha programmato e investito.
Lo strappo con il PD e il nodo della trasparenza
Il passaggio più critico dell'analisi di Marinaro prende di mira proprio la narrativa della legalità rivendicata dai suoi ex compagni di partito. L'ex candidato Sindaco mette in discussione la linearità dell'azione amministrativa, sollevando il tema della disparità di trattamento: «Quando il PD fa riferimento alla legalità, deve intendere una legalità per tutti, non a macchia di leopardo. Se le regole sono valide, devono esserlo per tutti. Non si può pretendere il rispetto delle norme da alcuni operatori e contemporaneamente adottare criteri diversi per altri. Quando la legge diventa selettiva, il problema non è più il rispetto delle regole: è capire chi decide a chi applicarle e a chi no. Su questo le istituzioni devono dare risposte chiare».
L'affondo di Giacomo Marinaro si conclude con la promessa di non far calare il sipario sulla questione e di proseguire la battaglia nelle sedi istituzionali per verificare la regolarità delle procedure adottate dagli uffici e dagli organi di controllo: «Non si tratta di difendere qualcuno a prescindere, ma di pretendere equità, trasparenza e rispetto per chi lavora. Questo modo di agire non può più accadere. Continuerò a vigilare, a fare accessi agli atti e a chiedere agli enti opportuni se tutto è stato fatto rigorosamente secondo legge».