Il ghiaccio si scioglie a Roma: primo disgelo tra Marco Galiano e Debora Ciliento, ma Trani chiede ancora chiarezza

All'Assemblea del Pd il primo contatto dopo la crisi dei 20 giorni: riparte il dialogo istituzionale e si riallacciano i rapporti politici, mentre l'opposizione continua a chiedere spiegazioni

martedì 20 ottobre 2026 6.53
A cura di Tonino Lacalamita
È bastato uno scatto rubato a margine dell'Assemblea nazionale del Partito Democratico, svoltasi a Roma lo scorso 18 ottobre, per riaccendere i riflettori e far correre i commenti sui canali social della politica tranese, nella foto di gruppo compaiono, tra altri, entrambi: Debora Ciliento, presente nella Capitale in veste di componente dell'Ufficio di Garanzia nazionale del partito oltre che assessora regionale, e Marco Galiano, intervenuto come primo cittadino di una città guidata dal centrosinistra. Un'immagine apparentemente di routine congressuale che assume invece un peso politico specifico alla luce delle vicende degli ultimi giorni., appena due giorni prima, infatti, sia nella conferenza stampa del 16 ottobre successiva al ritiro delle dimissioni, sia poche ore dopo nella seduta del Consiglio Comunale, Galiano aveva scandito senza perifrasi lo stato dell'arte nei rapporti con l'esponente regionale: «Ho da ricucire due rapporti: quello di Marco con Debora e quello del sindaco con l'assessora regionale». Una frase che certificava come, fino a quel venerdì, tra i due calasse il gelo più assoluto.

La bufera sulle «pressioni» e l'offensiva dell'opposizione

Quel gelo, è noto a tutti, affondava le radici nella deflagrazione pubblica del 25 settembre e nelle successive sortite a mezzo stampa, in cui il sindaco aveva fatto esplicito riferimento a pesanti pressioni subite in merito alla complessa delibera sul dimensionamento scolastico — dossier particolarmente sensibile e legato a doppio filo con i livelli regionali, pressioni che, velocemente, lo stesso Galiano, nel corso del chiarimento post-dimissioni, aveva poi ridimensionato e derubricato a normale «dinamica e dialettica politica». Una spiegazione che tuttavia non ha poi convinto le forze di opposizione che continuano infatti a marcare «a uomo» il primo cittadino: non solo nello scontro virtuale sui social, ma anche fisicamente in piazza, come accaduto lo scorso fine settimana quando il centrodestra è sceso tra i cittadini per denunciare quello che ritengono un dietrofront opaco e privo di linearità, arrivando persino a paventare presunti profili di rilevanza giudiziaria attorno a quelle dichiarazioni.

Il primo contatto nella Capitale: tra forma e sostanza

In questo clima incandescente, l'appuntamento romano ha segnato la prima vera occasione di contatto dopo settimane di silenzio e distanza. Stando a quanto riferito da chi era presente, il contesto dell'Assemblea ha favorito un clima di distensione: un breve colloquio, un saluto cordiale e un reciproco augurio di buon lavoro per i rispettivi ruoli istituzionali e politici. Nei fatti, si è consumata una prima ricucitura tra «il sindaco e l'assessora», quel canale istituzionale indispensabile per non bloccare i dossier che legano Trani a Bari. Resta invece ancora sullo sfondo, in attesa di tempi più maturi e di un confronto più intimo, la riconciliazione tra «Marco e Debora», ferita da incomprensioni umane e personali nate lungo la convivenza di questi primi quattro mesi di governo cittadino.

Oltre la foto: la città attende la verità sui venti giorni

Se la distensione registrata a Roma rappresenta un indubbio segnale positivo per la tenuta e l'operatività della coalizione di centrosinistra, liquidare la vicenda con un sorriso a favore di fotocamera sarebbe un errore, per Galiano e Ciliento la vera sfida comincia adesso: convergere rapidamente e trovare una sintesi autentica non è solo un'esigenza di palazzo, ma un dovere morale verso la comunità. I cittadini tranesi meritano che vengano chiarite, senza reticenze né mezze verità, le dinamiche reali di quei venti giorni di passione istituzionale che hanno condotto la città a un passo dal baratro del commissariamento prefettizio, perché se la politica dei corridoi si accontenta di una stretta di mano, la fiducia democratica vive di trasparenza; e quel cono d'ombra, se non spazzato via del tutto, rischia di continuare a pesare sulla credibilità della ripartenza amministrativa.