Gettoni ai consiglieri comunali di Trani: tutto legittimo, ma ora la politica è chiamata alla prova della coerenza
Liquidati quasi 19 mila euro, ma chi aveva promesso di devolvere il proprio compenso in beneficenza manterrà l'impegno assunto pubblicamente?
domenica 18 ottobre 2026
7.17
Con un atto di liquidazione pubblicato dal Comune di Trani il 16 ottobre 2026, l'Area Segreteria Generale ha disposto il pagamento dei gettoni di presenza spettanti ai consiglieri comunali per l'attività svolta nei mesi di maggio, giugno, luglio e agosto 2026, la somma complessiva liquidata ammonta a 18.894,66 euro. Il provvedimento richiama i prospetti delle presenze trasmessi dai presidenti delle commissioni consiliari e precisa che l'attività degli uffici si limita alla verifica contabile, alla quantificazione e alla liquidazione delle somme dovute, senza alcuna valutazione sulle attività svolte dai singoli organismi politici. Dal punto di vista amministrativo, dunque, non vi è alcun elemento che possa mettere in discussione la legittimità della liquidazione, i gettoni di presenza sono previsti dalla normativa vigente e rappresentano il riconoscimento economico per la partecipazione dei consiglieri alle sedute del Consiglio comunale e delle commissioni. Tuttavia, accanto al profilo strettamente giuridico e contabile, emerge inevitabilmente quello politico.
Negli ultimi mesi il dibattito cittadino è stato caratterizzato da tensioni, polemiche e prese di posizione che hanno coinvolto il Consiglio comunale, in quel contesto, alcuni consiglieri avevano annunciato pubblicamente la volontà di devolvere i propri compensi o parte di essi ad associazioni benefiche o iniziative sociali, rivendicando una scelta di responsabilità e vicinanza alla comunità. Oggi, con la liquidazione formalmente disposta, quelle dichiarazioni tornano di attualità. Non si tratta di mettere in discussione il diritto a percepire il compenso maturato, il gettone di presenza non è un privilegio, ma uno strumento previsto dall'ordinamento per riconoscere l'impegno istituzionale degli eletti. Né sarebbe corretto alimentare campagne demagogiche contro chi svolge regolarmente il proprio mandato.
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Negli ultimi mesi il dibattito cittadino è stato caratterizzato da tensioni, polemiche e prese di posizione che hanno coinvolto il Consiglio comunale, in quel contesto, alcuni consiglieri avevano annunciato pubblicamente la volontà di devolvere i propri compensi o parte di essi ad associazioni benefiche o iniziative sociali, rivendicando una scelta di responsabilità e vicinanza alla comunità. Oggi, con la liquidazione formalmente disposta, quelle dichiarazioni tornano di attualità. Non si tratta di mettere in discussione il diritto a percepire il compenso maturato, il gettone di presenza non è un privilegio, ma uno strumento previsto dall'ordinamento per riconoscere l'impegno istituzionale degli eletti. Né sarebbe corretto alimentare campagne demagogiche contro chi svolge regolarmente il proprio mandato.
Quando un amministratore assume un impegno pubblico, soprattutto in una fase particolarmente delicata della vita istituzionale della città, quel gesto produce un'aspettativa nei cittadini, la coerenza tra parole e comportamenti diventa allora un elemento essenziale del rapporto di fiducia tra eletti ed elettori. Per questo motivo, al di là delle cifre e degli adempimenti burocratici, la pubblicazione dell'atto di liquidazione apre una finestra di verifica politica. I consiglieri che avevano annunciato la devoluzione dei gettoni confermeranno quella scelta? Renderanno pubbliche le eventuali donazioni? Indicheranno beneficiari, importi e modalità? Sono interrogativi legittimi che non nascono dalla curiosità, ma dall'esigenza di trasparenza che deve accompagnare ogni promessa formulata davanti alla città. La politica vive anche di simboli e spesso non sono le somme in gioco a fare la differenza, ma la capacità di mantenere la parola data. Nei prossimi giorni sarà interessante verificare se quegli annunci si tradurranno in atti concreti. Perché la legittimità dei compensi è fuori discussione. La coerenza degli impegni assunti, invece, è una questione che appartiene al giudizio dei cittadini.La questione è un'altra: riguarda la credibilità della politica
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