Intervista| Marco Galiano: «Non faccio la marionetta», il dimissionario sindaco di Trani rompe il silenzio a meno di 24 ore dalle dimissioni
Dallo scontro sulla scuola ai veti su poltrone e partecipate, il sindaco-preside parla dopo lo strappo: «Mille mediazioni inutili, la maggioranza era spaccata a metà. A queste condizioni torno a scuola»
sabato 26 settembre 2026
10.13
A meno di 24 ore dalle dimissioni da Sindaco dichiarate "irrevocabili", abbiamo contattato al telefono Marco Galiano per ripercorrere con lui le ore che hanno anticipato il clamoroso gesto, giunto a 8 mesi dalla sua designazione a candidato sindaco della Città (era il 24 febbraio) e a poco meno di tre mesi dalla presentazione della sua Giunta Comunale. Dietro lo strappo non c'è una semplice divergenza amministrativa, ma una profonda rottura politica con i vertici della sua coalizione e, in primo luogo, con il Partito Democratico. Dalla riorganizzazione della rete scolastica alle interferenze sulla governance delle società partecipate, Galiano spiega senza filtri le ragioni che lo hanno spinto a dire basta.
- Sindaco Galiano, qual è stato il punto di rottura definitivo che ha fatto saltare il banco?
- Che tipo di spiegazioni le sono state fornite per giustificare questo veto?
- Non ha ritenuto di dover valutare il peso politico di quella scelta?
- L'intento era superare squilibri storici tra i diversi istituti della città?
- Il suo è un tentativo di forzare la mano per dettare le condizioni alla maggioranza?
- La frattura si limita al piano scolastico o c'è dell'altro?
- Cosa le hanno risposto le forze politiche di fronte alla sua presa di posizione?
- Ha cercato di scongiurare la crisi prima di formalizzare l'uscita?
- Esiste uno spazio per ricucire durante i venti giorni previsti dalla legge?