INTERVISTA ESCLUSIVA — Avv. Pietro Augusto De Nicolo: «Occupazioni Abusive e Decreto Sicurezza, la Verità sulle Case ARCA a Trani»

L'Amministratore Unico di ARCA Puglia Centrale a tutto campo: dai sequestri giudiziari alle sanatorie delle morosità fino alle tutele per i soggetti fragili

lunedì 24 agosto 2026 9.44
A cura di Tonino Lacalamita
La gestione dell'Edilizia Residenziale Pubblica (ERP) in Puglia si trova ad affrontare uno dei momenti di maggiore tensione e complessità degli ultimi decenni. Continua la nostra inchiesta sulla vicenda di Trani, che vede circa 70 nuclei familiari a rischio sgombero forzato a seguito dell'esecuzione di decreti di sequestro preventivo disposti dalla Magistratura, rappresenta la punta dell'iceberg di una criticità strutturale diffusa su tutta la provincia BAT e la città metropolitana di Bari.
L'entrata in vigore del Decreto Sicurezza (DL 2025) ha modificato radicalmente il quadro giuridico-procedurale: lo strumento civilistico dello sfratto — storicamente caratterizzato da una grave lentezza burocratica e da continui rinvii dell'ufficiale giudiziario (fino a 14 accessi a vuoto per singolo alloggio) — è stato affiancato e superato dall'azione penale diretta della Magistratura. Se da un lato questo cambio di passo garantisce il ripristino della legalità e la tutela del patrimonio pubblico a beneficio delle migliaia di cittadini collocati regolarmente in graduatoria, dall'altro pone le istituzioni locali (Comune, Servizi Sociali e Prefettura) di fronte alla necessità di garantire una gestione graduata e umana per evitare l'insorgere di gravi crisi dell'ordine pubblico o la messa in strada di soggetti estremamente fragili (anziani, minori e persone con invalidità).

Dall'analisi complessiva della gestione dell'ente e dalle dichiarazioni esclusive rese alla nostra redazione dall'Amministratore Unico di ARCA Puglia, avv. Pietro Augusto De Nicolo, emergono tre direttrici fondamentali che definiscono il presente e il futuro dell'abitare pubblico sul territorio:
  1. L'improrogabilità del ripristino della legalità: l'applicazione del Decreto Sicurezza ha dimostrato che la risposta sanzionatoria e la presenza dello Stato costituiscono il principale deterrente contro l'abusivismo (con crolli del 90% dei casi dove la Procura è intervenuta con decisione), la casa popolare non può essere oggetto di prevaricazione o presidio criminale.
  2. La sostenibilità economica e il principio di responsabilità: lo strumento del concordato a 15 anni (con rate sociali) rappresenta un punto di equilibrio avanzato tra l'esigenza di recuperare le morosità pregresse (quasi 2 milioni di euro solo a Trani) e la tutela delle famiglie povere incolpevoli, il recupero delle morosità è la conditio sine qua non per garantire le manutenzioni del patrimonio pubblico esistente.
  3. La transizione verso l'Housing Sociale: il modello classico dell'ERP (case popolari a canoni simbolici inferiori ai 25 euro) è ormai superato dalla legislazione europea. La vera sfida dei prossimi anni risiede nella costruzione di edilizia residenziale sociale destinata al "ceto medio impoverito", capace di rispondere alle distorsioni del mercato privato e del turismo immobiliare.
In questo contesto, la vertenza di Trani dimostra che la soluzione non risiede né nel rigore cieco né nell'assistenzialismo improprio, bensì in una stretta sinergia istituzionale (ARCA, Comune, Prefettura e Procura) capace di accompagnare il ripristino della legalità con un'attenta presa in carico sociale dei soggetti fragili. Nell'intervista che segue vengono delineate con accuratezza le dinamiche amministrative, finanziarie e giuridiche dell'Ente, chiarendo la natura delle occupazioni, i piani di rientro economico e il necessario raccordo operativo sul territorio.
Il giornalista Tonino Lacalamita intervista l' avv. Pietro Augusto De Nicolo, Amministratore Unico di ARCA Puglia Centrale

Una riflessione finale | Un Segnale di Speranza: l'unica via è ripartire dal riscatto sociale e dalle risposte concrete
Nonostante la complessità di una situazione stratificata in oltre trent'anni di criticità, la vicenda di Trani offre uno scorcio di profondo e cauto ottimismo. La fine dell'inerzia burocratica non coincide con un'azione cieca, ma con l'avvio di un percorso nuovo, guidato da una regia istituzionale attenta e consapevole. L'impegno congiunto di ARCA, Comune e Servizi Sociali nell'analizzare fascicolo per fascicolo ogni singola storia familiare dimostra che il ripristino delle regole può e deve camminare di pari passo con la protezione delle fragilità. Attraverso gli strumenti del concordato a lungo termine per le famiglie bisognose, l'ascolto diretto dei cittadini e la spinta decisiva verso l'Housing Sociale, Trani potrebbe si candidarsi a diventare un modello virtuoso a condizione che, anche da un punto di vista politico locale, ci si convinca che la fermezza contro l'illegalità può trasformarsi nell'opportunità di restituire dignità, giustizia e un futuro certo a chi ne ha davvero diritto.