Oikos Trani interviene sulla recente crisi al Comune di Trani

Non possiamo declassare a tempesta in un bicchiere d’acqua quanto accaduto nel panorama politico amministrativo della nostra città

martedì 20 ottobre 2026 5.48
A cura di La Redazione
Nota stampa della Associazione Cittadinanza Attiva OIKOS Trani APS a firma del Presidente Antonio Carrabba

Non possiamo declassare a tempesta in un bicchiere d'acqua quanto accaduto nel panorama politico amministrativo della nostra città, che ha attirato l'attenzione perfino di alcune testate nazionali proprio per i toni che la crisi aveva assunto anche per effetto della perentorietà con la quale le dimissioni erano state rese note alla città e alla stampa e soprattutto per la tempistica della decisione avvenuta dopo solo cento giorni dal giuramento del sindaco. L'attività politica si propone di governare un Paese, una regione, una città, e può capitare che nei confronti fra persone possano sorgere contrasti di idee, di priorità, di strategie per amministrare la cosa pubblica e la legge ha voluto prevedere un "tempo" di riflessione e di trattativa perché si possa addivenire alla comprensione e alla condivisione delle diverse impostazioni, molte volte di natura ideologica, fra le parti o i partiti in causa e il TUEL stabilisce giustamente un termine massimo di venti giorni per evitare, nel caso dei Comuni, la paralisi amministrativa. Certamente il ripensamento e il cambiare idea è umano ed è anche una dimostrazione di umiltà e intelligenza fare marcia indietro.Tuttavia, come detto in premessa, la perentorietà della decisione ed anche le motivazioni addotte ancorché in momenti diversi e per certi versi enigmatiche, richiedono estrema chiarezza nei confronti dei cittadini, che la Costituzione definisce sovrani, ai quali gli eletti hanno l'obbligo di render conto. Non nutriamo dubbi sulla validità dei motivi che indussero il sindaco alle dimissioni e sulla autenticità degli impegni assunti in campagna elettorale, ma è cosa buona e giusta che i cittadini conoscano quanto avvenuto e soprattutto gli accordi che hanno portato al ripensamento, non perché sia sempre meglio la "peggiore amministrazione" al migliore "commissariamento prefettizio" (o governativo, talvolta), ma perché i cittadini possano controllare il livello di condizionamento subito dagli organi Istituzionali. L'autorevolezza e la credibilità delle donne e degli uomini delle Istituzioni rappresentano un patrimonio fondamentale per la tenuta democratica di una comunità e non devono mai essere esposte al rischio di essere compromesse da comportamenti, omissioni o decisioni che possano alimentare dubbi sulla coerenza tra le parole dette e gli impegni assunti. È un ruolo molto complesso che non si esaurisce con l'amministrare, decidere, rappresentare, ma anche col testimoniare senza riserve il valore delle Istituzioni e il rispetto dei cittadini. La trasparenza incoraggia la fiducia verso le Istituzioni e l'interesse dei cittadini alla politica, sottraendoli all'astensione, sintomo inequivocabile di malessere della democrazia.